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Merano, nuova pista ciclabile in via IV Novembre

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La Giunta comunale ha approvato l’altro giorno il documento preliminare di progettazione, redatto dall’architetto Wolfram Haymo Pardatscher, per la nuova pista ciclabile che si snoderà dal confine col Comune di Lagundo alla stazione ferroviaria di Merano.

Il progetto è stato inserito del documento unico di programmazione (DUP). La spesa prevista è di 460.000 Euro.

Il nostro obiettivo è realizzare una nuova pista a due corsie in via IV Novembre, innanzitutto per sostituire l’attuale ciclabile con un collegamento più sicuro per tutti gli utenti della strada e in secondo luogo per proseguire la pista ciclabile che termina al confine fra Merano e Lagundo fino alla stazione dei treni e al realizzando Centro di mobilità.

Con questa nuova arteria, pensata soprattutto per i pendolari, l’amministrazione crea anche in questa zona della città una infrastruttura in grado di sostenere la mobilità del futuro. Stiamo dando attuazione, passo per passo, al nuovo Piano urbano del traffico“, ha sottolineato l’assessora Madeleine Rohrer.

Le due corsie di marcia della pista ciclabile realizzate in territorio comunale di Lagundo nel 2018 si snodano lungo i due lati opposti della strada, fino al confine con Merano. A Merano le due corsie, verranno invece riunite in un’unica pista, come peraltro previsto dal PUT approvato a fine luglio, sul modello adottato per il tratto inferiore di via Leopardi.

Il tracciato

“Il nuovo Datei herunterladen: PDFpercorso ciclabile inizia nella zona della stazione nella quale è situato il punto di noleggio delle bici e prosegue accanto al parcheggio provvisorio di attestamento e attraversa poi via IV Novembre all’altezza dell’entrata/uscita del parcheggio medesimo.

Sul lato opposto della strada la ciclabile prosegue verso Lagundo impegnando la sede stradale di via IV Novembre. Poco prima dell’incrocio con via San Giuseppe il tratto ciclabile costeggerà la nuova fermata dei bus della SASA”, ha spiegato il direttore della Ripartizione edilizia e servizi Wolfram Haymo Pardatscher.

Poco prima della rotatoria all’incrocio fra via IV Novemberstraße e via Goethe la sede stradale è così stretta che negli ultimi metri la ciclabile coinciderà con il marciapiede. In quest’ultimo tratto il traffico sarà quindi misto, ovvero i pedoni dovranno condividere lo spazio assieme ai ciclisti“, ha aggiunto Pardatscher.

Per poter realizzare la pista ciclabile è necessario spostare i due alberi che sorgono proprio nella curva di via IV Novembre. In loro sostituzione verranno messe a dimora due nuove piante nelle immediate vicinanze della fermata dei bus.

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La protesta corre sul social: il video dei minorenni freestyler di Sinigo con le pistole che fa discutere il web

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Ragazzini come gangster di quartiere, testimoni della cultura suburbana moderna che caratterizza i contesti periferici delle grandi metropoli tra povertà estrematraffici di droga e lotte per il controllo del territorio.

Immagini di una pistola che raccontano essere vera in mano a poco meno che 18enni e testi con frasi anche in arabo e albanese che parlano di conflitti etnici tra bianchi e neri, immigrati e autoctoni, di uno Stato assente che abbandona le classi meno abbienti e i suoi figli appartenenti alle seconde generazioni di immigrati che ora, dal ghetto chiuso, chiedono il conto.

Storie nel block, soldi nascosti, vicoli bui, sempre sti posti. Pattuglia che accosta, polizia alla porta, da tutto a niente “fra” basta una mossa. “Fra” me la rischio, cuore batte forte, pronto alla guerra, alla vita alla morte. Siamo bastardi educati con botte, cresciuti tra sbirri, infami, mignotte“.

Nello stile tipico della cultura rap e hip hop d’oltreconfine ma ampiamente diffuso anche nella vecchia Europa, soprattutto nella cultura freestyle dei “diversamente italiani“, le rime raccontano il degrado, la vita ai confini delle città, le situazioni di disagio.

La protesta sociale corre sul social, ma non siamo nel Bronx e nemmeno nelle banlieux della periferia di Parigi.

Siamo nel borgo di Sinigo, alle porte di Merano, dove un video girato da un gruppo di giovani rapper, la maggior parte dei quali minorenni, sta facendo discutere e solleva grandi interrogativi nell’opinione pubblica locale.

Dal Bronx a Merano il passo non è breve, ma la cultura della violenza, nata dal seme dell’esclusione sociale, sembra farsi strada ovunque come per una sorta di virus che scivola rapido attraverso i canali del web e racconta un mondo che in pochi conoscono.

Pistole forse vere, la riproduzione di spinelli consumati davanti alla telecamera che riprende una dimensione non proprio familiare a tutti. Tra rime e immagini che sollevano interrogativi su quello che è diventato o che sta diventando il mondo dei giovani anche a livello locale.

All’interno del video pubblicato sul canale Youtube Fv1000 Officiel, i componenti di Block Freestyle Lony e Fvmille oltrepassano il confine del perbenismo di una provincia che ancora non conosce a fondo i suoi “figli”.

