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BIDONZOLO

Alfabeto Ecologico: L di Leonardo Di Caprio

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Il nostro alfabeto ecologico oggi arriva alla lettera “L” come Leonardo. E il Leonardo di cui vi voglio parlare oggi è un attore, diventato famoso per il cinema e molto seguito anche per i suoi notevoli impegni in favore dell’ambiente.

Per me è stato grande quando alla premiazione per la vittoria del suo Oscar ha dato voce all’importantissimo tema dei cambiamenti climatici.

Il cambiamento climatico è reale. Sta accadendo in questo momento. E’ la minaccia più urgente per tutta la nostra specie, e abbiamo bisogno di lavorare collettivamente insieme e smettere di rimandare”.

Già da qualche tempo Leonardo è un convinto ambientalista.

Nel 2013 aveva supportato il WWF nella lotta contro il commercio di avorio, diventando “l’uomo che salvava gli elefanti”.

Qualche anno prima aveva donato una grossa somma per salvare le tigri, poi altrettanto soldi in questa lotta contro i cambiamenti climatici, che ormai è come diventata la sua battaglia personale per salvare il mondo.

Bellissimo!
Leonardo di Caprio è senza dubbio la star più green del pianeta!

Il suo sogno è proteggere il pianeta e regalare alle future generazioni un mondo migliore.

Ecco perché da quasi 10 anni ha creato Leonardo Di Caprio Foundation per finanziare tanti progetti ambientali.

Con questi fondi sono stati realizzati diversi lavori: “L’undicesima ora;
 Cospiracy” è un documentario che racconta le condizioni di vita degli animali negli allevamenti; “Giù le mani dal mio corpo” è un’iniziativa per “smascherare” la grossa rete di commercio illegale di fauna selvatica.

Poi, ha finanziato uno dei documentari più attesi degli ultimi mesi, girato in collaborazione con il National Geographic: Before the flood“, che contiene interviste a scienziati, imprenditori e personaggi politici, dall’Ex Presidente degli Stati Uniti Barrack Obama al CEO dell’azienda Tesla (quelli delle macchine elettriche!), fino a Papa Francesco.

Punto di non ritorno è il suo titolo italiano e lo possiamo può guardare gratuitamente in streaming.

Tre anni di duro lavoro in cui Leonardo Di Caprio ha girato il mondo per raccontare come il surriscaldamento del Pianeta sia vero e quali sono le cause, che cosa si può fare per ridurne gli effetti.

Lui come molti di noi è convinto “che ci siano molti leader nel mondo che parlano all’umanità, in favore delle popolazioni indigene, per i miliardi e miliardi di persone svantaggiate, per i figli dei nostri figli e per quelle persone là fuori la cui voce è stata soffocata da una politica di avidità… Cerchiamo di non dare questo Pianeta per scontato”.

Che dire? Io ci sto. Noi stiamo con Leo.

#LeonardoDiCaprio #ClimateChange #Earth #ActOnClimate

Alla prossima, Bidonzolo.

BIDONZOLO

Alfabeto Ecologico: R di recupero

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È la volta della lettera “R” per il nostro alfabeto ecologico e non poteva arrivare in un periodo migliore!

Oggi parleremo di recupero.
Le feste portano con sé un sacco di appuntamenti importanti: pranzi, cene, aperitivi e la quantità di prodotti e cibi aumenta.

Purtroppo però il loro recupero ancora non è del tutto perfetto!
Per intenderci, se ormai la differenziata è un punto di forza nelle case di tutti noi, la raccolta corretta non sempre lo è, soprattutto in cucina!

Tutti separiamo gli scarti alimentari e siamo convinti di fare attenzione ogni volta, ma una corretta raccolta differenziata è l’unica strada possibile per il recupero degli avanzi e il loro riciclo.

Gli scarti alimentari, che siano cotti o crudi non cambia, per diventare combustibili rinnovabili o semplicemente compost non solo devono essere divisi bene, ma devono essere anche puliti!

Nel nostro sacchetto dell’umido non devono assolutamente esserci altri materiali come la plastica o la carta, tantomeno le lattine o il vetro.

Nel nostro cestello possiamo mettere tutti i tipi di scarti alimentari, possiamo anche raccogliere gli avanzi dei pasti ancora buoni da mangiare: anche se sarebbe meglio finire tutto quello che abbiamo nel piatto!

Attenzione però: per un buon recupero dell’umido è molto importante anche il sacchetto.

Fateci caso, i nostri Comuni hanno iniziato a distribuire i sacchetti per il recupero dell’organico insieme all’avvio della raccolta differenziata. E da sempre questi sacchetti sono di carta oppure in bioplastica certificata.

Neanche i microorganismi che trasformano l’umido in compost digeriscono il nylon!

Fare attenzione a tutti questi aspetti, legati alle azioni che compiamo ogni giorno, ci aiuta davvero per la raccolta e il recupero degli scarti.

Tante piccole attenzioni che fanno davvero una grande differenza per la salvaguardi del nostro pianeta.

Alla prossima, Bidonzolo.

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BIDONZOLO

Alfabeto Ecologico: Q di quadrupedi

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Il nostro alfabeto ecologico questa settimana arriva alla lettera “Q” come “quadrupede”.

