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Bolzano

Psicologia, fragilità nascoste: la ragazza del ponte giallo

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Una domanda che molte persone si pongono dietro alla falsa denuncia di violenza sessuale da parte di una quindicenne di Bolzano è che cosa abbia spinto la ragazza a compiere un gesto così plateale ed estremo.

A mio avviso è importante riflettere sulla vicenda partendo da alcune considerazioni. Viviamo in una società improntata sull’apparenza, alla ricerca di una felicità ostentata ma poco realistica.

Cerchiamo di allontanare il malessere e le emozioni negative come fossero oscure ombre pesanti da cui dobbiamo liberarci, senza permetterci di vivere la tristezza e la frustrazione che accompagna la nostra quotidianità.

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Ed è proprio la frustrazione di non avere le dovute attenzioni da parte del fidanzato che sembrerebbe aver spinto la ragazza a creare la messa in scena.

Ma quanta consapevolezza può esserci in un gesto così disperato?

La stessa scarsa consapevolezza di se stessi e del proprio agire che caratterizza fragilità e disagi silenti, sintomi che avrebbero bisogno di essere riconosciuti in tempo, ma spesso vengono “urlati” attraverso gesti e atti plateali.

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Questa ragazza non ha bisogno di essere sottoposta al nostro severo giudizio, ma di essere analizzata e compresa nel suo funzionamento, per recuperare quel senso di sé che in questo momento potrebbe non possedere.

Quando prevale il proprio sentire non possiamo dare ascolto alla parte più critica e razionale di noi stessi, con la difficoltà a ridimensionare il valore degli eventi e il nostro comportamento in funzione delle conseguenze che questo comporta.

E’, quindi, importante che i genitori e le scuole si pongano come interlocutori ed osservatori del comportamento dei ragazzi per identificare il loro disagio inespresso e che si affidino a Psicologi esperti per agire sia a livello preventivo con progetti mirati, ma anche attraverso percorsi individuali di supporto psicologico.

Lo psicologo opera infatti nelle scuole, nel pubblico e nel privato con l’obiettivo di fornire gli strumenti idonei utili ad elaborare in modo funzionale le esperienze negative, dando valore alle potenzialità del ragazzo, per sviluppare capacità di problem solving nel rispetto del proprio valore identitario.

Tutto questo permette all’adolescente di agire in modo consapevole e di attivare le life skill necessarie ad affrontare la vita e le difficoltà in modo adattivo.

 

Il contributo per La Voce di Bolzano è della dott.ssa Alice Panicciari, Psicologa dell’età evolutiva, esperta in Psicologia Scolastica e Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

Svolge da anni consulenze alle famiglie, lavora come psicologa scolastica e svolge progetti d’intervento e formativi all’interno delle scuole.

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