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A22 al collasso, Faistnauer (Team K): “No al traffico deviato, sì al principio best way”

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“L’A22 è al collasso, lo smog invade le nostre valli. Occorre intervenire con decisione e finalmente con coraggio per limitare il traffico pesante – in primis quello deviato – sull’Autobrennero.

Anni di parole, risultati pochi. Il traffico di transito lungo l’A22 continua ad aumentare, mentre i cittadini sono stanchi di ascoltare vaghe promesse e respirare smog. Il recente vertice di Fortezza è stata l’ennesima delusione in questo senso e la spaccatura tra Tirolo e Unione europea è speculare a quella tra diritto alla salute e alla libera circolazione delle merci“.

Dal Team Koellensperger non hanno dubbi: restano convinti che un compromesso vada trovato naturalmente, ma che non sia un accordo al ribasso in cui la qualità dell’aria – oggi decisamente insoddisfacente – sia ancora una volta penalizzata.

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L’autostrada oggi è ormai satura – sottolineano – principalmente perché oltre un terzo del traffico pesante è costituito dal traffico deviato: gli autotrasportatori scelgono deliberatamente di transitare per l’A22 anche se si tratta di un percorso più lungo rispetto ad altri valichi alpini.

Il combinato disposto di pedaggio economico (A22) e gasolio a basso costo (Austria), li spinge a questa scelta tanto dannosa da un punto di vista ambientale“.

E su questo punto per il Team K è necessario intervenire urgentemente. Ormai sei anni fa, in una delle sue prime mozioni, Paul Köllensperger aveva avanzato proposte che ancora oggi sono in gran parte attuali (mozione 80/2014), analoghe a quelle che leggiamo sui giornali in questi giorni della giunta tirolese, come l’equiparazione delle tariffe con gli altri transiti alpini o almeno un adeguamento al rialzo dei pedaggi, il potenziamento della RoLa, la Borsa dei transiti, il divieto di traffico notturno dei mezzi pesanti e quelli settoriali. Mozione in gran parte bocciata e altri anni di smog, rumore, disagi.

Infine il monitoraggio della qualità dell’aria. Le misurazioni lungo l’A22, con diversi sistemi di misurazione fissi e mobili, forniscono da anni un quadro inequivocabile della situazione critica. Disporre di dati è fondamentale, ma negli ultimi anni le stazioni di misura sono state rimosse“, concludono.

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