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Angolo Bellerofonte

Sanità, la resa dei conti e la vicenda Gallo: come si smaschera la macchina dell’intimidazione

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a cavallo della sua fida tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quando quella volta che sorvolava l’Alto Adige per conto dell’Istituto Geografico Militare per rilevare le nuove quote delle vette, notò un immenso ingorgo al passo Rombo, al confine italo-austriaco.

Mi abbassai abbastanza incuriosito, perché non è cosa di tutti i giorni vedere in pieno giugno barriere di neve alte tre metri sul ciglio della strada.

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Vidi dapprima un arzillo vecchietto intento a passeggiare e gli chiesi il perché di quest’ingorgo. Lui, con una pacata tonalità tipica della sua veneranda età, mi rispose che le automobili andavano adagio perché a giugno avevano smontato le gomme da neve e l’improvvisa nevicata consigliava cautela.

Ringraziai l’arzillo, riprensi le redini di Pegasus e mi accinsi a spiccare il volo, quando notai questa volta un altro vecchietto in perfetta divisa sudtirolese che tirava imbufalito calci alla neve.

Sconcertato chiesi all’ex suddito di re Laurino perché tanta foga e tanta rabbia e lui mi rispose in un italiano stentato <<ha stato Callo, ha stato Callo!!!>>.

Ha stato Callo? E che vuol dire? Alla risposta venne in mio soccorso proprio l’arzillo vecchietto di prima, dicendomi che qualunque cosa accada nella sfera “sudtirolese”, anche le improvvise nevicate, sembra che sia colpa di un certo Costantino Gallo.

 

Bentrovati miei cari Bellerofontenauti, in un momento storicamente delicato per la politica altoatesina e per i suoi vertici, proprio mentre è in atto un’ispezione da parte del Ministero della Sanità presso alcuni ospedali dell’Alto Adige congiuntamente a controlli serrati dei NAS nello stesso ambito, mi viene da ricordare perché tutto questo sta accadendo, perché sta accadendo adesso e perché sta provocando estremi malumori presso le alte sfere del feudo altoatesino.

Siamo (forse) alla resa dei conti. 

In questi anni siamo stati abili pescatori, pazienti, audaci nell’affrontare le intemperie mentre gettavamo le reti, sfidando ogni sorta di avversità fortuite (pochissime) o intenzionali (quasi tutte) atte a delegittimare la nostra azione di denuncia contro quelle che ritenevamo ingiustizie e discriminazioni.

Pagelle e cartelle cliniche esclusivamente in tedesco, norme concorsuali ad personam, nomine ed incarichi a personaggi forse inadatti e tant’altro ancora, hanno scandito il nostro tempo, cercando di sensibilizzare e quanto più coinvolgere la cittadinanza locale. 

Lo ammetto, quando ti ritrovi con in mano una sentenza nella quale un giudice ordina che vengano rilasciate le pagelle nella lingua comprensibile per il genitore, ti senti fortemente tutelato dalla Legge e dalla Giustizia; ma se la struttura provinciale, a partire dal “nibelungo” presidente Kompatscher fino ad arrivare ai dirigenti scolastici la disattendono con tanto di derisione, capisci che a livello locale “il cerume del pregiudizio” rende sordo l’orecchio di chi dovrebbe ascoltare. 

Si cambia tattica, l’azione da intraprendere è sempre quella della giustizia, però cambia il campo di battaglia. E finché i giochi verranno svolti secondo le regole locali, ovvero con regole vessatorie e discriminanti, perdere è un imperativo. 

Ma c’è un Dio ed una Patria ed è a loro che chiediamo udienza. 

Quello che inizialmente poteva sembrare una questione personale, pian piano è esplosa in una questione che è andata oltre i confini provinciali, scomodando nientepopodimeno che la Caput Mundi, non Vienna come lasciano intendere i creativi della provincia autonoma, parlo di Roma, la capitale per antonomasia.

È lì che il dott. Gallo ha provato a spostare la scacchiera a senso unico dell’Alto Adige, perché è nel Colosseo che si scontrano i gladiatori, non in piazza Walther. È in quel contesto che abbiamo portato le ragioni di una situazione invivibile a livello locale, soprattutto in ambito sanitario. 

