Alto Adige
Violenza contro le donne: prevenzione e coscienza della società
Oltre 600 donne, nel corso del 2018, si sono rivolte ad uno dei centri antiviolenza dell’Alto Adige per una consulenza, di cui più di 400 per la prima volta.
Le strutture protette, sempre nello stesso periodo, hanno dato ospitalità a 86 donne e 82 bambini.
Queste cifre pubblicate dall’Istituto provinciale di statistica ASTAT in uno studio, gettano luce su un fenomeno che riceve visibilità quasi esclusivamente nei casi estremi: la violenza contro le donne.
In occasione della Giornata internazionale del 25 novembre, l’assessora alle politiche sociali, Waltraud Deeg, sottolinea l’importanza di rivolgersi alle 5 Case delle donne e ai 4 centri antiviolenza presenti sul territorio.
“Non dobbiamo mai girare lo sguardo dall’altra parte quando una donna è vittima di una violenza – sottolinea la Deeg – e dobbiamo sostenere le strutture che lavorano in Alto Adige su questo tema facendo una grande opera di aiuto, prevenzione e sensibilizzazione su un tema purtroppo ancora di attualità“.
La commissione provinciale pari opportunità invita a seguire e sostenere le iniziative presenti in Alto Adige e nel resto d’Italia sul tema.
Fra queste vi è la campagna Il posto occupato, ovvero le sedie rosse che stanno ad indicare le vittime di femminicidio.
Altro segnale del no alla violenza di genere è il fiocco bianco per ricordare le donne vittime di violenza e sensibilizzare anche gli uomini sull’argomento.
“Ritengo necessario dare un segno concreto e visibile – spiega il presidente e assessore alle pari opportunità Arno Kompatscher – la violenza in generale, ma in particolare quella contro le donne, non può essere tollerata dalla nostra società. Tutti noi riteniamo di far parte di una società “moderna”, eppure sono sempre troppe le donne che tutti i giorni devono fare i conti con la violenza, soprattutto tra le mura domestiche. Occorre una maggiore presa di coscienza da parte di tutti e bisogna fare tutto il possibile per rompere la spirale della violenza“.
Parlando del ruolo centrale della prevenzione, l’assessora Deeg mette in luce l’esempio del training-antiviolenza organizzato dalla Consulenza per uomini della Caritas, e ribadisce l’importanza di “diffondere una cultura del rispetto reciproco e dell’uguaglianza“.
Attore principale, da questo punto di vista, dovrebbe essere la famiglia, visto che è proprio tra le mura domestiche si consumano il numero principale di violenze.
“I genitori devono essere in grado di dare il buon esempio – conclude Waltraud Deeg – e insegnare ai loro figli le regole del rispetto. La violenza non deve mai rappresentare la soluzione di nessun tipo di problema”. Maggiori informazioni nell’opuscolo dei servizi “
Scarica l’opuscolo “Anche tu puoi fare qualcosa“.
Numeri utili:
- Casa delle donne e Centro antiviolenza Bolzano 800 276 433
- Alloggi protetti Bolzano 800 892 828
- Casa delle donne e Centro ascolto antiviolenza Merano 800 014 008
- Casa delle donne e Centro antiviolenza Bressanone 800 601 330
- Alloggi protetti e Centro antiviolenza Brunico 800 310 303
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