Italia & Estero
Blackout Cloudflare, mezz’ora che ha messo in ginocchio il web globale
Un grave guasto tecnico alla piattaforma Cloudflare nella mattinata del 18 novembre 2025 ha provocato un blackout che ha reso inaccessibile una porzione significativa della rete Internet globale per circa trenta minuti. L’interruzione è iniziata tra le 11:30 e le 12:30 GMT e, nonostante la breve durata, ha avuto effetti rilevanti su servizi diffusissimi e su realtà locali.
Tra i servizi colpiti figurano nomi rilevanti dell’ecosistema digitale: X (ex Twitter), ChatGPT, Canva e persino piattaforme di gaming come League of Legends hanno registrato disservizi o completa inacessibilità. L’evento ha confermato come la dipendenza da pochi grandi fornitori di infrastrutture renda l’intero ecosistema web vulnerabile a singoli punti di guasto.
Secondo le prime ricostruzioni tecniche, il problema è stato causato da un malfunzionamento del reverse proxy server di Cloudflare. La natura del guasto è riconducibile a un’anomalia tecnica interna alla rete di distribuzione dei servizi, non a un attacco esterno noto al momento. Cloudflare ha lavorato rapidamente per ripristinare i servizi, ma l’evento ha comunque determinato interruzioni visibili in molte aree geografiche e su numerose piattaforme dipendenti dall’infrastruttura del provider.
Oltre ai grandi nomi internazionali, il blackout ha coinvolto anche testate locali: i siti lavocedeltrentino.it e lavocedibolzano.it sono rimasti oscurati per alcune ore. Gli amministratori delle testate locali non sono responsabili del malfunzionamento: il problema è derivato dall’infrastruttura esterna fornita da Cloudflare. Per questo motivo lettori e professionisti dell’informazione hanno temporaneamente perso accesso a risorse e aggiornamenti locali.
L’episodio solleva questioni di governance e resilienza delle infrastrutture digitali: la concentrazione dei servizi di protezione, distribuzione e caching in mano a pochi provider espone aziende, piattaforme AI e media a interruzioni concomitanti. Il blackout dimostra che anche servizi avanzati come le piattaforme di intelligenza artificiale possono risultare indisponibili quando la catena infrastrutturale presenta un punto di debolezza.
Per mitigare rischi simili in futuro, esperti e operatori del settore suggeriscono strategie quali la diversificazione dei provider (multi-CDN), il deploy di soluzioni di fallback regionali e una maggiore trasparenza sui piani di recovery. Nel frattempo, l’outage del 18 novembre 2025 rimane un monito sull’importanza di investire in ridondanza e controlli di resilienza per l’Internet di cui dipendono imprese, istituzioni e cittadini.
La mattinata del 18 novembre sarà ricordata come un promemoria: la rete globale è potente ma fragile, e la sua stabilità dipende da decisioni tecniche e infrastrutturali che toccano tutta la società digitale.
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