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BBT, Toninelli: “Non si può chiudere, va fatto meglio”

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La Tav è solo congelata e il tunnel del Brennero va avanti”. Così Danilo Toninelli in replica a Milena Gabanelli oggi (8 gennaio) su Dataroom.

Il ministro dei Trasporti parla di grandi opere, compreso il discusso progetto di realizzazione del BBT.

Non si può chiuderlo – ha affermato Toninelli – . Dobbiamo farlo meglio e investire di più sulle parti esterne. Non parliamo solo di un volgare buco nella montagna ma di una tratta lunga centinaia di chilometri che va da Monaco a Verona”.

Incalzato in merito alla posizione del ministro per i rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, che due mesi fa aveva lanciato la provocazione di un blocco dei lavori per tunnel di Base, ha commentato: 

Per il tunnel del Brennero sta arrivando l’analisi costi-benefici: sappiamo già che i lavori all’interno della galleria di base sono in stato di avanzamento con alcune decine di chilometri già realizzati ma sappiamo che possiamo ancora migliorarlo e lo faremo.

Fraccaro fa benissimo a contestare un’opera che non è stata condivisa con i territori e che poteva essere molto migliore e molto meno cara per le casse dello Stato”.

E ancora «Se fosse toccato al MoVimento 5 Stelle pianificare l’infrastruttura di sicuro il progetto avrebbe un volto diverso da quello attuale, che ha un costo di 8 miliardi e 400milioni di cui 4 miliardi sulle spalle dei contribuenti. Ma oggi siamo qua, l’opera è in stato di avanzamento e soprattutto c’è la possibilità di intervenire in maniera migliore, con un impatto ambientale inferiore e con disagi minori per i cittadini”. 

A questo proposito, Toninelli ha messo l’accento sull’importanza dell’efficientamento delle tratte ferroviarie esterne che, se ammodernate, potrebbero permettere il trasferimento delle merci da gomma a rotaia.

Viene infine sottolineato dal ministro il punto fermo del MoVimento sull’importanza della partecipazione popolare alle grandi decisioni.

Decisioni politiche rilevanti come quelle sulle grandi opere che possono incidere sull’ambiente e sulla qualità della vita di tante persone devono avvenire di comune accordo, con un dibattito pubblico che può sfociare in una consultazione popolare”.

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