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Scarpe da ginnastica e Gps scaricato: la nuova (irresponsabile) frontiera dell’alpinismo sul Rofan

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Immagini di repertorio
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Nel vasto catalogo delle imprese geniali, quella di due giovani di 28 e 25 anni che hanno deciso di scalare il Rofan, in Tirolo, armati solo di scarpe da ginnastica e un Gps trovato su internet, merita sicuramente una menzione d’onore. Perché si sa, quando si tratta di affrontare la montagna innevata a oltre 2.000 metri, l’importante è avere la playlist giusta e, magari, un paio di sneakers alla moda.

Secondo la polizia, i due aspiranti alpinisti del nuovo millennio, dopo aver scaricato una traccia Gps — probabilmente con la stessa leggerezza con cui si sceglie una ricetta su TikTok — hanno iniziato a risalire sentieri ripidi e pieni di neve fino alla cima “Clesida”, a quota 2.080 metri. Poi, come in ogni favola moderna che si rispetti, “a un certo punto ci siamo accorti che era un po’ troppo ripido”, hanno raccontato, sorpresi come chi scopre che il fuoco scotta.

Bloccati su un pendio che definire ripido è un eufemismo, senza ramponi, senza esperienza e soprattutto senza senso pratico, i due hanno finalmente fatto l’unica cosa saggia della giornata: chiedere aiuto.

Allertato il soccorso alpino di Kramsach, i professionisti della montagna (quelli veri) sono saliti a recuperarli, scortandoli in sicurezza fino alla stazione a monte della funivia del Rofan. Da lì, con la stessa disinvoltura con cui erano partiti, i due sono riusciti a salire sulla funivia e tornare a valle. Per fortuna, questa volta senza bisogno di digitare “come si scende da una montagna” su Google.

Una storia che ci ricorda che la montagna non è un parco giochi né un set per Instagram, e che forse, prima di lanciarsi in imprese eroiche, sarebbe utile munirsi almeno di un paio di scarponi. Ma si sa: il buon senso, a certe altitudini, tende a rarefarsi più dell’ossigeno.

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