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Società

Cambia il congedo di maternità: si può lavorare fino al nono mese. Cgil: “Non tutela le donne”

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Con la manovra approvata dal governo in commissione Bilancio il congedo di maternità cambia forma.

Con un apposito emendamento sarà possibile, per le future mamme che vorranno e otterranno il via libera dal proprio medico, restare al lavoro fino al nono mese, portandosi in dote l’intero periodo di astensione di 5 mesi a dopo il parto.

Nessun obbligo, ma un’alternativa che modifica le regole attuali secondo le quali non si può lavorare durante i 30 giorni che precedono la nascita del bebè.

Si legge nel testo “è riconosciuta alle lavoratrici la facoltà di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto entro i cinque mesi successivi allo stesso, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro“.

Dura però la reazione del mondo sindacale alla novità sul congedo.

Per la responsabile Politiche di genere della Cgil Loredana Taddei, “la maternità non si sostiene facendo scomparire l’obbligo di astensione dal lavoro prima della nascita, così non si garantisce la libertà alle lavoratrici, né si tutela la salute della gestante e quella del nascituro”

La sindacalista ha precisato che “l’emendamento alla Manovra dedicato alle politiche della famiglia, approvato in Commissione Bilancio della Camera, va modificato“.

Tra i provvedimenti della manovra è previsto anche uno sconto per i seggiolini anti abbandono: arriva infatti un milione di euro nel 2019 per incentivare l’acquisto di seggiolini con i dispositivi audio. Buone notizie anche per il bonus asilo che sale a 1500 euro.

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