Un direttore generale d’azienda sanitaria nominato senza avere i requisiti di partecipazione al concorso, il rinnovo alla carica di primari senza l’indispensabile relazione del Nucleo di Valutazione e del Collegio Tecnico, medici iscritti all’albo provinciale del relativo Ordine senza conoscere la lingua nazionale, medici in pensione riammessi in pianta stabile negli organigrammi ospedalieri con lauti stipendi, appalti di forniture di prestazioni sanitarie aggiudicate ad imprese non iscritte all’Albo Nazionale del Ministero del Lavoro, medici con più contratti d’opera, il livello più basso di somministrazione di prestazioni sanitarie a livello nazionale (LEA), liste d’attesa che non osservano le ultime direttive ministeriali compresa la programmazione, l’indennità professionale che diventa parte integrante dello stipendio, leggi promulgate in totale contrasto con la Costituzione e la normativa nazionale: questo è attualmente l’Alto Adige, non come lo vediamo noi ma come si mostra all’opinione pubblica.

Costantino Gallo, sostenuto dai Guardiani della Legalità, non ha fatto altro che portare all’attenzione del Ministero della Salute queste problematiche che comunque condizionano la vita dei bravi cittadini altoatesini.

E tutto questo cosa ha prodotto? Un’impugnazione da parte del Governo della legge provinciale Omnibus, proprio sui punti riguardanti le nomine dei primari e dei direttori di strutture sanitarie, una serie di ispezioni ministeriali (dal ministero della salute romano, non da quello viennese), esposti presso le autorità competenti e perquisizioni del NAS dei Carabinieri.

Precedentemente c’era stata anche la bocciatura da parte della Corte Costituzionale di circa undici leggi provinciali atte a foraggiare i già lauti compensi delle dirigenze provinciali, secondo un criterio illegittimo. 

Panico totale.

Per la prima volta nella storia, la SVP di Kompatscher & Co. si ritrova in affanno come non mai; anche la stessa alleanza di Giunta con gli esponenti locali della Lega, altrimenti noti come gli “alLEGAti” dell’SVP, sta vacillando.

Kompatscher manda il vice presidente Vettorato in udienza dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Giorgetti, cercando un’improbabile mediazione, quant’è vero che è proprio l’on. Giorgetti a firmare l’impugnazione della legge Omnibus; Lega o non Lega, se la legge è illegittima non c’è cuore di partito che tenga. Ed è qui che il “melaperato” ex senatore Zeller rilascia la sua dichiarazione tombale, non abbiamo più “amici” a Roma. 

La reazione della provincia a tutto ciò?

Diffamazione a mezzo stampa a più non posso, esclusivamente sulle testate di lingua tedesca perché il buon lattoniere, quello esperto di giurisprudenza (Zerzer docet), butta benzina sul fuoco alimentando una questione di discriminazione etnica (proprio lui!!!) nei confronti della popolazione di lingua tedesca da parte del dott. Gallo, tralasciando o omettendo la questione che la provincia a trazione SVP promulga leggi atti a privilegiare la “gente alta”. 

Il dott. Gallo fa paura? Si, perché non puoi sconfiggere chi non si arrende mai.

Dal vostro Bellerofonte è tutto, un arrivederci al prossimo viaggio.

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Angolo Bellerofonte

Asl Alto Adige, la polizza di colpa grave è incompleta? Quando la verità non è mai abbastanza

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Se è vero che la verità la scrivono i vincitori, mi sento in dovere di aggiungere che la verità la scrivono i vincitori ma che quella più attendibile la scrivono gli onesti.

E io lo nacqui, onesto. Di cosa stiamo parlando? Di quella verità che nessuno si è finora mai scomodato a raccontare, quella verità che ha ormai assunto i contorni del mito, quella verità che ha incendiato i cuori e gli animi di quei personaggi che si sono eretti a difensori della patria, per poi scoppiare come palloncini punti da un ago.

Il mito è quella della polizza sanitaria ovvero della Polizza di Responsabilità Civile Verso Terzi/Ospedaliera, aggiudicata tramite gara d’appalto indetta dall’Azienda Sanitaria Alto Adige alla compagnia Viennese Uniqa.

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Cosa è accaduto? Cosa sarebbe questa verità finora celata?

