Benessere e Salute
Tornare a vivere dopo un lutto: il ruolo dello psicologo per la rielaborazione
Quando ci avviciniamo al tema della morte, è sempre difficile trovare le parole appropriate per poter esprimere e delineare una esperienza così drammatica e destabilizzante. Eppure la morte è un processo naturale della vita, una esperienza che inevitabilmente tutti dovremo affrontare.
L’esperienza del lutto, inteso come perdita di una persona cara, può essere molto diverso e caratterizzato da circostanze anche molto distanti. Possiamo parlare di morte naturale o accidentale, in circostanze legate ad una malattia o in maniera improvvisa, può colpire a tutte le età e anche l’intensità del dolore sperimentato può dipendere dalle caratteristiche personali di ognuno, dal rapporto che si aveva con la persona deceduta, dalla capacità di accedere alle emozioni, dalla storia personale, dalle proprie fragilità e risorse, oltre che dagli aspetti culturali di appartenenza.
Alla perdita si può reagire con tristezza e dolore, depressione, sensi di colpa, rabbia e isolamento sociale. Molte persone avvertono anche disturbi del sonno e dell’appetito, comportamento distratto e disorientato, ritiro sociale o iperattività, bassa stima di sé, poca fiducia nel futuro.
E’ possibile identificare tre fasi principali dell’elaborazione del lutto:
- Evitamento: la persona è sopraffatto dal dolore, incapace di comprendere cosa sia successo;si oppone alla morte. “Non è successo, non è vero”;
- Confronto emotivo: è il momento in cui la persona inizia a confrontarsi con la perdita, e necomprende gradualmente l’impatto emotivo;
- Accomodamento: la persona procede in modo adattivo e integrato nel nuovo mondo, senzadimenticare il vecchio, è in grado di reinvestire emotivamente in altri legami sufficientemente soddisfacenti.
C’è una cosa altrettanto inevitabile quanto la morte, ed è la vita. (Charlie Chaplin)
Il percorso di elaborazione del lutto consiste nel ricostruire una nuova modalità di senso, che possa dare nuovo significato all’esperienza.
Quando il lutto progredisce, l’evento della morte si integra alla storia della persona sopravvissuta, ridefinendo obiettivi e ruoli di vita (Pesci, 2014). Può succedere, però, che il lutto è così intenso e duraturo da rendere complicato la sua elaborazione e quindi un suo superamento.
Si parla di lutto complicato quando il dolore si ‘impadronisce’ della mente della persona, tanto da sentirsi ‘bloccati’ (Neimeyer et al., 2011; Neimeyer, 2012). In questo caso, è importante riconoscerne i segnali e chiedere l’intervento di un professionista che accompagni e sostenga la persona a rielaborare la perdita in modo che possa riprendere la sua vita con equilibrio e serenità.
Psicoterapia e sostegno psicologico sono forme di intervento che mirano ad aiutare le persone ad affrontare il dolore in seguito alla morte dei propri cari. Il terapeuta può aiutare la persona a trovare un significato all’evento della morte così come alla loro storia di vita nel periodo immediatamente successivo.
La comunità scientifica oggi considera l’EMDR (desensibilizzazione e rielaborazione del trauma tramite i movimenti oculari) un trattamento efficace nell’elaborazione del lutto, basato su evidence-based.
L’EMDR favorisce una naturale rielaborazione e integrazione delle esperienze traumatiche: l’evento della morte non può essere dimenticato, ma può assumere una forma maggiormente adattiva.
Il contributo per La Voce di Bolzano è della Dott.ssa Morena De Sarro, Psicologa, Psicoterapeuta e Terapeuta EMDR.
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