Alto Adige
Vittime del terrorismo secessionista, nel resto del Paese si ricordano, ma in Alto Adige la loro memoria resta un tabù
Lo scorso 9 settembre, con una partecipata cerimonia di commemorazione, Tempio Pausania, sua città natale, ha ricordato il finanziere Martino Cossu, deceduto a vent’anni nel 1969 nell’attentato dei secessionisti altoatesini a Malga Sasso.
Nella cittadina sarda a memoria di Cossu negli anni scorsi è stato realizzato un mausoleo che ne raccoglie le spoglie mortali.
A tal riguardo interviene il consigliere provinciale Alessandro Urzì: “Nel resto del Paese le vittime del terrorismo secessionista sono ricordate con cerimonie religiose e civili come si confà per chi ha sacrificato la vita per la divisa che portava, mentre in Alto Adige ci si ostina a nascondere questa pagina oscura della nostra storia confinandola nell’oblio e tutt’al più – incredibile paradosso – riservando il ricordo alla memoria dei carnefici che sparsero senza pietà sangue innocente.
In Alto Adige ancora oggi non c’è un luogo della memoria, una stele, dove poter ricordare con un fiore ed una preghiera tutte le vittime della triste stagione del terrorismo. Una lacuna da colmare quanto prima.”
“Per il bene della nostra terra che tutti amiamo nella stessa maniera – ha proseguito Urzì – è necessario arrivare ad una storia condivisa che affermi con forza l’inutilità della lotta armata nel raggiungimento dell’autonomia, di cui anzi fu ostacolo al processo ormai avviato nelle sedi nazionali ed internazionali.” Così in una nota stampa il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì
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