Sulle pagine di questo giornale ci siamo spesso occupati della polizza sanitaria, il nostro Bellerofonte ed anche gli “Impertinenti” di turno hanno cercato di spiegare al meglio quello che è accaduto nel 2018, quando il presidente Kompatscher prese in mano la situazione strappando un accordo in extremis con la compagnia Uniqa, sempre la compagnia Uniqa, per un contratto annuale di copertura assicurativa perché al 30/06/2018, data di scadenza della copertura, l’azienda sanitaria non aveva ancora provveduto ad aggiudicare la gara per l’assicurazione.

Senza l’intervento tempestivo di Kompatscher, l’azienda sanitaria avrebbe dovuto chiudere i battenti di tutti i presidi ospedalieri perché i medici e tutti gli operatori sanitari sprovvisti della copertura assicurativa di colpa grave, non avrebbero potuto varcare la soglia dei predetti presidi.

Per rendere meglio l’idea della gravità della situazione, basti pensare che come le automobili non possono circolare senza assicurazione RCT, altrettanto i medici non possono esercitare senza la polizza di colpa grave.

La verità

La Legge 24/2017 altrimenti nota come Legge Gelli, all’art. 10, comma 3 prescrive che “Al fine di garantire efficacia alle azioni di cui all’articolo 9 e all’articolo 12, comma 3, ciascun esercente la professione sanitaria (medici, infermieri, ecc.) operante a qualunque titolo in strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private provvede alla stipula, con oneri a proprio carico, di un’adeguata polizza di assicurazione per colpa grave“.

Con la Circolare CG1806 del 26/06/2019 a titolo “Polizza di Responsabilità Civile Verso Terzi/Ospedaliera – Copertura della Colpa Grave del personale…” a firma del direttore generale Florian Zerzer, l’azienda promuove una polizza di colpa grave incompleta per l’esercizio della professione medica e paramedica ovvero promuove una polizza di colpa grave al costo di 588,00 euro che copre la responsabilità professionale ma non la responsabilità amministrativa.

Nello specifico, l’art. 10, comma 3 richiama altre due disposizioni di legge. Nell’art. 9, esattamente al comma 5, viene espresso che “In caso di accoglimento della domanda di risarcimento proposta dal danneggiato nei confronti della struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica, o dell’esercente la professione sanitaria, l’azione di responsabilita’ amministrativa, per dolo o colpa grave, nei confronti dell’esercente la professione sanitaria è esercitata dal pubblico ministero presso la Corte dei conti”.

La domanda di “Lubriana” memoria nasce spontanea: per quale motivo l’azienda sanitaria promuove con la circolare CG1806 una polizza incompleta per i suoi operatori con detrazione in busta paga e contemporaneamente suggerisce ai sottoscrittori di provvedere altrimenti per la responsabilità amministrativa?

Eppure sul mercato ci sono compagnie di assicurazione con proposte decisamente più faverevoli dal punto di vista economica e “All Inclusive” dal punto di vista della copertura assicurativa.

I medici sono medici e non esperti del ramo assicurativo, con molta probabilità fidandosi ciecamente di quanto predisposto dall’azienda sanitaria, probabilmente non hanno mai provveduto ad integrare la responsabilità professionale con la stipula ulteriore di una polizza di responsabilità amministrativa, parte integrante della polizza di colpa grave prevista dalla legge.

Avete capito la gravità della cosa? Con molta probabilità allo stato attuale, ci sono medici che non potrebbero esercitare nei presidi ospedalieri perché non adeguatamente coperti dal punto di vista assicurativo, con rischio grave per la loro stessa professione perché se risultanti colpevoli di un dolo, ci lascierebbero personalmente le classiche “mutande”.

L’azienda sanitaria ha mai verificato questa eventualità o ha solamente provveduto alla riscossione tramite addebito in busta paga dei premi assicurativi?

Questa è attualmente la realtà o meglio la verità sulla situazione dal punto di vista della copertura assicurativa del sistema sanitario.

Abbiamo una circolare aziendale che dà disposizioni per la stipula di polizza di colpa grave proposta dalla ditta Uniqa, già di per sé configurante un conflitto d’interessi spropositato che sfocia in una sorta di violazione delle norme sulla concorrenza del mercato.