E non è solo dei nostri amici a quattro zampe che vorrei parlare ma, in particolare, del loro modo di reagire all’inquinamento.

Eh già. Un problema che, purtroppo, subiscono senza aver fatto niente per meritarselo.

I più penalizzati dallo smog della città sono gli amici a quattro zampe che soffrono le sostanze come ad esempio il piombo, rischiando seriamente di ammalarsi.

Un altro tipo di fumo che fa male all’ambiente e ai nostri amici pelosi è quello delle sigarette.
La nicotina per i quadrupedi è un vero e proprio veleno! Gli animali domestici che respirano più fumo di quelli con padroni che non hanno la passione per la sigaretta, sono più a rischio.

Una volta ho letto un articolo che parlava di una ricerca scientifica: i quadrupedi a contatto con i fumatori si ammalano di più.

Per quadrupedi s’intendono tutti gli animali a quattro zampe quindi non solo cani e gatti, ma anche le mucche, i cavalli e proprio loro che pascolano o si muovono nei pressi di elettrodotti e campi magnetici a bassa frequenza, mettono a rischio la loro salute.

Questi campi elettrici non fanno male solo a noi umani, purtroppo!

Poi ci sono pecore, capre, bovini che sono molto sensibili all’amianto e insetticidi che si usano a casa, ma anche nei campi o nei luoghi per la raccolta.

I quadrupedi di tutto il mondo sono sempre più esposti a tutte le contaminazioni che i nostri comportamenti causano, anche se non sembra l’inquinamento e i rifiuti che produciamo ogni giorno a casa nostra, colpiscono anche gli animali che abitano lontano dalle città e dai centri urbani.

Un rapporto del WWF racconta che gli animali al Polo Nord stanno vivendo ormai una situazione disastrosa, una vera e propria discarica chimica con conseguenze terribili per la loro vita.

La maggioranza dei quadrupedi è composta di mammiferi, cioè creature come noi, in grado di avere cuccioli.

Se si ammalano queste specie, rischiamo che di cuccioli ce ne siano sempre meno, mettendo a rischio intere famiglie di animali.

È un compito importante che dobbiamo prendere bene in considerazione.

L’ambiente, la natura è la loro casa.
Cerchiamo di tenerne di conto, cerchiamo di non distruggerla.

Alla prossima, Bidonzolo.

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BIDONZOLO

Alfabeto Ecologico: P come pasta sfoglia

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Il nostro alfabeto ecologico punta oggi alla lettera “P” e ne approfitterei per parlare proprio pasta sfoglia fatta in casa!

Le feste di Natale sono passate. Quanta pasta sfoglia abbiamo utilizzato?

Preparare la pasta sfoglia è una delle tecniche più antiche e più conosciute in cucina e sono diversi i motivi: la praticità, la facilità degli ingredienti e il loro bassissimo costo.

Tagliatelle, tagliolini, lasagne, ravioli, tortellini, tutti piatti squisiti che si possono fare con una buona pasta sfoglia, ma il loro sapore dipende proprio da come viene fatta.

Basta una ciotola capiente, un mattarello e un piano di lavoro (se in legno, meglio).

Bene, cominciamo?!
Setacciate e disponete la farina sul piano di lavoro, in vetta alla montagnola di farina, formate un buchetto al centro e rompete, una alla volta, le uova.

Aggiungete il sale, poi quando mettete le uova nella farina, sbattetele leggermente con una forchetta e cominciate subito a impastare con le dita in modo che l’non esca fuori. Mescolate le uova con una forchetta, prendendo man mano la farina dai bordi, cominciando sempre dall’interno.

Lavorate con le mani l’impasto dall’esterno verso l’interno, amalgamando tutta la farina che avete a disposizione. Se l’impasto dovesse sembrarvi un po’ duro, aggiungete uno o due cucchiai di acqua tiepida e continuate a impastare fin quando non risulta liscio e compatto.

Dopodiché avvolgete la vostra pasta sfoglia nella pellicola trasparente e lasciatela riposare per circa 30 minuti in un luogo fresco e asciutto. Dopo averla fatta riposare, vi accorgerete che la pasta sarà più morbida ed elastica, significa che è pronta per essere stesa.

Infarinate ancora il piano di lavoro per non farla attaccare e prendete il mattarello. Prima premete bene l’impasto per cercare di appiattirlo, poi arrotolate un’estremità dell’impasto sul mattarello, tenete ferma con una mano l’altra estremità della sfoglia e fate scorrere il mattarello.

Ripetete lo stesso movimento fino a che la pasta sfoglia non avrà lo spessore di cui abbiamo bisogno. Alla fine non ci vuole neanche così tanto tempo per una buona pasta sfoglia fatta in casa: per l’impasto ci vuole una ventina di minuti; mezzora per farla riposare e 15 minuti per stendere la sfoglia.

Direi che la pasta sfoglia è davvero una ricetta sostenibile perché di sicuro non avanza, si risparmiano tempo e soldi e di sicuro non fa male né a noi né al nostro bellissimo Pianeta.

Alla prossima, Bidonzolo.

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