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Politica

Bosatra nuovo commissario Lega, Urzì: “Ripensare la relazione del Carroccio con il centrodestra”

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Nella Foto, l'ex commissario Lega Bessone con Maurizio Bosatra

Un incontro con il commissario provinciale della Lega Bosatra, per programmare insieme una nuova alleanza per il centrodestra alle prossime elezioni comunali e non solo.

Il consigliere provinciale di l’Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì ha già di fatto preannunciato la proposta che il suo partito farà al Carroccio in vista del 2020.

Per ora si parla solo di pianificare delle scelte future sulle relazioni della Lega con il Centrodestra altoatesino, che è rappresentato in Consiglio provinciale da L’Alto Adige nel cuore/Fratelli d’Italia.

Con il commissario Bosatra sarà necessario anche discutere delle scelte, sbagliate, fatte nel recente passato dalla Lega locale che ne hanno fortemente indebolito il ruolo anche al governo provinciale. Tra gli errori, quello di avere voluto correre da sola alle elezioni dello scorso ottobre” sottolinea Urzì, secondo il quale un accordo con tutte le componenti di Centrodestra, come accaduto in Trentino, avrebbe prodotto l’effetto calamita verso l’elettorato italiano portando in Consiglio sino a sei eletti, e non i quattro della Lega.

Ma per Urzì ci sarebbe anche un secondo errore commesso dai leghisti dopo il voto: quello di non avere preteso di portare nell’area di governo anche L’Alto Adige nel cuore/Fratelli d’Italia.

Con cinque consiglieri invece di quattro il potere contrattuale verso la Svp sarebbe stato molto diverso e diverso anche il peso assegnato nella giunta, dove si sono perse competenze importanti per il gruppo italiano.

Il nostro interlocutore privilegiato rimane in ogni caso la Lega, evidentemente, ma ad essa si chiede più coraggio e la capacità di allargare il campo del fronte dei potenziali alleati, organici già a livello di amministrazioni regionali in tutta Italia, ossia quelli del Centrodestra, e ciò per riuscire a contare di più nel rapporto con la Svp e per maturare l’opportunità di conquistare i comuni di Bolzano e di Merano. La nostra disponibilità è in campo“.

Prematura tuttavia per Urzì ogni considerazione sul candidato sindaco di Bolzano, e anche se si vocifera che il nuovo commissario della Lega Bosatra punti proprio a un primo cittadino con il fazzoletto verde, lui non si sbilancia.

Premierà la qualità e l’attrattività del candidato, non la sua appartenenza“, conclude il consigliere.

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Politica

Walter Pardatscher nominato nel cda dell’Autobrennero

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L’attuale amministratore delegato di A22, Walter Pardatscher, è stato nominato quale rappresentante della Provincia di Bolzano nel consiglio di amministrazione di Autobrennero Spa.

Lo ha deciso stamani (21 maggio) la Giunta provinciale.

E’ noto che Pardatscher abbia scelto di lavorare nel privato – ha detto il presidente durante la conferenza stampa post Giunta – ma gli ho chiesto di rivestire il ruolo di consigliere per un anno, fino al 2020. Così possiamo fare tesoro della sua grande esperienza e garantire anche continuità in questa importante fase di passaggio che porterà alla nuova concessione”.

Da statuto, per la quota di azioni in proprio possesso, la Provincia di Bolzano ha attualmente diritto alla nomina di uno dei 14 membri che compongono l’organo direttivo. Quatto altri componenti del cda – due espressione del territorio altoatesino e due di quello trentino – sono indicati dalla Regione Trentino Alto Adige/Südtirol, che detiene la maggioranza delle quote.

La Giunta provinciale nella seduta di oggi ha anche indicato i due nomi da proporre alla Giunta regionale.

Si tratta – ha specificato il presidente –  dell’avvocato Hartmann Reichalter,che noi proporremo anche per la presidenza, e di Richard Amort, vicesindaco del Comune di Fortezza “.

L’esecutivo regionale effettuerà la nomina dei quattro membri giovedì 23 maggio.

In futuro – ha aggiunto Kompatscher – , quando i soci privati saranno liquidati, il consiglio di amministrazione sarà composto da 12 membri, due in meno rispetto ad ora”.

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Bressanone

Caserma Reatto a Bressanone, approvata la delibera di Bessone per passaggio alla Provincia

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Approvata in giunta provinciale, all’unanimità, la delibera per la stipula della permuta del complesso di alloggi caserma Reatto a Bressanone per un valore di 11,660 milioni di euro, presentata dall’assessore provinciale Massimo Bessone.

Dopo tanti anni, finalmente quest’area di pregio, in un punto così importante per Bressanone è ora disponibile per i cittadini, in una città con un consistente fabbisogno di nuovi alloggi per il ceto medio, considerate le possibilità d’utilizzo dell’area“, sottolinea Bessone.

