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Proroga chiusure fino al 13 aprile, Conte: “A casa fino a Pasquetta, vietato allentare la stretta”

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Prolungamento del lockdown fino al 13 aprile, stretta sugli allenamenti degli sportivi professionisti, rifiuto del Mes come uno strumento ‘datato e inadeguato’ e soprattutto, divieto di portare fuori i bambini per giochi e passeggiate, ma solo in situazioni di stretta necessità.

Vengono per il resto rinnovate tutte le limitazioni agli spostamenti e la chiusura delle attività non essenziali.

Queste le disposizioni del nuovo Dpcm datato 1 aprile 2020. Nel consueto appuntamento con la conferenza stampa del premier molti punti sono stati chiariti, altre novità annunciate.

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E proprio sul grosso fraintendimento nato dall’interpretazione errata di un’ordinanza uscita il 31 marzo, Conte ha ribadito: “Noi non abbiamo affatto autorizzato l’ora del passeggio con i bambini. Questo lo vorrei chiarire. In fase di interpretazione, abbiamo semplicemente detto che se ci sono dei figli minori, quando un genitore va a fare la spesa, per esempio, siccome i bambini sono gli unici che non possono uscire, si può consentire anche che accompagnino. Ma questo non deve essere l’occasione per il genitore di andare a spasso e di avere un allentamento delle misure restrittive“.

Lockdown fino a Pasquetta

Varranno fino al 13 aprile tutte le misure ordinate finora dai decreti firmati dal Presidente dell’8, 9, 11 e 22 marzo 2020, nonché delle ordinanze del Ministro della salute del 20 e 28 marzo 2020.

Fase 2 e fase 3

E’ prevista, ma non è detto che parta dal 14 aprile, una ‘fase 2 di convivenza con l’epidemia‘, di allentamento graduale e di convivenza con il virus. Ci entreremo quando gli esperti ce lo diranno. Poi ci sarà la fase 3, l’uscita dell’emergenza, della ricostruzione, del rilancio. Conte ha smentito, per il momento, che sia già deciso un prolungamento fino al 3 maggio.

Il rifiuto del MES

Continua la lotta tra i governi europei per il futuro economico dell’UE, o di quello che ne rimarrà dopo lo tsunami dell’emergenza Coronavirus.

Posizioni diverse sono state espresse da Italia e resto d’Europa: la Germania e altri Stati spingono per l’utilizzo del MES,  mentre il premier Giuseppe Conte non cede e sostiene l’introduzione dei Coronabond per un’Unione più solidale.

Ogni stato membro vuole andare per conto suo? Se la reazione non sarà coesa, l’Europa diventerà sempre meno competitiva sul mercato“, ha detto Conte n un’intervista per la tv tedesca Ard ribadendo ai cittadini tedeschi: “Difendiamo gli eurobond. L’Italia non sta cercando di far pagare il proprio debito ad altri Paesi. Nessuno pagherà i debiti italiani”.

Il Mes – ha detto con fermezza Conte –  è per l’Italia uno strumento totalmente inadeguato e datato nelle regole che impone. Si tratta infatti di uno strumento nato per ‘schock asimmetrici‘ e non è quindi adatto a situazioni di portata epocale come quella che stiamo vivendo.

Solo snaturato e privo delle regole attuali e posto nell’ambito di un ampio ventaglio di pacchetti dove quindi i soldi che abbiamo lì messo vengano resi accessibili a tutti i Paesi senza condizionalità preventive o successive, può essere uno strumento tra gli altri, che dovremo elaborare che ci offrirà la possibilità di mettere in piedi una strategia europea, che è quella di cui abbiamo bisogno“.

Cretini che violano le regole

“Pochi irresponsabili danneggiano tutti”. Il riferimento di Conte qui è a quella  minoranza di soggetti che se ne frega delle regole. Per questo sono state confermate sanzioni severe e multe salate.

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