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Vita & Famiglia

Fine Vita, Pro Vita & Famiglia: “Tutelare gli anziani significa onorarli”

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«Quante volte abbiamo sentito o abbiamo pensato: I vecchi danno fastidio», ma tutelarti, amarli e non scartarli significa aprire «una strada per una diversa restituzione dell’amore: è la via dell’onorare chi ci ha preceduto».

Sono le parole di Papa Francesco nell’udienza generale di mercoledì scorso – con una catechesi incentrata sull’onorare le persone anziane – e che, riguardo al tema del fine vita, hanno tutto l’aspetto di essere parole laiche e trasversali, dirette quindi a chiunque, credenti e non.

Dichiarazioni, infatti, molto attuali, soprattutto nel contesto sociale e politico italiano – ricordiamo che è in discussione in Parlamento una legge sul fine vita – dove spesso sembra prevalere un uso scorretto e inaccettabile del progresso medico-scientifico, che ha fatto credere ad alcuni che la “vita degna di essere vissuta” finisce quando la salute non c’è più o è fortemente diminuita da invalidità e disagi.

In questi casi, infatti, secondo la cultura eutanasica spesso dominante, sarebbe meglio tirare la corda e “morire con dignità”, invece che lottare con coraggio, con pazienza e con l’ausilio decisivo della medicina e delle cure disponibili. Da qui, dunque, l’importanza dell’onore che dobbiamo a tutti gli anziani e alle persone fragili. E questo onore è il rifiuto dello scarto, del disprezzo e dell’abbandono.

In effetti in tutte le recenti proposte di eutanasia, attiva o passiva, di suicidio assistito e di omicidio del consenziente – come fanno sempre notare le associazioni pro life – si sta disonorando la dignità umana e ciò che è più sacro nell’umanità. Ed è giusto contrapporre a questa mentalità regressiva il concetto dell’onore.

Un disonore che, come ha fatto notare anche Pro Vita & Famiglia sul suo blog, va di pari passo con l’odierno mito della perfezione fisica ed estetica, marginalizzando e colpevolizzando chi ha difetti e patologie. Da qui il passo è breve fino ad arrivare alle moderne forme di eugenetica o, appunto, cultura dello scarto, come gli aborti selettivi o l’eutanasia.

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