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Politica

Svp e la bufera “Alto Adige”: c’è l’intenzione di cambiare il testo

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La Svp ha dichiarato di essere disposta a cambiare il testo della legge europea che sostituiva i termini “Alto Adige” e “altoatesino” con “provincia di Bolzano” dichiarando estraneità alla volontà di provocazione (la Stella alpina aveva sostenuto l’emendamento alla legge 30 presentato dai secessionisti di Sued Tiroler Freiheit).

A comunicarlo la direzione del partito dopo la minaccia di impugnazione da parte del governo nella persona del Ministro per le Autonomie Francesco Boccia. Non è ancora chiaro se la modifica riguarderà Provinz Bozen/provincia di Bolzano o Südtirol/Alto Adige.

Una vicenda di fatto “sfuggita di mano” alla Volkspartei, come da stessa ammissione dei suoi responsabili, e alla quale ora si porrà il classico rimedio con una saggia retromarcia che permetterà la reintroduzione dei termini abrogati.

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Obiettivo, ristabilire la credibilità della politica altoatesina e l’immagine del territorio provinciale, già abbastanza danneggiata a livello nazionale da un polverone mediatico con pochi precedenti, una trappola nella quale il governatore Kompatscher è caduto per superficialitù o forse delirio di onnipotenza.

I chiarimenti arrivano tardivi, dopo che la metà della stampa del Belpaese aveva percepito la cancellazione dei termini come potenzialmente pericolosa anche per il futuro della toponomastica in provincia di Bolzano.

Del resto, un simile atteggiamento da parte della Volkspartei avrebbe fatto ben intendere l’abrogazione dai documenti ufficiali europei come una sfida alla cultura italiana che non avrebbe più potuto far valere la propria identità in Europa e come un incongruo, quanto pericoloso precedente per passi futuri forse più azzardati.

Il senatore del gruppo per le Autonomie Gianclaudio Bressa, dalla Capitale ha fatto sapere che “errori di questo tipo si possono commettere solamente per incoscienza” mentre all’interno della Svp regna un certo imbarazzo per aver aderito a un’iniziativa degna solo del secessionismo più spinto alla Sven Knoll.

Non date più retta alle balzane iniziative di Sued Tiroler Freiheit o quantomeno, la prossima volta fate attenzione” pare si sia sentito dire nei corridoi del partito di raccolta sudtirolese.

Nel frattempo sono diverse le iniziative da parte delle parti politiche per porre fine a un teatrino che ha sollevato finora fin troppe polemiche: il consigliere di L’AANC Alessandro Urzì minaccia il ricorso alla Corte dei conti se non verrà accordata la procedura di urgenza per la modifica del testo della legge 30 e propone un ddl per l reitroduzione dei termini all’interno della legge europea e dei documenti ufficiali della Provincia in questo ambito (leggi Ddl per reintrodurre “Alto Adige” nella legge europea, Urzì: “Danno di immagine per tutto il territorio”).

Allo stesso modo, Noi per l’Alto Adige ha proposto un referendum per l’abrogazione, sempre che per l’appunto la procedura di modifica non venga attivata in tempi brevi dalla Volkspartei.

Politica

Consiglio Nazionale Anci: elezione per il consigliere della Lega Luigi Nevola

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Con immenso orgoglio apprendo di essere stato eletto nel Consiglio Nazionale dell’Anci. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno avuto fiducia in me e che hanno proposto il mio nome per questo incarico di rilevanza nazionale.

In primo luogo il nostro Segretario Federale, Matteo Salvini e il commissario della Lega Alto Adige, Maurizio Bosatra.

Nell’espletamento della mia funzione avrò occasione di relazionarmi con i sindaci e gli amministratori di tutta Italia e di rappresentare Bolzano a livello nazionale con ancora più passione e professionalità“.

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Così il responsabile e consigliere comunale della Lega Luigi Nevola, all’indomani della notizia della prestigiosa nomina conferitagli dall’Anci in occasione del congresso annuale che si è tenuto ad Arezzo.

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Politica

No Tram a Bolzano: manifesti, striscioni e proteste di Cpi in Municipio

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A pochi giorni dal voto referendario sul tram a Bolzano, sono stati affissi da CasaPound decine di manifesti e striscioni contro il nuovo progetto comunale su rotaia e cavi, reputato dalle tartarughe frecciate “una pazzia inutile e costosissima che nessun beneficio porterà alla città e ai cittadini“.

Come spiega il coordinatore Andrea Bonazza, il manifesto di Cpi punta il dito contro l’irresponsabile volontà della giunta comunale, di limitare il traffico ostruendo le principali arterie della mobilità cittadina, ovvero viale Druso e corso Italia, paragonate da CasaPound al cardo e decumano romani, qui descritto (cardo) col gioco di parole “car-go”, per far intendere che tale carreggiata è essenziale per fare defluire le automobili.