Abbiamo una polizza inadeguata che rischia di inficiare l’attività professionale del personale sanitario; abbiamo altre compagnie assicuratrici o organizzazioni sindacali che promuovono polizze sicuramente vantaggiose sia dal punto di vista economico che qualitativo.

Allora perché siamo in questo paradosso? Perché questa circolare?

Noi raccontiamo i fatti per come si desumono dai documenti ufficiali dell’azienda, per le domande ci attendiamo delucidazioni dall’azienda medesima.

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Angolo Bellerofonte

Sanità, la storia infinita. Ovvero la saga della Polizza al suo ultimo atto

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a cavallo della sua fida tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quella volta che Alcmeone, Callifonte e Ippocrate, i famosi medici dell’antica Grecia, vista la loro volontà di voler esercitare la professione nel Sudtirolo, mi chiesero consiglio a chi rivolgersi per stipulare la necessaria ed obbligatoria polizza di colpa grave. 

<<Parlate a bassa voce>> dissi io, <<l’argomento polizza grave è così delicato che l’anno scorso si è rischiata la chiusura degli ospedali perché nessuno aveva provveduto al rinnovo>>. 

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I tre si guardarono negli occhi, il loro sguardo valeva mille parole e non ci volle tanto per capire le loro intenzioni. Il Krotoniate Callifonte si fece avanti ed a nome di tutti disse: <<carissimo Bellerofonte, apprezziamo i tuoi sforzi ma da quando siamo qui ci siamo scontrati solo con problemi e zero soluzioni. Prima l’iscrizione all’ordine dei medici dove pare che la conoscenza della lingua non sia un obbligo ma una facoltà, ora la polizza di colpa grave, mi sa che ce ne torniamo di corsa nella penisola ellenica, culla della democrazia>>. E concluse <<Grazie di tutto, ci mettiamo seduti sulle rive del Talvera in attesa che Ulisse ci carichi a bordo della sua barca. Addio>>.

Ben ritrovati carissimi Bellerofontenauti, con la partenza dei miei “tre amici”, ora avrò un po’ di tempo libero per riprendere un viaggio lasciato poco più di sette mesi fa: “Impicci, proroghe, rappezzi e impunità: l’Asl alla saga dei rinnovi assicurativi (è già leggenda)”. 

In quell’occasione mi occupai di quello che era stato il tormentone dell’estate altoatesina 2018, la scadenza della polizza di colpa grave per il personale sanitario operante nelle strutture dell’azienda sanitaria locale. 

Come ben ricorderete, il 30 giugno 2018 scadeva la polizza di colpa grave per i medici e per tutti gli operatori del comparto sanitario dell’azienda locale, e l’azienda era in netto ritardo con la gara d’appalto per la nuova polizza. 

Herr “Ghe Pensi Mi”, al secolo Arno Kompatscher, con una telefonata strategica in meno di dieci minuti raggiunse un accordo con la compagnia assicuratrice Uniqa, riuscendo a strappare in extremis un contratto annuale, la celeberrima Polizza Ponte, così da evitare uno sciopero dei medici e scongiurare il collasso dell’azienda sanitaria.

Tutto a posto dunque? Non sembra, perché quest’anno rischiamo di ritrovarci nella stessa condizione o per lo meno in una situazione che tanto chiara non è. Attenzione, la gara poi è stata esperita, conclusa ed aggiudicata, il nuovo contratto stipulato ed avrà valenza dall’1 luglio 2019, alla scadenza della polizza ponte di marca Kompatscher. 

Quello di cui parlo io va ovviamente oltre quello il discorso di procedure e scadenze, ma procediamo per gradi per meglio comprendere la situazione iniziando con la spiegazione di tutti gli elementi della discussione.

Capitolo Uno: la polizza di colpa grave.

Cos’è una polizza di colpa grave? È la polizza assicurativa regolamentata dall’art. 10, comma 3, della Legge 24/2017 (legge Gelli) che recitaAl fine di garantire efficacia alle azioni di cui …, ciascun esercente la professione sanitaria (per lo più medici) operante a qualunque titolo in strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private provvede alla stipula, con oneri a proprio carico, di un’adeguata polizza di assicurazione per colpa grave. La sua importanza è fondamentale ai fini delle prestazioni sanitarie. Paragoniamo la “Colpa Grave” alla classica polizza automobilistica, senza assicurazione un’automobile non può circolare; allo stesso modo, un medico non può mettere piede in una struttura ospedaliera senza avere sottoscritto una polizza di colpa grave ergo tutta l’attività ospedaliera si bloccherebbe. Ecco spiegato il motivo per il quale l’anno scorso è scoppiato il caso della polizza, perché senza di essa gli ospedali non avrebbero più potuto dare qualsiasi tipo di assistenza.

