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Benessere e Salute

Carenza medici negli ospedali altoatesini: diffida Anaao contro esterni e costi lievitati

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Il sindacato dei medici ospedalieri dell’Alto Adige Anaao si schiera contro le modalità e i costi del sistema di reclutamento dei medici, in base al quale un professionista esterno costerebbe quasi più di un dipendente.

E se è vero che colmare le lacune di personale medico nei diversi reparti ormai in emergenza resta la priorità per garantire il funzionamento del sistema Sanità in Alto Adige, costituito da sette strutture ospedaliere, è altrettanto inconfutabile che le operazioni messe in atto per sopperire a tale mancanza destano perplessità da parte degli addetti ai lavori e non solo.

Anestesia, ginecologia e pediatria i comparti più colpiti, e sono 140 i professionisti che ad oggi lavorano nei nosocomi altoatesini senza però risultare dipendenti dell’Azienda sanitaria.

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Nessun obbligo analogo a chi esercita la professione da dipendente all’interno dell’Azienda come quello del patentino di bilinguismo, che porta l’indubbio vantaggio alla categoria in questione di poter esercitare anche oltre il confine, dove la retribuzione è più alta rispetto alla provincia di Bolzano.

Di qui la diffida che il sindacato nazionale dei medici ha fatto pervenire in provincia. Al centro della protesta l’utilizzo di ditte esterne per il reclutamento dei camici bianchi impiegati soprattutto negli ospedali delle valli.

E se mentre leggete questo articolo sentite il suono delle sirene non agitatevi, sono solo gli artificieri che cercano di disinnescare l’ennesima bomba che vi stiamo segnalando.

Un tema sul quale scrive da anni l’affilatissima penna del blog fabriziopollinzi.blogspot.com.linformatore.net.

Perché oltre al fatto che le parti, per questioni legate alla violazione delle normative nazionali, potrebbero finire in tribunale, a colpire maggiormente è la questione dei costi che il reclutamento di questi professionisti comporta.

E’ infatti di 100 euro l’ora il costo effettivo di un esterno a fronte di una media di poco più della metà per un medico alle dipendenze della Sanità altoatesina.

Avrete letto che il direttore generale dell’ASL A.A. Thomas Schael, per sopperire a questo urgente fabbisogno, aveva deciso di derogare la Legge Provinciale che prevede il possesso obbligatorio del patentino di bilinguismo per tutti gli operatori medici sanitari di madrelingua italiana e procedere all’assunzione di medici senza il “famigerato” patentino.

La mancanza di medici locali (che preferiscono l’Austria/Germania all’Alto Adige perché rimunerativamente più appetibili) sta per l’appunto causando un disagio sanitario non indifferente, come l’allungamento dei tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie e l’aumento dei turni di lavoro del personale medico e paramedico.

Per non parlare della mancata copertura vaccinale per la carenza di medici presso i quattro servizi di Igiene e Sanità Pubblica di Bolzano, Merano, Brunico e Bressanone, che confluiscono nel Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Alto Adige.

Dipartimento funzionale e non strutturale, in assenza di sede fisica (la sede del dipartimento quindi dove sta, al monumento della Vittoria o ai Prati del Talvera?) e diretto dalla responsabile del servizio di igiene e sanità pubblica del comprensorio di Brunico, dott.ssa Dagmar Regele che, a fronte della carenza di medici, dal punto di vista di incarichi l’ASL nulla si fa mancare, come la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

E non dimentichiamoci che tutti questi inconvenienti costringono l’utenza locale a rivolgersi ai privati, oppure a guardare verso altri lidi per garantirsi il diritto alla salute (tantissimi verso il Veneto e con cartelle in tedesco).

Abbiamo già visto come a Bolzano sia nata un’agenzia, la Avicenna Sudtirol Service di Livolsi Elena, che recluta medici in possesso di specializzazione o con pluriennale esperienza (quindi addio alla specializzazione) ai fini di un inserimento in una lista volta a proporre un’offerta rivolta al sistema sanitario locale ed ai privati/convenzionati che occorrono di tali servigi o almeno così pare che proponga il sito, giudicate voi.

Fin qui nulla da eccepire, sicuramente regolare.

Ora, pare che il Comprensorio Sanitario di Merano, con l’avviso n. 145/2017 del 23/06/2017, abbia dato avvio ad un’indagine di mercato per l’individuazione di “operatori economici da invitare alla procedura negoziata per l’affidamento del servizio di fornitura di personale medico”.

A questo avviso hanno risposto tre aziende del settore, la C.M.P. Global Medical Division di Bologna, la Medical Service Assistance S.r.l. di Roma e la Avicenna Sudtirol Service di Livolsi Elena con sede a Bolzano.

Dalla determina di aggiudicazione n. 535/2017 del 30/08/2017, si comprende che la Avicenna si aggiudica tre lotti su cinque mentre la C.M.P. i restanti due.

