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Società

Scuola, bolzanini i primi a tornare in classe il 5 settembre

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Il 5 settembre gli studenti bolzanini saranno i primi in Italia a tornare a scuola. Dopo di loro solo i piemontesi, attesi sui banchi quattro giorni dopo, il 9 settembre.

Il nuovo anno scolastico comincia più tardi invece per gli studenti di Umbria, Veneto, Campania e Basilicata, che torneranno in classe l’11 settembre.

E ancora i trentini insieme ai siciliani, valdostani, friulani e lombardi il 12 settembre, mentre il 16 settembre sarà il turno di Emilia Romagna, Marche, Molise, Toscana, Lazio, Abruzzo, Sardegna, Calabria, Liguria.

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Gli ultimi per cui suonerà la campanella saranno invece gli studenti pugliesi, che torneranno a scuola il 18 settembre.

Le date sono indicate dai calendari scolastici regionali ma ogni istituto potrà decidere, grazie all’autonomia, il giorno esatto di riapertura.

L’impertinente

“Non è l’Arena”: la figuraccia altoatesina approda da Giletti. “Piangono l’invasione ma continuano a battere cassa”

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La questione altoatesina approda con polemiche questa sera alla trasmissione de La7 “Non è l’Arena” di Massimo Giletti.

La dicussione si accende in seguito al confronto tra un esuberante Vittorio Feltri con la deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia Michaela Biancofiore e l’ex deputata di FI Nunzia de Girolamo, moglie tra il resto di Francesco Boccia, Ministro per gli affari regionali e le autonomie del Governo Conte II.

Al centro l’unico, il solo, annoso quesito: l’Alto Adige di chi è? E soprattutto, DA CHE PARTE STA la politica quando si parla di quale legge sia necessaria rispettare e a quali normative bisogna attenersi perché questa terra sia degna di essere considerata a qualche titolo ancora Italia?

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La figuraccia globale al solito è quella che mostra alla Nazione intera tutta l’arroganza di quella parte di revanscisti autonomisti come sempre al limite del secessionismo e, come spesso abbiamo affermato anche noi de La Voce, dell’autoreferenzialità normativa che travalica i limiti del buon senso e della Costituzione.

Un atteggiamento spesso appoggiato e sostenuto in silenzio anche in Consiglio provinciale da una parte della politica locale complice e traditrice.

Si fanno tante leggi da soli e sperano che Roma non le impugni così da poter continuare, per prassi, a fare la repubblica sudtirolese autonoma all’interno della Repubblica italiana.

E’ colpa dell’Italia non della Klotz (e compagni ndr) se siamo arrivati a questo punto – sottolinea irritata Biancofiore – . Chi permette a questa gente da decenni di proclamare secessioni e chiedere divorzi, calpestare il Tricolore e disprezzare i simboli dello Stato, di sostenere ex terroristi chiedendo per essi ripetutamente la grazia incassando nel contempo i capitali italici?“.

Parla dei nostri soldi Michaela Biancofiore, i soldi delle tasche degli altoatesini, anche quelli di madrelingua italiana.

Si fanno le leggi da soli anche quando non possono e lo abbiamo visto in questi ultimi mesi, raccontando ciò che succede in Sanità come in molti altri settori del locale e quanto questo autonomismo così spinto da diventare a tratti illecito e anticostituzionale acquisti in arroganza nel momento in cui lo si segnala pubblicamente.

Pare diano corda ai separatisti persino recandosi a Roma per capire come fare a raggiungere lo scopo prefissato, senza che gli altoatesini se ne accorgano e chiedano di essere interpellati in merito a decisioni che riguardano la tutela dei diritti di più gruppi etnici (noi lo abbiamo scritto, tra gli altri, in “Stf e lo strapotere dei secessionisti in giunta, Urzì: “Accordi per la grazia agli ex terroristi con appoggio Svp”).