Capitolo Due: il diritto di rivalsa. 

Il diritto di rivalsa è regolamentato dall’art. 9, comma 1, della Legge 24/2017 che recita L’azione di rivalsa nei confronti dell’esercente la professione sanitaria può essere esercitata solo in caso di dolo o colpa grave”. Attraverso l’azione di rivalsa, la compagnia assicuratrice va quindi a chiedere al contraente (medico) il rimborso del risarcimento pagato alla persona che ha subito il danno; il contraente provvederà a risarcire l’assicurazione utilizzando la polizza di colpa grave.

Capitolo Tre: rinuncia al diritto di rivalsa. 

Che cos’è la rinuncia alla rivalsa? Il concetto è molto semplice: si tratta di una clausola facoltativa di una polizza assicurativa che, se inserita nel contratto, va ad annullare l’azione di rivalsa esercitabile dall’assicurazione. In altre parole, la sua sottoscrizione elimina la possibilità che la compagnia di assicurazione si rivolga al contraente (medico) per chiedere il rimborso del risarcimento pagato alla persona che ha subito il danno per colpa grave.

Capitolo quattro: la nuova polizza. 

Con la delibera n. 2018-A-000668 del 05.12.2018, la Provincia ha ratificato l’aggiudicazione della nuova Polizza di assicurazione dei rischi di responsabilità civile verso terzi ed operatori/trici” (RCT), regolamentata dall’art. 10, comma 1, della Legge 24/2017 che recita “Le strutture sanitarie e sociosanitarie  pubbliche  e  private devono essere provviste di copertura assicurativa o di altre analoghe misure  per  la  responsabilità  civile  verso  terzi   e   per   la responsabilità   civile [….], alla compagnia assicuratrice UNIQA Österreich Versicherungen AG con sede legale a Vienna (AU). 

Capitolo Cinque: nocciolo della questione. 

Cosa accomuna la polizza di Colpa Grave con la polizza RCT aggiudicata alla compagnia Uniqa? Bella domanda. Apparentemente nulla perché sono due cose ben distinte e separate, come spiegato nei capitoli precedenti; pare invece che la polizza di RCT sin dal 2012, anno della prima stipula con la compagnia Uniqa di Vienna, contenesse un’estensione proprio riferita alla colpa grave rivolta ai singoli operatori dell’azienda sanitaria che ne avessero fatto espressamente richiesta. 

Nella nuova RCT che entrerà in vigore da lunedì primo luglio prossimo, ritroviamo le stesse condizioni per la stipula della polizza di colpa grave. 

Il vostro Bellerofonte ha voluto vederci chiaro in tutto ciò perché questo punto della procedura non sembra completamente trasparente. Ma come è possibile che in una polizza di responsabilità civile stipulata tra azienda sanitaria e compagnia assicuratrice a seguito di gara d’appalto, venga inserita anche la polizza per colpa grave che è individuale quindi non soggetta a procedura di gara ma alla libera scelta del medico? 

Impossibile ma vero. 

L’art. 38 del Capitolato Tecnico prevede espressamente che “La Società (compagnia assicuratrice) rinuncia al diritto di rivalsa e surrogazione nei confronti del personale dipendente e con rapporto libero professionale del quale la Contraente si avvale e si è avvalsa nel corso della presente polizza nello svolgimento delle loro attività, salvo il caso in cui il danno sia dovuto a dolo o colpa grave dei soggetti sopra indicati accertato con sentenza passata in giudicato.” Fin qui tutto bene.

Eppure l’art. 39, 2° periodo del Capitolato Tecnico, prevede invece che “per le altre persone assicurate che percepiscono una remunerazione (personale dipendente, personale sanitario medico e non medico con rapporto libero professionale ecc.) e che ne facciano richiesta, accollandosene i relativi oneri (premio per la copertura di colpa grave), la Società rinuncia all’esercizio del diritto di rivalsa per le ipotesi di colpa grave come prevista all’art. 38”. 

