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Ambiente Natura

30 novembre 2019: giornata del “non acquisto”

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Ai tempi dei “Fridays for Future” davvero non servirebbe spiegare le tante conseguenze negative di un consumo sfrenato e senza limiti.

Ma i giorni di festa del consumo “Black Friday” e “Cyber Monday” ci offrono una buona occasione per dare più rilievo al consumo sostenibile.

Dall’inizio degli anni novanta, in 60 paesi il 30 novembre è dedicato alla “Giornata del non acquisto”, in originale “Buy Nothing Day”.

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Rinunciare al consumo per un giorno all’anno, mandando anche un segnale preciso, non è poi così complicato.

Ma cosa fare nei restanti 364 giorni?

La cosiddetta “piramide del non acquisto” ci mostra delle strategie che possiamo mettere in campo tutto l’anno.

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Di seguito alcuni dei consigli che offre la Fondazione per l’Ambiente (Deutschen Umweltstiftung) della Germania.

Piramide del non acquisto della Fondazione per l’Ambiente

Livello 1: usare ciò che si ha.
La strada più semplice per ridurre il proprio consumo di risorse ed energia nella vita quotidiana è usare ciò che già si possiede. Infatti, per la produzione di ogni oggetto, pezzo di vestiario o alimento vengono impiegate sia risorse che energia.

Livello 2: fai da te.
Nessuno nasce maestro, ma per questo livello nemmeno serve esserlo.
Per fare da sé o riparare da sé c’è sempre e comunque chi può darci una mano: vi sono, ad esempio, le officine aperte per il fai da te, e nei “Repair Cafè” troviamo sia gli attrezzi necessari che gli esperti che ci possono fornire assistenza.

Livello 3: scambiare.
Il mondo della moda non si ferma un attimo: non appena ci siamo abituati ai pantaloni con la zampa, tornano di moda quelli a sigaretta.
Ma chi vuole sempre vestirsi all’ultima moda non deve per forza di cose nuocere all’ambiente: infatti, i capi dismessi possono essere scambiati con i capi nuovi preferiti. E tutto ciò non solo online, ma sempre più spesso anche nei party di scambio-vestito, con possibilità di prova!

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Livello 4: prestare.
Essere sempre pronti per ogni evenienza, non solo richiede degli spazi enormi, ma anche un impegno finanziario enorme – ed inutile.
Molto meglio, per il portafoglio e anche per l’ambiente, chiedere in prestito quel che ci serve ad amici, parenti o vicini di casa.
Così, ad esempio, chi dopo il trasloco deve montare degli scaffali non deve certo comprarsi un’avvitatore a batteria: non potrebbe essere proprio questa l’occasione per presentarsi ai nuovi vicini?

Livello 5: comprare di seconda mano.
A passeggio nei mercatini oppure nei negozi di seconda mano non solo è divertente, ma può divenire una vera e propria caccia al tesoro. I negozi di seconda mano, come il mercato dell’usato del CTCU a Bolzano in via Crispi 15, sono i luoghi della cd. economia circolare: oggetti usati e di qualità possono essere messi in vendita, invece che lasciare che prendano polvere in soffitta o, peggio ancora, che finiscano in discarica

Livello 6: comprare.
L’opzione “acquistare” si trova in fondo alla nostra piramide rovesciata, ed è quindi l’elemento più piccolo. Compriamo solo quando non riusciamo ad evitarlo. E se acquistiamo, vagliamo la possibilità di un acquisto equo, regionale e/o di produzione ecologica. Nella scelta, è bene considerare anche i costi futuri, come anche il consumo di energia, la possibilità di riparare un bene nonché i costi di manutenzione.

In particolare nel periodo pre-natalizio può essere più che mai difficile rinunciare ai consumi” commenta Walther Andreaus, Direttore del CTCU.

“Due anni fa avevamo pubblicato un piccolo calendario dell’Avvento, che di attualità ne ha solo nel frattempo guadagnata, con tante proposte ed idee per un Natale che non sia solo espressione di un consumo sfrenato. Magari fra le tante cose suggerite, potete trovare anche voi una che vi ispira

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