Siamo delle bombe fra mine vaganti… tutti sti soldi non vanno allo Stato, lo Stato si fotte non ci hanno aiutato. Differenza vero e falso, differenza nero e bianco. Questo fa il figo che si crede Rambo, non è nessuno neanche col branco … tutti che sono pronti a sparare ma senza proiettili dove andate? Finirete nella tomba ancora prima di iniziare“.

Alla luce di quanto accaduto nelle ultime ore proprio nella città del Passirio, dove gruppi di minori si sono resi protagonisti di scene di violenza mai viste prima l’allarme sociale per qualcosa che sta cambiando si fa ancora più forte.

Dal barista massacrato in centro da tre 20enni all’uomo che ieri in via Marlengo è stato infilzato alla testa con un cacciavite da due minorenni che volevano rubargli l’auto: vicende che raccontano, da sole, più di ciò che riusciremmo mai a scrivere in un intero editoriale.

Altro che canederli e speck. La urban subculture che oggi viene a chiedere il conto di quanto seminato a livello politico e sociale negli ultimi 20 anni si trova proprio sotto casa, alle porte delle nostre rispettabili, ipocrite cittadine della ricca provincia di Bolzano.

Il dibattito è aperto.

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Via Nazionale/Dopolavoro: incrocio più sicuro

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Se vogliamo ridurre il traffico motorizzato, dobbiamo proporre collegamenti sicuri e attraenti soprattutto per quei tratti di strada che si possono percorrere comodamente a piedi o coi mezzi a pedali“, ha spiegato il sindaco Paul Rösch.

Questi provvedimenti sono un punto importante del Piano dettagliato del traffico di Sinigo e una richiesta già avanzata diverso tempo fa dal comitato di quartiere“, ha precisato l’assessora alla mobilità Madeleine Rohrer, che ha poi aggiunto: “Vogliamo rendere più sicuro questo tratto di strada molto trafficata per i pedoni e per i ciclisti“.

A questo scopo verrà risistemato l’incrocio situato dinnanzi al Dopolavoro: l’attraversamento verrà messo in sicurezza mediante un’isola divisoria di carreggiata, in modo tale da poter prolungare poi, con un tratto pedociclabile sul lato destro della strada (per chi proviene da Merano), il percorso fino all’incrocio con via Fermi.

Nell’ambito di un successivo progetto verrà anche allargato a due metri il marciapiede che corre lungo via Nazionale, nel tratto fra l’incrocio con via Tellini e il Dopolavoro, attualmente stretto e sconnesso.

L’assessore all’innovazione e alle infrastrutture Diego Zanella Zanella ha sottolineato l’ottima collaborazione con i tecnici della Ripartizione strade della Provincia (via Nazionale è infatti di loro competenza).

Via Nazionale è una delle arterie meranesi più trafficate e richiede quindi da parte nostra massima attenzione“.

Fasi di lavoro, cronoprogramma e costi

Gli interventi sono stati suddivisi in tre fasi.

Nella prima fase, che è stata avviata in questi giorni e che durerà da quattro a cinque settimane, i lavori si concentreranno nella parte dell’incrocio opposto all’entrata del Dopolavoro.

Nella seconda fase, che inizierà in primavera e che richiederà circa due settimane di lavoro, verrà invece realizzato il nuovo tratto pedociclabile lungo via Nazionale, fra l’entrata del Dopolavoro e l’incrocio con via Fermi.

A seguire, nella terza fase e in circa sei giorni, verrà allestita l’isola spartitraffico dell’incrocio.

Durante le prime due fasi il traffico scorrerà regolarmente in entrambe le direzioni, nella terza fase sarà necessario introdurre il senso unico alternato, regolato da semaforo.

I costi dell’opera ammontano a 280.000 euro.

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Merano, merenda in piazza coi canederli a San Vigilio

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A preparare la pietanza tirolese sono stati i ragazzi che frequentano le varie attività dell’Upad, dal gruppo di gioco “Sabato del quartiere” al doposcuola: dalla selezione degli ingredienti alla lavorazione dell’impasto, al confezionamento dei “Knödel“, i ragazzi si sono occupati di ogni singola fase della preparazione, istruiti dal personale di Metamorphosis e dell’Upad e da un gruppo di volontari capeggiati da Anna Gamper.

Nel tardo pomeriggio, i canederli stati offerti a genitori e passanti nell’ambito di un’allegra merenda in piazza.

Il menu includeva, oltre che i classici canederli allo speck e al formaggio, anche quelli alle erbe e una variante dolce: i canederli alle mele e cannella.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Merano, puntava a rafforzare lo spirito di gruppo tra i giovani e ad animare lo spazio pubblico, spesso deserto in un quartiere dal quale si parte di prima mattina per andare al lavoro o a scuola e si rientra nel pomeriggio o in serata andando dritti a casa, senza passare dalla piazza“, ha sottolineato l’assessora Madeleine Rohrer.

Il progetto Matamorphosis non mira solo a coinvolgere la comunità più giovane nella progettazione urbana ma anche a creare luoghi di incontro: la città che desideriamo è accogliente, viva, solidale“, ha aggiunto Rohrer.

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