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BIDONZOLO

Alfabeto Ecologico: K di strategia (r-)K. Studiamo l’ecologia!

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La parola “ecologia” diventa sempre più famosa, ma ci siamo mai domandati come sia nata questa parola e perché è così importante? E soprattutto perché solo adesso è diventata così famosa?

Ecologia deriva dal greco “oikos” e significa casa o ambiente.
È la disciplina che studia la parte di Terra in cui è presente la vita (biosfera) e le cui caratteristiche si determinano dal rapporto degli organismi viventi con i fattori ambientali indispensabili alla vita come la luce, la composizione chimica dell’atmosfera, le condizioni climatiche, l’umidità, i composti inorganici e organici presenti nel terreno e il rapporto degli organismi tra di loro.

Quindi, l’ecologia studia le relazioni tra fauna, flora e clima in un determinato ecosistema.

Nel grande mondo dell’ecologia si è scoperta una tendenza legata alle specie viventi che si occupa di definire il numero d’individui per specie che tendono ad abitare in un dato ambiente.

Questi “raggruppamenti” non avvengono per caso, ma sono legati a dei “modelli” secondo i quali scopriamo quanti esseri si svilupperanno nel tempo a partire da una coppia di individui e l’accrescimento, o la diminuzione, all’interno di una popolazione.

In ecologia la strategia o selezione r-K è la teoria che descrive la dinamica attraverso la quale una popolazione di una determinata specie cresce e si afferma in un ecosistema.
Le popolazioni che vivono in ecosistemi stabili, secondo la strategia definita “K”, conta il numero degli individui più limitato.

È una caratteristica tipica di animali di taglia grossa che hanno quindi bassa capacità riproduttiva, elevate cure parentali, ridotta mortalità dopo la nascita, alta resistenza, una vita lunga proprio come l’essere umano.

L’ultimo secolo è caratterizzato da un forte aumento della popolazione, portato dal miglioramento delle condizioni igieniche, dalla scoperta del vaccino e dalla crescente industria.

Ma l’ecologia prevede che la capacità massima della Terra sia di 10 miliardi di persone, non di più, e raggiungendo questo livello altissimo di popolazione, la qualità media della vita, purtroppo, diminuirebbe.

L’ecologia è importante perché si occupa di studiare i nostri comportamenti e le nostre abitudini nei confronti del nostro bellissimo Pianeta.

Ecco perché è così importante!

Alla prossima, Bidonzolo.

BIDONZOLO

Alfabeto Ecologico: R di recupero

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È la volta della lettera “R” per il nostro alfabeto ecologico e non poteva arrivare in un periodo migliore!

Oggi parleremo di recupero.
Le feste portano con sé un sacco di appuntamenti importanti: pranzi, cene, aperitivi e la quantità di prodotti e cibi aumenta.

Purtroppo però il loro recupero ancora non è del tutto perfetto!
Per intenderci, se ormai la differenziata è un punto di forza nelle case di tutti noi, la raccolta corretta non sempre lo è, soprattutto in cucina!

Tutti separiamo gli scarti alimentari e siamo convinti di fare attenzione ogni volta, ma una corretta raccolta differenziata è l’unica strada possibile per il recupero degli avanzi e il loro riciclo.

Gli scarti alimentari, che siano cotti o crudi non cambia, per diventare combustibili rinnovabili o semplicemente compost non solo devono essere divisi bene, ma devono essere anche puliti!

Nel nostro sacchetto dell’umido non devono assolutamente esserci altri materiali come la plastica o la carta, tantomeno le lattine o il vetro.

Nel nostro cestello possiamo mettere tutti i tipi di scarti alimentari, possiamo anche raccogliere gli avanzi dei pasti ancora buoni da mangiare: anche se sarebbe meglio finire tutto quello che abbiamo nel piatto!

Attenzione però: per un buon recupero dell’umido è molto importante anche il sacchetto.

Fateci caso, i nostri Comuni hanno iniziato a distribuire i sacchetti per il recupero dell’organico insieme all’avvio della raccolta differenziata. E da sempre questi sacchetti sono di carta oppure in bioplastica certificata.

Neanche i microorganismi che trasformano l’umido in compost digeriscono il nylon!

Fare attenzione a tutti questi aspetti, legati alle azioni che compiamo ogni giorno, ci aiuta davvero per la raccolta e il recupero degli scarti.

Tante piccole attenzioni che fanno davvero una grande differenza per la salvaguardi del nostro pianeta.

Alla prossima, Bidonzolo.

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Alfabeto Ecologico: Q di quadrupedi

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Il nostro alfabeto ecologico questa settimana arriva alla lettera “Q” come “quadrupede”.

E non è solo dei nostri amici a quattro zampe che vorrei parlare ma, in particolare, del loro modo di reagire all’inquinamento.

Eh già. Un problema che, purtroppo, subiscono senza aver fatto niente per meritarselo.

