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Angolo Bellerofonte

Arno Geppetto e Zerzerocchio: la favola di Collodi in salsa sudtirolese

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a cavallo della sua fidata tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quella volta in cui Carlo Collodi gli chiese di accompagnarlo dai Carabinieri per denunciare il plagio del suo celeberrimo capolavoro “Le avventure di Pinocchio”. 

Infatti l’autore toscano mi disse che aveva sentito di una storia simile che circolava tra le valli dell’Alto Adige, riguardante un politico falegname e di un direttore burattino. Non ci volle tanto a capire di chi e cosa stesse parlando, tanto che rincuorai lo scrittore dicendo che non si trattava di un plagio del suo romanzo ma più probabilmente di un verbale della Guardia di Finanza.

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Bentrovati cari amici Bellerofontiani.

Ebbene si, siamo ad un nuovo capitolo della Zerzer Saga, la storia del direttore generale della sanità altoatesina più chiacchierato che mai. Ma qui non siamo nel film “Gli Intoccabili” dove Al Capone/De Niro grida ad un impavido Eliot Ness/Kevin Costner “sei solo chiacchiere e distintivo” nella storica scena nell’aula di tribunale: qui le chiacchiere stanno tutt’altro che a zero.

Stamattina sul quotidiano Alto Adige è uscito un articolo che mi citava circa un accesso agli atti da me eseguito per la conferma di una notizia. 

Cos’è un accesso agli atti? 

È il diritto di tutti i cittadini di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi relativi a procedure pubbliche, ai fini di garantire la Trasparenza nella Pubblica Amministrazione. L’accesso ai documenti amministrativi, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza, ai sensi del F.O.I.A.  (acronimo di Freedom of Information Act) che si riferisce all’art. 5, comma 1 del D. Lgs. n. 33/2013 come modificato dal D. Lgs. n. 97/2016.

Uno strumento utilissimo che consiglio caldamente a tutti di utilizzare per avere chiarezza su procedure e concorsi.

È vero.

Circa un mese fa ho esercitato il diritto di accesso agli atti per sapere se il dg Zerzer ed altre figure dirigenziali della Sanità altoatesina fossero in possesso del corso di formazione manageriale sanitario di cui all’art. 2, comma 1, lett. e) del Decreto del Presidente della Provincia n. 27/2017. La richiesta l’ho inviata direttamente al Responsabile per la Trasparenza degli Atti Pubblici della Provincia Autonoma di Bolzano, organo preposto ad accogliere le istanze d’accesso; tale richiesta deve ricevere risposta entro 30 giorni dalla presentazione. 

Puntuali, gli organi provinciali mi rispondono elencando i professionisti da me indicati in possesso di tale corso e, udite udite, tra gli elencati manca proprio il dott. Zerzer. Questo conferma definitivamente, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il dott. Zerzer è stato incaricato nonostante l’assenza dell’indispensabile requisito.

Sulle pagine de “La Voce di Bolzano” sia io che i vari “Impertinenti” abbiamo spesso parlato della nomina di Zerzer a Direttore generale dell’ASDAA, della mancanza dei requisiti indispensabili alla nomina di tale incarico.

Abbiamo parlato anche delle varie dichiarazioni rilasciate in merito dallo stesso dott. Zerzer, spesso divergenti tra loro, agli organi d’informazione. Non per ultima quella che leggo stamane sull’articolo dell’Alto Adige. 

Il tutto parte dalla lettura del suo CV presente sul sito istituzionale dell’Azienda Sanitaria. Leggendo attentamente sui corsi di formazione, risalta subito agli occhi proprio il corso per management sanitario:

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Il dott. Zerzer, in totale trasparenza, dichiara di non essere in possesso del titolo ma di aver partecipato solo ad alcune lezioni.

Al concorso per la selezione a dg, nell’apposito modello da compilare (ha utilizzato il modello in lingua tedesca) per le dichiarazioni di rito, invece dichiara di essere in possesso di tale requisito ovvero di avere il corso di formazione manageriale sanitario (ha barrato la lett. F del modello):

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Di seguito riporto il modello analogo in lingua italiana per una migliore comprensione:

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Converrete col vostro Bellerofonte che la cosa non quadra, assolutamente. È un mero errore? Una svista innocente? Meri errori e sviste non sono ammessi a prescindere, soprattutto se riguardano un incarico che dovrà gestire un budget di un miliardo e trecento milioni di euro annui per la tutela della Salute Pubblica!

Nel corso dei mesi che si sono susseguiti dalla nomina ratificata il 15 ottobre 2018, numerose segnalazioni sono pervenute presso gli organi competenti ed anche la stampa non ha mancato di presenza in merito alla questione, tanto che la nomina di Zerzer è finita in un fascicolo sul tavolo della Procura di Bolzano. 

Lasciatemi dire che ogni cittadino deve essere garante per sé stesso ma prima di tutto per gli altri, soprattutto se gli altri non sono a conoscenza di fatti che possano direttamente od indirettamente cagionare danni di qualsivoglia natura.

Con questo spirito ho fatto la richiesta di accesso, mosso dal legittimo desiderio di vigilare sulla Cosa Pubblica, per tutelare la mia persona e gli altri cittadini, dal desiderio di legittimità e trasparenza che la Legge impone ma che spesso viene elusa e che provoca travasi di bile in quei cittadini per i quali quell’elusione si trasforma in ingiustizia.

Eppure, nonostante l’evidenza, il nostro dg dichiara sulle pagine dell’Alto Adige, riporto testualmente, <<Mi sono iscritto al corso e ho 18 mesi di tempo dalla nomina per frequentarlo, come dice la legge, sono tranquillo>>.

Tranquillo? Siamo sicuri che la Legge dica così?

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L’immagine riporta i requisiti previsti dal Decreto del Presidente della Provincia n. 27/2017, da possedere al momento della domanda di iscrizione alla selezione. Il comma 1 lettera e) è categorico, si deve essere in possesso dell’attestato al momento della presentazione della domanda; il comma 2, ultimo periodo smentisce ulteriormente la dichiarazione di Zerzer, la parte in evidenza parla di produrre l’attestato entro 18 mesi dalla nomina e non di poterlo conseguire in predetto periodo. Anche il bando di selezione, come effettivamente deve essere, riporta quanto prescritto nel decreto voluto dal presidente Kompatscher:

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( https://sabes.onboard.org/it/jobs/vKmZWE4b?from_career_page=true )

Zerzer come si suol dire ha nuovamente “ciurlato nel manico”, certo è che non tocca a noi dire se ha commesso reato ma sicuramente alla luce del modello presentato in fase di selezione, dal curriculum personale, dal bando di selezione e di quanto ottenuto dalla risposta dell’accesso agli atti, il nostro direttore generale con le bugie comincia ad avercelo bello lungo… il naso, cosa avete capito?

Il buon Arno Geppetto ha scolpito male il suo “pezzo di legno”. Zerzerocchio deve aver seriamente scambiato l’Azienda Sanitaria per il Paese dei Balocchi tanto da restarne affascinato da tentare il tutto e per tutto per restare attaccato alla poltrona.

Andiamo Caro (Collodi), non c’è bisogno di denunciare il plagio, la Procura come vedi sta già indagando.

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