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Italia ed estero

Sondaggio Expats: Vienna ultima per cortesia

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Vienna fanalino di coda per quanto riguarda la cortesia nei confronti di lavoratori stranieri.

Nonostante la capitale austriaca sia saldamente in testa nelle classifiche sulla qualità di vita, la proverbiale gentilezza dei viennesi è stata bocciata da un sondaggio Expats Insider, rappresentativo delle aziende con dipendenti in missione all’estero, che la collocano in 65ma posizione.

Meno cortesi con lavoratori stranieri sono solo Svezia, Arabia Saudita e Kuwait.

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Tra le ragioni della poca cortesia, il 48% degli partecipanti al sondaggio degli expats indica le grosse difficoltà linguistiche per chi non parla tedesco e quelle delle relazioni interpersonali.

Solo il 42% sostiene che sia facile fare amicizia a Vienna.

Il sondaggio viene però contestato dalla Wirtschaftsagentur Wien.

Attraverso Der Standard la grossa realtà della business location austriaca fa notare come al sondaggio abbiano partecipato solo 200 del 25mila stranieri che vivono e lavorano a Vienna.

Altro motivo della contestazione sarebbe il fatto che bastano 45 interviste perché una capitale possa essere inserita nel sondaggio.

Secondo Expats la gentilezza è invece di casa in Messico, Bahrain e Taiwan. Roma è 43ma.

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Italia ed estero

Morto Antonio Megalizzi. Il guerriero se ne è andato. La rabbia dell’Europa che piange il giornalista trentino

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Non ce l’ha fatta il giornalista radiofonico Antonio Megalizzi, quarta vittima  dell’attentato dell’11 dicembre a Strasburgo per mano della follia fanatica del terrorista Cherif Chekatt.

Il 28enne trentino se ne è andato oggi pomeriggio all’ospedale Hautepierre di Strasburgo dopo tre giorni di lotta tra la vita e la morte.

Un colpo di pistola ricevuto alla testa, conficcato alla base della nuca e troppo vicino alla spina dorsale perché fosse operabile.

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Per tutto il tempo del ricovero le sue condizioni erano rimaste stabili ma precarie: le cartelle cliniche parlavano già dall’inizio di coma irreversibile.

Le condizioni disperate di Antonio erano state anticipate già ieri (13 dicembre) al nostro giornale da Danilo Moresco, padre della fidanzata Luana.

“Antonio non si risveglierà”, avevano detto i medici francesi con parole che facevano presagire una sentenza di condanna quasi annunciata.

Vicino a lui c’erano i familiari e la fidanzata, che fino all’ultimo hanno sperato nel miracolo.

Non volevamo crederci. E ancora si fatica a realizzare la verità di una tragedia che ora più che mai suscita sentimenti di rabbia, sdegno, sconforto per una giovane vita spezzata dalla follia omicida di chi si ostina a fare della politica e delle proprie folli convinzioni un’arma di guerra civile.

La morte di Antonio colpisce ancora una volta il cuore di un’Europa che mostra in questi frangenti, come sempre, tutta la sua fragilità.

Perché l’impegno quotidiano per la gestione delle politiche di immigrazione non basta. Lo sapevamo anche ieri. Ne eravamo consapevoli, tutti, da almeno un paio di decenni.

Antonio ucciso dalla fragilità e, se vogliamo, anche dall’incapacità di dare risposte concrete di quella stessa Europa in cui fermamente credeva e della quale era uno dei più appassionati sostenitori. Idealista, analista perspicace e instancabile lavoratore, Antonio era l’emblema dell’impegno profuso in quel progetto difficile e pieno di contraddizioni che è la costruzione di questi benedetti e maledetti Stati Uniti d’Europa.

Seppelliamo giovani, piangiamo i nostri morti uccisi da colpi di pistola o investiti da camion impazziti che come tsunami a otto ruote si abbattono su folle inermi ed indifese, lasciamo i nostri figli morire sotto la violenza esplosiva dei detonatori nelle metro delle nostre grandi capitali.

Li piangiamo, aspettando inerti ed impotenti la prossima tragedia.

La morte di Antonio è l’ennesimo colpo al cuore di ognuno di noi. Inaccettabile perché ci tradisce e tradisce l’identità e la dignità di un continente intero, non solo della “Nazione Italia”.

Inaccettabile perché oggi il giornalismo italiano ed europeo perde un grande talento, un’intelligenza ironica e tagliente, un ragazzo di 28 anni dalle grandi capacità e dall’immensa voglia di costruire un futuro migliore, e non solo per se stesso.

Oggi più che mai è necessaria una riflessione culturale seria e oggettiva sullo stato dello sviluppo delle politiche di integrazione di un continente, che lo accettiamo o meno, in continua drammatica trasformazione. 

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Italia ed estero

Strasburgo, ucciso l’attentatore in un blitz della polizia

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È stato ucciso in un blitz delle forze speciali Cherif Chekatt, l’attentatore che martedì sera ha sparato al mercatino di Natale di Strasburgo, uccidendo tre persone e ferendone 14.

Il 29enne fanatico islamico è stato individuato e fermato in rue du Lazaret, nel quartiere di Neudorf, dove aveva fatto perdere le tracce.

Nessuno da 48 ore era più riuscito a trovarlo. L’uomo aveva fatto completamente perdere le proprie tracce portando con sé una pistola e un coltello.

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Sarebbe stato Chekatt, secondo una prima ricostruzione, a sparare per primo contro gli agenti della sicurezza che successivamente erano riusciti a braccarlo.

Il terrorista, riferisce la radio France Info, aveva trovato rifugio in un deposito vicino alla Plaine-des-Bouchers, quasi nel centro di Strasburgo, nel quartiere della Meinau.

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Italia ed estero

Presidente neurochirurghi italiani Cenzato: “Disposto a visitare Antonio”

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Sono pronto, già sabato, a volare a Strasburgo per un consulto con i colleghi francesi per valutare la situazione clinica di Antonio Megalizzi“.

Con queste parole Marco Cenzato, presidente della Società italiana di neurochirurgia e primario all’ospedale Niguarda di Milano risponde, parlando all’Adnkronos Salute, all’appello della famiglia del giornalista italiano ferito nell’attentato di Strasburgo, che sta cercando “un luminare o un’equipe medica che possa andare a Strasburgo e salvare Antonio“.

Il neurochirurgo non nega la delicatezza del quadro clinico del 28enne, e puntualizzando che sicuramente l’operato dei colleghi francesi è di alto livello offre la sua piena disponibilità per “un confronto”.

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