I più penalizzati dallo smog della città sono gli amici a quattro zampe che soffrono le sostanze come ad esempio il piombo, rischiando seriamente di ammalarsi.

Un altro tipo di fumo che fa male all’ambiente e ai nostri amici pelosi è quello delle sigarette.
La nicotina per i quadrupedi è un vero e proprio veleno! Gli animali domestici che respirano più fumo di quelli con padroni che non hanno la passione per la sigaretta, sono più a rischio.

Una volta ho letto un articolo che parlava di una ricerca scientifica: i quadrupedi a contatto con i fumatori si ammalano di più.

Per quadrupedi s’intendono tutti gli animali a quattro zampe quindi non solo cani e gatti, ma anche le mucche, i cavalli e proprio loro che pascolano o si muovono nei pressi di elettrodotti e campi magnetici a bassa frequenza, mettono a rischio la loro salute.

Questi campi elettrici non fanno male solo a noi umani, purtroppo!

Poi ci sono pecore, capre, bovini che sono molto sensibili all’amianto e insetticidi che si usano a casa, ma anche nei campi o nei luoghi per la raccolta.

I quadrupedi di tutto il mondo sono sempre più esposti a tutte le contaminazioni che i nostri comportamenti causano, anche se non sembra l’inquinamento e i rifiuti che produciamo ogni giorno a casa nostra, colpiscono anche gli animali che abitano lontano dalle città e dai centri urbani.

Un rapporto del WWF racconta che gli animali al Polo Nord stanno vivendo ormai una situazione disastrosa, una vera e propria discarica chimica con conseguenze terribili per la loro vita.

La maggioranza dei quadrupedi è composta di mammiferi, cioè creature come noi, in grado di avere cuccioli.

Se si ammalano queste specie, rischiamo che di cuccioli ce ne siano sempre meno, mettendo a rischio intere famiglie di animali.

È un compito importante che dobbiamo prendere bene in considerazione.

L’ambiente, la natura è la loro casa.
Cerchiamo di tenerne di conto, cerchiamo di non distruggerla.

Alla prossima, Bidonzolo.

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Alfabeto Ecologico: P come pasta sfoglia

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Il nostro alfabeto ecologico punta oggi alla lettera “P” e ne approfitterei per parlare proprio pasta sfoglia fatta in casa!

Le feste di Natale sono passate. Quanta pasta sfoglia abbiamo utilizzato?

Preparare la pasta sfoglia è una delle tecniche più antiche e più conosciute in cucina e sono diversi i motivi: la praticità, la facilità degli ingredienti e il loro bassissimo costo.

Tagliatelle, tagliolini, lasagne, ravioli, tortellini, tutti piatti squisiti che si possono fare con una buona pasta sfoglia, ma il loro sapore dipende proprio da come viene fatta.

Basta una ciotola capiente, un mattarello e un piano di lavoro (se in legno, meglio).

Bene, cominciamo?!
Setacciate e disponete la farina sul piano di lavoro, in vetta alla montagnola di farina, formate un buchetto al centro e rompete, una alla volta, le uova.

Aggiungete il sale, poi quando mettete le uova nella farina, sbattetele leggermente con una forchetta e cominciate subito a impastare con le dita in modo che l’non esca fuori. Mescolate le uova con una forchetta, prendendo man mano la farina dai bordi, cominciando sempre dall’interno.

Lavorate con le mani l’impasto dall’esterno verso l’interno, amalgamando tutta la farina che avete a disposizione. Se l’impasto dovesse sembrarvi un po’ duro, aggiungete uno o due cucchiai di acqua tiepida e continuate a impastare fin quando non risulta liscio e compatto.

Dopodiché avvolgete la vostra pasta sfoglia nella pellicola trasparente e lasciatela riposare per circa 30 minuti in un luogo fresco e asciutto. Dopo averla fatta riposare, vi accorgerete che la pasta sarà più morbida ed elastica, significa che è pronta per essere stesa.

Infarinate ancora il piano di lavoro per non farla attaccare e prendete il mattarello. Prima premete bene l’impasto per cercare di appiattirlo, poi arrotolate un’estremità dell’impasto sul mattarello, tenete ferma con una mano l’altra estremità della sfoglia e fate scorrere il mattarello.

Ripetete lo stesso movimento fino a che la pasta sfoglia non avrà lo spessore di cui abbiamo bisogno. Alla fine non ci vuole neanche così tanto tempo per una buona pasta sfoglia fatta in casa: per l’impasto ci vuole una ventina di minuti; mezzora per farla riposare e 15 minuti per stendere la sfoglia.

Direi che la pasta sfoglia è davvero una ricetta sostenibile perché di sicuro non avanza, si risparmiano tempo e soldi e di sicuro non fa male né a noi né al nostro bellissimo Pianeta.

Alla prossima, Bidonzolo.

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