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Alto Adige

Via libera alla deroga sul bilinguismo in Alto Adige: una svolta storica per i servizi pubblici

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Una norma destinata a segnare un punto di svolta per l’erogazione dei servizi pubblici in Alto Adige è diventata ufficialmente legge. La misura, approvata dalla Commissione dei sei, ha ricevuto il via libera del Capo dello Stato ed è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale, acquisendo così piena validità. Si tratta di una deroga temporanea alla proporzionale etnica e all’obbligo del bilinguismo nei servizi statali della provincia di Bolzano, da applicare solo in caso di emergenza, ovvero quando mancano candidati con i requisiti previsti.

Il provvedimento, di portata storica, introduce una maggiore flessibilità per garantire servizi efficienti ai cittadini, anche in situazioni critiche come la carenza di personale qualificato. A sottolinearlo è il deputato Alessandro Urzì, presidente della Commissione dei sei, che ha annunciato con soddisfazione la pubblicazione della norma. “La rigidità della proporzionale e il possesso dei requisiti del bilinguismo in alcune situazioni produceva mancanza di manodopera qualificata”, ha spiegato.

Secondo Urzì, la norma non cancella i principi fondamentali di rappresentanza e tutela linguistica, ma li accompagna con misure temporanee per evitare il blocco dei servizi. “Non si deroga ai principi che rimangono salvi ma si prevede un’alternativa perché i servizi non rimangano sospesi e inefficienti”, ha chiarito. Un aspetto essenziale resta infatti garantito: il diritto dei cittadini a interagire nella propria madrelingua con gli uffici pubblici.

“La commissione, su mia richiesta, ha voluto espressamente indicare nel testo questa garanzia”, ha aggiunto Urzì. La deroga riguarda esclusivamente il comparto statale. Gli ambiti di competenza provinciale, come sanità e servizi sociali, non rientrano nella norma appena approvata, ma secondo Urzì “questa legge potrà essere di stimolo alla politica provinciale per affrontare le stesse criticità anche a livello locale.”

In un contesto di crisi di personale, la nuova norma rappresenta una risposta concreta per evitare l’interruzione o la drastica riduzione dei servizi pubblici essenziali. Un equilibrio delicato tra tutela delle minoranze linguistiche e necessità operative, che potrebbe aprire la strada a ulteriori aggiornamenti normativi anche a livello provinciale.

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