Come può la rinuncia al diritto di rivalsa nel caso di colpa grave, essere inserita tra le norme di un capitolato per una gara di RCT? 

Dove sta il controsenso? Il controsenso sta proprio nella scelta di inserire delle norme afferenti ad un’altra tipologia di polizza, in un contratto per polizza di RCT. Tutto ciò appare in netto conflitto con le stesse norme di gara per la polizza RCT e con il Codice dei Contratti perché che senso ha che una compagnia di assicurazioni partecipi ad una gara d’appalto per RCT obbligandosi alla rinuncia alla rivalsa per la polizza di colpa grave? Piuttosto “ibrida” la questione, “Grande Giove” direbbe un frastornato dottor Brown di “Ritorno al Futuro” perché qui si entra nella pura fantascienza, non c’è una regola di mercato od una norma che possa giustificare tale situazione.

Capitolo Sei: art. 41 Estensioni di Garanzia. 

Quest’articolo che già dal titolo lascia prevedere la sua natura, al punto 41.1 prescrive che la polizza di cui all’appalto, vale anche per i rischi di Danni derivanti da colpa grave dell’Assicurato e/o dolo e colpa grave delle persone di cui la Contraente deve rispondere, salvo quanto previsto agli artt. 38 e 39. Quindi la polizza di assicurazione dei rischi di responsabilità civile verso terzi ed operatori/trici aggiudicata a seguito di procedura di gara, diventa anche polizza di colpa grave con diretto beneficio della compagnia aggiudicatrice, avvantaggiata rispetto alle altre compagnie assicuratrici eventualmente interessate al mercato delle polizze di “Colpa Grave”. 

Ecco svelato l’arcano, la gara per l’aggiudicazione di polizza RCT si estende anche alla polizza di colpa grave. Ma carissimi Bellerofontenauti, chi nasce tondo non muore quadrato e cioè se si bandisce una gara per RCT, tutte le estensioni di questo mondo non potranno mai configurare una polizza di colpa grave proprio per via della sua natura che è individuale. 

Capitolo Sette: sottoscrizione polizza colpa grave. 

L’azienda sanitaria ha provveduto a redigere un modello di adesione alla polizza di colpa grave, nella forma di appendice alla polizza RCT o almeno dovrebbe essere così. 

Il modello che si chiama “DICHIARAZIONE DI ADESIONE O RECESSO ALLA COPERTURA ASSICURATIVA PER COLPA GRAVE CON RINUNCIA ALLA RIVALSA DELLA COMPAGNIA ASSICURATRICE”, è indirizzato all’Ufficio Affari Generali del comprensorio sanitario di Bolzano, non fa riferimento né nel titolo né con una controfirma in calce, alla compagnia assicuratrice. 

Menziona la Colpa Grave ma non specifica né un numero di polizza, né un protocollo che la identifichi come tale ma parla di dichiarazione adesione o di recesso alla copertura assicurativa per colpa grave. La Norma impone che quella che viene erroneamente richiamata come dichiarazione di adesione, non sia altro che un’appendice alla polizza originale che deve essere sottoscritta tra l’assicurato e la compagnia. Ma anche in questo caso si incorrerebbe in un nulla di fatto in quanto la polizza madre è una RCT e non una “Colpa Grave”. 

Oltretutto, pur volendo sorvolare su tutto questo, comunque un’estensione di garanzia dovrebbe comunque prevedere a prescindere una copertura economica.

Capitolo Otto: chiarimenti e precisazioni della gara d’appalto. 

Chiarimento n. 2, quesito e risposta n. 2 della procedura di gara d’appalto. Il chiarimento n. 2, quesito e risposta n. 2 conferma che nell’importo a base d’asta non è ricompresa la copertura per “colpa grave ergo tale polizza non può rientrare nei parametri di gara contravvenendo proprio all’art. 41 comma 41.1 del Capitolato, soprattutto come estensione se non è prevista alcuna copertura economica.

