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A Natale non tutti sono felici. Un italiano su tre è colpito da tristezza, ansia e apatia

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Natale, la più classica festa della famiglia italiana, non è un momento di gioia per tutti. Non  lo è per chi è solo, non lo è per chi vive il primo Natale senza una persona cara; ma addirittura un italiano su tre oltre a diventare triste, è preso da ansia ed apatia. La potremmo chiamare “sindrome del Natale” e cosa si può fare per contenerne i danni?

Si tratta di un esaurimento fisico temporaneo  mentale ed emotivo, innescato dallo stress dei mille impegni del periodo natalizio che finisce per non farti godere a pieno i momenti più belli. A vivere le feste come un disagio per il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologici, lo scorso anno un italiano su tre ha “subito” il dover stare in famiglia.

Più donne che uomini in considerazione anche del fatto che la preparazione e l’organizzazione degli eventi natalizi tocca in massima parte a loro, trasformandosi in una sorta di esami davanti a parenti ed amici. La sensibilità con la quale si vivono le feste non fa distinzioni di sesso.

C’è anche chi prova a confondere le cose dicendo di odiare il Natale, cercando di modificarne la percezione. In realtà Natale e Capodanno sono due feste che ognuno di noi dovrebbe essere libero di vivere come meglio crede, dandogli il significato che preferisce.

Quali possono essere i correttivi? Prima di tutto serve riflettere su quali siano i comportamenti che portano a peggiorare il Natale. Un cambio di prospettiva che crea un senso di avversione nei confronti di tutto quello che potrebbe rovinarla.

Poi ridurre le aspettative, dando più spazio alla spontaneità, mantenendo la quotidianità di ciò che più ci piace fare come potrebbe essere l’attività sportiva. Infine strategie mirate per tutte le difficoltà personali come quelle alimentari. 

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