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Campogalliano–Sassuolo, esplode la protesta: “Pedaggio inaccettabile per chi lavora”

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L’introduzione del pedaggio sulla futura bretella autostradale Campogalliano–Sassuolo accende la protesta di autotrasportatori e pendolari. A scatenare le polemiche è stata la conferma del presidente della società autostradale, Emilio Sabatini, che ha definito il pagamento “un elemento imprescindibile per garantire la sostenibilità finanziaria dell’opera”. Una scelta che l’associazione Ruote Libere, da sempre contraria al progetto, definisce senza mezzi termini inaccettabile.

“Un’opera inutile, vecchia e ora anche a pagamento”: così la presidente nazionale di Ruote Libere, Cinzia Franchini, boccia con forza l’intero impianto progettuale. L’infrastruttura, concepita anni fa come collegamento tra l’A22 e la zona industriale di Sassuolo, secondo l’associazione rappresenta un doppione dell’attuale complanare Modena–Sassuolo, utilizzata oggi gratuitamente da migliaia di lavoratori e mezzi pesanti. “Da tempo temiamo che la bretella si trasformi in un ulteriore balzello per gli autotrasportatori”, afferma Franchini, sottolineando come la conferma del pedaggio aggravi ulteriormente il quadro.

Il timore principale è che la nuova autostrada finisca per colpire economicamente proprio coloro che più ne dipendono: lavoratori, imprese, pendolari. “Un fatto gravissimo”, commenta la presidente, “che rischia di penalizzare pesantemente il tessuto produttivo del territorio”. Da qui la richiesta urgente di una revisione del piano tariffario, puntando a soluzioni alternative già testate con successo in altre regioni italiane.

Franchini porta ad esempio l’Urban Pass di Bolzano, un sistema che consente l’accesso gratuito alla tratta Bolzano Nord–Bolzano Sud dell’A22 in alcune fasce orarie nei giorni feriali. Un modello di esenzione pensato proprio per i pendolari, e che – secondo Ruote Libere – potrebbe essere replicato anche per la Campogalliano–Sassuolo. Non a caso, la società Autostrada del Brennero S.p.A., che gestisce l’A22, detiene anche la maggioranza (51%) della società che costruirà e gestirà la nuova bretella. “Se è possibile farlo sull’A22, non si capisce perché non possa essere adottato anche qui”, osserva Franchini.

Ma il nodo del pedaggio non è l’unico punto critico: sullo sfondo si staglia anche l’incertezza legata alla governance europea. La presidente di Ruote Libere ricorda che, sebbene formalmente indipendente, la concessione della Campogalliano–Sassuolo è strettamente legata al futuro della A22, su cui pesa una nuova procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea. Si tratta della quarta contestazione relativa al rinnovo della concessione, con un giudizio definitivo ora atteso dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

“Se Bruxelles dovesse bocciare il diritto di prelazione per le concessioni in scadenza”, avverte Franchini, “si aprirebbe la strada a nuove gare europee e a un diverso modello di project financing, con potenziali ripercussioni anche sulla sostenibilità economica e societaria della Campogalliano–Sassuolo”. Un ulteriore motivo, secondo l’associazione, per attivare subito “un confronto politico serio e trasparente sulla gestione del pedaggio”.

Ruote Libere lancia quindi un appello alle istituzioni affinché si fermi l’iter attuale e si apra un dialogo vero con chi, ogni giorno, vive e lavora sulle strade. Perché – come sottolinea l’associazione – fare cassa sul lavoro di pendolari e autotrasportatori non può essere il prezzo da pagare per un’infrastruttura che, già in partenza, nasce con più ombre che luci.

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