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Precisazione n. 27 della procedura di gara d’appalto. Anche in questa precisazione rilasciata dall’azienda, si evince che la polizza di colpa grave sarà oggetto di successiva offerta da parte della compagnia che si aggiudicherà la gara, quindi non riconducibile alla polizza RCT. Ad ogni modo, pare che questa precisazione precluda la possibilità ad altre compagnie assicuratrici la possibilità di presentare offerta ai singoli operatori sanitari, lasciando intendere che la colpa grave sarà emessa dalla ditta aggiudicataria.

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Capitolo Otto: conclusioni. 

Alla fine di questo viaggio, il più lungo finora mai realizzato, l’idea che mi sono fatto sulla questione è la seguente: che le dichiarazioni di adesione alla polizza di colpa grave e che la stessa polizza di colpa grave intesa come estensione di garanzia, non siano conformi ai dettami della normativa vigente, che ne inficerebbero la stessa validità. Cosa vuol dire? Pensate all’automobile che senza assicurazione non può camminare. Che senza la sottoscrizione di una delega al pagamento ai sensi dell’art. 1269 del Codice Civile, non si possono fare trattenute in busta paga nei confronti dei dipendenti a favore di terzi, delega al pagamento che non ho riscontrato in nessun atto finora consultato.

Ora miei carissimi Bellerofontenauti, potete trarre le vostre conclusioni. Il vostro Bellerofonte vi lascia e penso che si concederà un meritato e lungo riposo.

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Angolo Bellerofonte

Arno Geppetto e Zerzerocchio: la favola di Collodi in salsa sudtirolese

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a cavallo della sua fidata tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quella volta in cui Carlo Collodi gli chiese di accompagnarlo dai Carabinieri per denunciare il plagio del suo celeberrimo capolavoro “Le avventure di Pinocchio”. 

Infatti l’autore toscano mi disse che aveva sentito di una storia simile che circolava tra le valli dell’Alto Adige, riguardante un politico falegname e di un direttore burattino. Non ci volle tanto a capire di chi e cosa stesse parlando, tanto che rincuorai lo scrittore dicendo che non si trattava di un plagio del suo romanzo ma più probabilmente di un verbale della Guardia di Finanza.

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Bentrovati cari amici Bellerofontiani.

Ebbene si, siamo ad un nuovo capitolo della Zerzer Saga, la storia del direttore generale della sanità altoatesina più chiacchierato che mai. Ma qui non siamo nel film “Gli Intoccabili” dove Al Capone/De Niro grida ad un impavido Eliot Ness/Kevin Costner “sei solo chiacchiere e distintivo” nella storica scena nell’aula di tribunale: qui le chiacchiere stanno tutt’altro che a zero.

Stamattina sul quotidiano Alto Adige è uscito un articolo che mi citava circa un accesso agli atti da me eseguito per la conferma di una notizia. 

Cos’è un accesso agli atti? 

È il diritto di tutti i cittadini di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi relativi a procedure pubbliche, ai fini di garantire la Trasparenza nella Pubblica Amministrazione. L’accesso ai documenti amministrativi, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza, ai sensi del F.O.I.A.  (acronimo di Freedom of Information Act) che si riferisce all’art. 5, comma 1 del D. Lgs. n. 33/2013 come modificato dal D. Lgs. n. 97/2016.

Uno strumento utilissimo che consiglio caldamente a tutti di utilizzare per avere chiarezza su procedure e concorsi.

È vero.

Circa un mese fa ho esercitato il diritto di accesso agli atti per sapere se il dg Zerzer ed altre figure dirigenziali della Sanità altoatesina fossero in possesso del corso di formazione manageriale sanitario di cui all’art. 2, comma 1, lett. e) del Decreto del Presidente della Provincia n. 27/2017. La richiesta l’ho inviata direttamente al Responsabile per la Trasparenza degli Atti Pubblici della Provincia Autonoma di Bolzano, organo preposto ad accogliere le istanze d’accesso; tale richiesta deve ricevere risposta entro 30 giorni dalla presentazione. 

Puntuali, gli organi provinciali mi rispondono elencando i professionisti da me indicati in possesso di tale corso e, udite udite, tra gli elencati manca proprio il dott. Zerzer. Questo conferma definitivamente, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il dott. Zerzer è stato incaricato nonostante l’assenza dell’indispensabile requisito.

Sulle pagine de “La Voce di Bolzano” sia io che i vari “Impertinenti” abbiamo spesso parlato della nomina di Zerzer a Direttore generale dell’ASDAA, della mancanza dei requisiti indispensabili alla nomina di tale incarico.