Mentre da una parte continua a lievitare il costo dell’opera con oltre 220milioni di euro – precisa il consigliere comunale Sandro Trigolodall’altra i tecnici del progetto non hanno ancora chiari i costi relativi alla manutenzione e quali ricavi si pensa di ottenere“.

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Per l’assessore verde Lorenzini il tram rappresenta la panacea a tutti i problemi di viabilità creati dai 22.000 pendolari dell’Oltradige che ogni mattina arrivano da Appiano, Caldaro e paesi limitrofi ma – puntualizza il consigliere Maurizio Puglisi Ghizzil’assessore ha pensato che, se al mattino a Ponte Adige si ritrovano tutti allo stesso orario per prendere il tram, i convogli dovrebbero essere di una lunghezza proibitiva per le nostre strade?

Prosegue Trigolo sottolineando come la realizzazione del percorso a binari tra corso Italia, corso della Libertà e via Rosmini cancellerà parecchi posti auto dove la città, per la datazione degli edifici ha una cronica mancanza di parcheggi e pochissimi garage privati.

Nell’intervento di eri sera in Municipio, i consiglieri di CasaPound, sostenuti dall’irruzione di una ventina di militanti con striscioni “no tram”, si sono opposti al progetto perchè, oltre ai costi, Bolzano ha bisogno di soluzioni immediate alla viabilità ed il tram, se va bene sarebbe pronto in 6/7 anni.

Dopo essere stato a Firenze per ascoltare i cittadini del capoluogo toscano e vedere con i propri occhi le problematiche della tramvia fiorentina, Bonazza ha messo in crisi i tecnici di Comune e Provincia portando all’attenzione della giunta diverse problematiche. Il 31 gennaio 2019 il tram fiorentino si bloccò per un intera giornata a causa della neve e lo stesso avviene con i binari ghiacciati.

Se a Firenze sono impreparati alle nevicate, a Bolzano vengono disseminate tonnellate di sale che inevitabilmente logoreranno binari e mezzi” ha dichiarato il consigliere della tartarughe frecciate.

Sempre parlando dei binari, Bonazza ha chiesto come si potrà procedere alla manutenzione della rete fognaria, elettrica e all’acquedotto cittadino con nel mezzo le rotaie del tram che non possono certo essere spostate. La risposta dei relatori del progetto ha fatto intendere che, anche su questo, ci saranno fortissime problematiche.

Il gruppo consiliare di CasaPound ha infine riproposto di fronteggiare il trafficoche con il tram aumenterà vertiginosamente anziché diminuire“, con opere a minor costo e tempo, come parcheggi di scambio agli ingressi della città, potenziamento e rinnovo dei mezzi su gomma, con particolare attenzione alla sostenibilità, e il potenziamento della già esistente linea ferroviaria Bolzano-Merano, aumentando le stazioni in zona industriale e in viale Trento per sfruttare mezzi già esistenti a minor costo evtrasportare la stragrande maggioranza dei pendolari, da Merano e Oltradige, nelle zone lavorativamente interessate.

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Caso Solland, Urzì richiede una Commissione d’inchiesta in Consiglio

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Sul caso Solland Silicon il consigliere provinciale Alessandro Urzì ha avanzato una richiesta di istituzione di una Commissione d’inchiesta presso il Consiglio provinciale (saranno sufficienti nove firme) per indagare su tutte le procedure messe in atto dalle istituzioni provinciali e dalla politica locale e nazionale per garantire le condizioni minime e sufficienti al sostegno della riattivazione della produzione e l’individuazione di un investitore qualificato interessato a subentrare nella proprietà con l’intenzione di sostenerla e non dismetterla.

In questa luce – sottolinea Urzì – si inseriscono anche le ordinanze della Provincia con le quali si sono disposte le procedure di dismissione del complesso industriale e prima di esse le autorizzazioni integrate ambientali che hanno così pesantemente condizionato le prime aste pubbliche, ponendo a carico degli investitori le opere di bonifica, quando ciò non sarebbe stato previsto dalla disciplina europea sulla base del principio che chi inquina paga.

Insomma gravano numerosissime ombre sull’intera vicenda ed è per questo che ho richiesto la Commissione d’inchiesta appellandomi ora ai diversi gruppi politici presenti in Consiglio perché la sostengano con la loro firma“.

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Ricorda Urzì, che i dubbi sul ruolo politico avverso o perlomeno ambiguo alla ripresa delle attività industriali avuto da parte della Provincia e dal sindaco verde di Merano Roesch e dalla amministrazione meranese sono stati denunciati con evidente forza anche nel corso della recente seduta straordinaria del Consiglio comunale di Merano, con prese di posizione paradossalmente critiche (quasi delle mani messe in avanti) da parte di componenti della stessa maggioranza.

La vicenda non può dirsi conclusa sino a quando l’intero impianto non sarà svuotato – conclude il consigliere – . Ora si chiede la Commissione d’inchiesta come atto di trasparenza che si auspica venga sostenuto anche dalle stesse forze di maggioranza provinciali“.

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