Politica
Avvistate a Bolzano con Burqa e Niqab, una mozione di Nevola in Comune per il divieto
Una mozione per chiedere al Comune di Bolzano di vietare di indossare Burqa e Niqab nei luoghi pubblici del capoluogo.
L’iniziativa è del consigliere comunale della Lega Luigi Nevola, che lo scorso 22 settembre, poco meno di una settimana fa, ha ricordato come proprio in città siano state segnalate donne completamente coperte girare per il centro.
“Premetto che il testo unico della legge di pubblica sicurezza vieta di comparire mascherati in luoghi pubblici e prevede per i trasgressori una sanzione amministrativa – ha ricordato Nevola – . Chi è invitato a farsi identificare e rifiuti di farlo viene punito con un ulteriore ammenda”.
In effetti, secondo la normativa nulla deve essere di impedimento al riconoscimento di una persona, senza un giustificato motivo, in un luogo aperto al pubblico.
“Parliamo di un argomento legato alla manovra di prevenzione al terrorismo islamico che, dopo dopo gli attentati di Parigi, Nizza, Normandia, Ausbach, Saint-Etienne-du-Rouvray e l’arresto di 17 terroristi islamici legati ad una operazione di antiterrorismo a Merano il 12 novembre 2015, richiede un maggior accorgimento sul tema sicurezza.
Ricordando anche il modus operandi di numerosi attentatori, che come riportato da fonti di stampa autorevoli, vedono i terroristi nascondere gli esplosivi sotto il burqa per gli attacchi kamikaze“.
Il velo islamico semi radicale e radicale entra infatti in contrasto con gli articoli inerenti le disposizioni in materia di ordine pubblico, violando l’articolo 85 del Testo Unico della legge pubblicadi sicurezza e l’articolo due della legge 8 agosto 1977.
Conclude Nevola: “Chiedo di fare rispettare le leggi sul territorio del Comune di Bolzano e di apporre cartelli descrittivi di tali norme di legge concernenti il divieto di girare a volto coperto in maniera ingiustificata qualunque sia il motivo, all’ingresso degli uffici pubblici in modo tale da rendere noto a tutti che non si può varcare la soglia di tali luoghi con volto non riconoscibile, anche se per motivo religioso.
Il Comune dovrebbe inoltre servirsi della Polizia locale per far sì che tale regolamento venga rispettato e che siano applicate le dovute sanzioni amministrative a chi le trasgredisce.
Bisognerebbe prendere esempio dalla Lombardia, la cui giunta ha effettuato tale manovra per vietare esplicitamente ed assolutamente l’ingresso in uffici pubblici e plessi ospedalieri a donne con ‘niquab’ e velo islamico ‘Burqa’.
Dato lo stato di emergenza, per i gravi fatti di terrorismo, dichiarato in Francia, Germania, Inghilterra e altri paesi europei, nella mozione si chiede infine “al Sindaco di chiedere l’intervento del Prefetto, urgente ed indifferibile, con tutti mezzi possibili“.
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