Abbiamo parlato anche delle varie dichiarazioni rilasciate in merito dallo stesso dott. Zerzer, spesso divergenti tra loro, agli organi d’informazione. Non per ultima quella che leggo stamane sull’articolo dell’Alto Adige. 

Il tutto parte dalla lettura del suo CV presente sul sito istituzionale dell’Azienda Sanitaria. Leggendo attentamente sui corsi di formazione, risalta subito agli occhi proprio il corso per management sanitario:

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Il dott. Zerzer, in totale trasparenza, dichiara di non essere in possesso del titolo ma di aver partecipato solo ad alcune lezioni.

Al concorso per la selezione a dg, nell’apposito modello da compilare (ha utilizzato il modello in lingua tedesca) per le dichiarazioni di rito, invece dichiara di essere in possesso di tale requisito ovvero di avere il corso di formazione manageriale sanitario (ha barrato la lett. F del modello):

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Di seguito riporto il modello analogo in lingua italiana per una migliore comprensione:

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Converrete col vostro Bellerofonte che la cosa non quadra, assolutamente. È un mero errore? Una svista innocente? Meri errori e sviste non sono ammessi a prescindere, soprattutto se riguardano un incarico che dovrà gestire un budget di un miliardo e trecento milioni di euro annui per la tutela della Salute Pubblica!

Nel corso dei mesi che si sono susseguiti dalla nomina ratificata il 15 ottobre 2018, numerose segnalazioni sono pervenute presso gli organi competenti ed anche la stampa non ha mancato di presenza in merito alla questione, tanto che la nomina di Zerzer è finita in un fascicolo sul tavolo della Procura di Bolzano. 

Lasciatemi dire che ogni cittadino deve essere garante per sé stesso ma prima di tutto per gli altri, soprattutto se gli altri non sono a conoscenza di fatti che possano direttamente od indirettamente cagionare danni di qualsivoglia natura.

Con questo spirito ho fatto la richiesta di accesso, mosso dal legittimo desiderio di vigilare sulla Cosa Pubblica, per tutelare la mia persona e gli altri cittadini, dal desiderio di legittimità e trasparenza che la Legge impone ma che spesso viene elusa e che provoca travasi di bile in quei cittadini per i quali quell’elusione si trasforma in ingiustizia.

Eppure, nonostante l’evidenza, il nostro dg dichiara sulle pagine dell’Alto Adige, riporto testualmente, <<Mi sono iscritto al corso e ho 18 mesi di tempo dalla nomina per frequentarlo, come dice la legge, sono tranquillo>>.

Tranquillo? Siamo sicuri che la Legge dica così?

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L’immagine riporta i requisiti previsti dal Decreto del Presidente della Provincia n. 27/2017, da possedere al momento della domanda di iscrizione alla selezione. Il comma 1 lettera e) è categorico, si deve essere in possesso dell’attestato al momento della presentazione della domanda; il comma 2, ultimo periodo smentisce ulteriormente la dichiarazione di Zerzer, la parte in evidenza parla di produrre l’attestato entro 18 mesi dalla nomina e non di poterlo conseguire in predetto periodo. Anche il bando di selezione, come effettivamente deve essere, riporta quanto prescritto nel decreto voluto dal presidente Kompatscher:

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( https://sabes.onboard.org/it/jobs/vKmZWE4b?from_career_page=true )

Zerzer come si suol dire ha nuovamente “ciurlato nel manico”, certo è che non tocca a noi dire se ha commesso reato ma sicuramente alla luce del modello presentato in fase di selezione, dal curriculum personale, dal bando di selezione e di quanto ottenuto dalla risposta dell’accesso agli atti, il nostro direttore generale con le bugie comincia ad avercelo bello lungo… il naso, cosa avete capito?

Il buon Arno Geppetto ha scolpito male il suo “pezzo di legno”. Zerzerocchio deve aver seriamente scambiato l’Azienda Sanitaria per il Paese dei Balocchi tanto da restarne affascinato da tentare il tutto e per tutto per restare attaccato alla poltrona.

Andiamo Caro (Collodi), non c’è bisogno di denunciare il plagio, la Procura come vedi sta già indagando.

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