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Alto Adige

Omicidio di Brunico. Cambia tutto: altri quattro indagati

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Sono sorti dei nuovi importanti elementi per la risoluzione del caso di Maxim Zanella, il ragazzo ucciso a Brunico lo scorso 28 luglio. Sono infatti quattro i nuovi indagati; quattro persone sono state incriminate per aver aiutato il polacco Oskar Kozlowski a far sparire le prove del delitto. Questo nuovo elemento è estremamente importante perché potrebbe cambiare completamente le dinamiche della vicenda.

Numerosi sono i nuovi quesiti che si deve porre la Polizia. L’omicidio è stato premeditato oppure i quattro amici del polacco sono stati chiamati una volta compiuto il fatto? Che tutto quanto già detto dall’assassino sia falso? Che lui fosse stato consapevole di aver ucciso l’amico e avesse fatto finta di credere di averlo solamente ferito? Che tutto questo fosse una messinscena?

Ma tornando alle dinamiche dei fatti; il polacco, dopo aver accoltellato a morte Maxim, avrebbe dunque, secondo le novità, chiamato i quattro individui ora incriminati. Costoro avrebbero fatto sparire l’arma ed il suo cellulare nel fiume Rienza. 

Il polacco poi si sarebbe recato al pronto soccorso ferito dove avrebbe detto ai carabinieri di aver accoltellato l’amico ma di essere sicuro di non averlo ucciso. Ora, dati i nuovi elementi, questa tesi è sicuramente da mettere in discussione. Che fosse solo una messinscena per sviare le forze dell’ordine? Gli investigatori fanno sapere che si stanno procurando una copia forense del telefono dell’omicida e dei due portatili nella casa, quello di Maxim e del suo assalitore.

Il movente deve ancora emergere. Continua l’indagine sulla pista satanica di cui si è a lungo parlato. Dunque non finiscono gli interrogatori e le ricerche per capire come sia andata veramente quel 28 luglio. Per il momento i quattro complici di Kozwloski sono indagati per favoreggiamento personale di omicidio.

 

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