Abbiamo sentito affermare da Costantino Gallo: “In Alto Adige vige il bilinguismo, ergo va rispettato da tutti, i pazienti hanno diritto di essere accolti nella propria lingua. Ma all’ordine dei medici ci si iscrive solo conoscendo la lingua nazionale come in ogni altro paese del mondo come prescritto dalla legge. In Alto Adige invece, una legge provinciale contro la Costituzione confezionata ad hoc vorrebbe permettere ai medici che non parlano l’italiano di esercitare indisturbati sul territorio“.

Così il dirigente medico padovano che anni or sono aveva pronosticato una reazione italiana all’ormai consolidata arroganza autonormata di codesti autonomisti selvaggi.

Oggi lo sa tutto il Belpaese, se ne parla e se ne parlerà sempre di più. Sotto, il servizio di La7 del 2016 dove i giornalisti de “La Gabbia” ha voluto raccontare anche la storia della Klotz, per 30 anni consigliera provinciale.

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Società

Fabio Rizzo nuovo vice questore di Bolzano

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Nella giornata di ieri si è insediato il nuovo Vicario del Questore di Bolzano, Primo Dirigente della Polizia di Stato, Fabio Rizzo.

Il Vicario subentra a Luigi Nappi che, promosso alla qualifica di Dirigente Superiore della Polizia di Stato, nei prossimi giorni si recherà a Roma presso la Scuola Superiore di Polizia, dove frequenterà un seminario per la qualifica di Autorità di Pubblica Sicurezza, in attesa di un nuovo prestigioso incarico.

Il Dott. Nappi, arrivato a Bolzano i primi di luglio del 2017, durante la sua permanenza, grazie alle sue qualità umane, morali e professionali, è stato un punto di riferimento per i colleghi e per tutto il personale della Questura, intrattenendo ottimi rapporti di collaborazione con gli Enti e le Istituzioni locali“, si legge in una nota della Questura.

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Rizzo proviene invece dalla Questura di Mantova, dove ricopriva il medesimo incarico.

Nel corso della sua trentennale esperienza ha assolto a numerose funzioni, in particolare quella di Dirigente della DIGOS della Questura di Reggio Emilia, Dirigente della Divisione di Polizia Anticrimine della Questura di Parma, Dirigente della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Reggio Emilia e di Capo di Gabinetto del Questore di Bologna.

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Società

Una serata per il sì al referendum del 24 novembre, domani al Teatro Cristallo

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Un incontro preparatorio per favorire l’affluenza al referendum del 24 novembre  e per parlare delle ragioni del SI al progetto del tram per Bolzano. L’appuntamento è per domani, 14 novembre alle 19 presso la sala Fronza del Teatro Cristallo in via Dalmazia.

Presenziano alla serata Matthias Cologna, coordinatore del comitato “Sì al Tram per l’Oltradige – Ja zur Tram ins Überetsch”, Gunde Bauhofer del Centro tutela consumatori e utenti di Bolzano, Marco Danzi, esperto in soluzioni per la mobilità della Qnex e Massimiliano Valle, responsabile settore progetti STA.

Il traffico interno di Bolzano ma anche i tantissimi pendolari e turisti che dall’Oltradige si riversano quotidianamente in città: a questi ultimi è necessario dare una valida alternativa per incentivarli a muoversi in modo sostenibile ed il Metrobus non basta – dicono i sostenitori del comitato per il SI – . Il tram offre una maggiore capacità di trasporto e una qualità di viaggio incomparabilmente superiore, importante per attrarre nuova utenza, e sarebbe quindi un tassello molto importante in un più ampio mosaico di interventi da adottare.

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Una vittoria del no porrebbe una pietra tombale sul progetto che invece deve essere la prima tratta di una linea tranviaria che colleghi il capoluogo ad Appiano e Caldaro: i problemi del traffico di Bolzano si possono risolvere solo con la collaborazione dei centri urbani dell’area metropolitana del capoluogo”.

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