Tutto questo è possibile, grazie ad un accordo con cui lo Stato, tramite l’Agenzia del demanio, cede in permuta alla Provincia gli edifici ed i terreni pertinenti dell’ex area militare in via Dante 17 a Bressanone, a fronte della realizzazione, a cura della Provincia, di nuovi edifici residenziali per l’esercito nello stesso comune ed in altre località dell’Alto Adige.

Oggetto del contratto di permuta sono tre palazzine abitative, per un totale di 23.700 metri cubi, ed il terreno pertinente di complessivi 8.147 metri quadri.

Il più vecchio degli edifici, comprensivo di 13 alloggi e 1 foresteria, è vetusto, mentre gli altri due sono palazzine residenziali di recente costruzione con rispettivamente 5 e 8 appartamenti di 130 metri quadri ciascuno, che con relativa manutenzione, in poco tempo, potrebbero essere messe a disposizione delle famiglie che necessitano di alloggi.

Il Protocollo d’intesa Stato-Provincia, sottoscritto nel 2007, ha un valore complessivo di 430 milioni di euro.

Ha già prodotto la riqualificazione di varie strutture militari e la loro razionalizzazione. Lo Stato ha già consegnato alla Provincia le ex caserme Mercanti di Appiano, Schenoni di Bressanone e Verdone di Varna in cambio dell’esecuzione di lavori sulle aree militari.

Questo protocollo d’intesa porterà benefici a numerosi comuni altoatesini, ridando spazi, spesso in punti strategicamente delle città, ai cittadini, permettendo la realizzazione di opere abitative, commerciali e servizi per le famiglie“, conclude l’assessore Bessone.

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Politica

Assistenza all’infanzia: il no del consiglio all’audizione. Team K: “Delusi dalla commissione”

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La quarta Commissione legislativa ha respinto la proposta di un’audizione sul tema dell’assistenza all’infanzia.

Maria Elisabeth Rieder è delusa dal comportamento della maggioranza: “È fondamentale ascoltare quanto prima le esigenze di tutti i soggetti coinvolti nella cura dei bambini per migliorare la situazione generale“.

Il sistema di assistenza ai bambini in Alto Adige sta diventando sempre più un mosaico di singole iniziative, mancando di un piano generale strutturato.

Un’iniziativa partita dai genitori ha prodotto una petizione online in cui si richiede un regime flessibile di congedi parentali di sei settimane e una regolamentazione delle assenze per malattia dei bimbi senza certificato medico a pagamento.

Le cooperative sociali annaspano tra difficoltà finanziarie e troppa burocrazia, con poche sicurezze in fase di pianificazione del lavoro e difficoltà a pagare adeguatamente il personale, che è quindi difficile da reperire.

E ancora: con il 1° gennaio 2019 il salario lordo delle assistenti sociali è stato aumentato, ma intanto i buoni per le Tagesmütter (2 euro al giorno per bambino) sono stati tagliati. Inoltre i comuni devono affrontare la grande sfida di trovare strutture adeguate e di far fronte alle gare d’appalto, dato che la domanda è in rapida crescita.

La consigliera provinciale Maria Elisabeth Rieder ha avuto modo di ascoltare questi problemi giungendo alla conclusione che sia necessaria una discussione approfondita con Provincia, cooperative sociali, genitori e personale per valutare le migliori strategie comuni.

Questo è stato richiesto anche dall’iniziativa dei genitori, ma finora l’assessora Deeg non ha ritenuto di dare una risposta, anche se in una lettera aperta le era stata richiesta entro il 20 maggio.

Maria Elisabeth Rieder ha quindi richiesto un’audizione nel Consiglio provinciale di tutti gli attori impegnati nell’assistenza all’infanzia. La richiesta è stata discussa il 20 maggio nella quarta commissione legislativa ma, purtroppo, la maggioranza non l’ha appoggiata.

L’assessora Deeg continua a concentrarsi su colloqui individuali, che servono solo per mantenere tutti gli attori in gioco tranquilli, facendo promesse e perdendo inutilmente tempo. “Ma quanto si dovrà andare avanti in questo modo? – si chiede Maria Elisabeth Rieder. Che continua: “L’assessora Deeg, come altri membri della Giunta, stanno parlando di istituire tavoli di discussione in tutti gli ambiti possibili, ma è mai successo?

Rieder è particolarmente delusa dal presidente della commissione, che non trova alcun valore aggiunto in un’audizione.

Mi aspettavo in particolare il sostegno dalla collega Ladurner – conclude – perché pensavo che la conciliazione tra vita familiare e vita professionale fosse uno dei suoi temi”.

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