Sempre mossi dalla curiosità dovuta all’inconsistenza del sito della Avicenna, dove non troviamo un nome, un numero di telefono oppure una partita IVA che ci dia indicazione di una ragione sociale, accediamo al Sistema Informativo Contratti Pubblici e notiamo che la partita IVA della ditta Avicenna è la medesima che troviamo su un sito di shop on-line che vende prodotti di qualità tipici della cucina libanese: La Fenicia.

Siamo sicuri che ora anche a voi, una domanda comincia a fare capolino nella testa: che pertinenza può avere un negozio on-line per la fornitura di primizie libanesi con un servizio di fornitura di personale medico?

“Ma da oggi tutto questo sarà solamente un bruttissimo ricordo caro paziente, perché potrai degustare un ottimo Taboulé alla libanese oppure una salutare insalata ai cetrioli e richiedere allo stesso tempo un check-up completo eseguito da medici specializzati”.

Questo è lo spot che utilizzeremmo per pubblicizzare il servizio.

Chiediamo venia, come al solito abbiamo esagerato ma dopo quanto vi abbiamo illustrato, troverete che tutto ciò poi tanto assurdo non sembra.

Certo non tocca a noi dare una risposta ad una domanda così focalizzata ma la nostra curiosità è mossa solo dalla voglia di sapere e comprendere alcune sfaccettature dell’Amministrazione Pubblica.

Un po’ di esperienza l’abbiamo maturata ed altre domande ci si pongono perché, se il direttore generale dell’ASL A.A. decide di assumere personale medico derogando il bilinguismo, come mai un singolo distretto sanitario procede a bandire una fornitura di personale medico?

I concorsi sono ormai obsoleti?

Saranno rispettati gli accordi sindacali siglati dalle associazioni di categoria? Gli importi sono equiparati agli emolumenti dei medici dipendenti? È stato rispettato il principio di bilinguismo che esula dal contesto della deroga voluta dall’allora direttore Schael?

Il comprensorio sanitario di Merano è competente per gare di servizi e forniture che superano l’importo della soglia comunitaria di 209.000,00 euro, ovvero è la Provincia che deve provvedere a bandire questa tipologia di gare?

È stato eventualmente valutato se la partecipazione alla procedura di fornitura di personale medico, abbia causato un conflitto d’interesse essendo la titolare della ditta Avicenna la dott.ssa Elena Livolsi, coniugata col dott. Jamil Abbas,  medico con incarico annuale presso la divisione di accettazione sanitaria – Pronto Soccorso ed Astanteria dell’Ospedale di Bolzano, giusta determina n. 1866/2016oltreché incaricato per la prestazione di guardie mediche presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Vipiteno, giusto Protocollo 0041268-BX?

Come vedete le domande che, pertinenti o meno, spontaneamente emergono dalle risultanze di certe letture, difficilmente troveranno risposta, però questa è la nostra natura e se è vero che la fila dei servi è sempre più lunga di quella che serve ai padroni, il compito di noi menti Libere ed Informate sarà quello di accorciarla quanto più possibile.

Benessere e Salute

Parente o caregiver? L’aiuto della psicologia per chi si occupa di propri cari affetti da demenza

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Con l’aumentare dell’età media della popolazione, un fenomeno con cui si avrà sempre più a che fare sarà la demenza senile, a cui spesso ci si riferisce con il nome di Alzheimer. In realtà la demenza di Alzheimer è solamente una tipologia di demenza, la più comune, che in Italia affligge all’incirca 1 milione di persone (secondo l’OMS).

Attorno a questi anziani ruota però un intero universo di persone, di cui però si parla meno. Questi caregivers (letterlamente: coloro che forniscono le cure) sono circa 3 milioni, coinvolti direttamente o indirettamente nella cura di persone affette da demenza.

Spesso, infatti, sono i parenti o il partner della persona demente che investono tempo, energia ed affetto nel prendersene cura, attendendo con pazienza un sostegno da enti pubblici o privati del settore, in grado di occuparsi a tutto tondo di anziani non autosufficienti.

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Prendersi cura di una persona cara affetta da demenza non è però intuitivo e non è sempre facile capire come comportarsi e che cosa fare.

Vale la pena mettere in evidenza come anche la psicologia può dare un aiuto concreto sotto diversi aspetti, per far fronte ad una situazione sconosciuta e disorientante come quella di un parente che inizia a non essere più indipendente come una volta.

Un primo importante strumento in questi contesti è sicuramente il sostegno psicologico, attraverso dei colloqui che possono essere sia individuali che di gruppo. L’obiettivo principale è rinforzare il benessere di chi si occupa del malato, offrendo strategie per gestire i cambiamenti che una malattia come la demenza porta con sé; si possono ad esempio organizzare degli incontri con il caregiver principale, coinvolgendo al contempo anche la famiglia dell’anziano.

Le dinamiche psicologiche innescate da un caro che inizia a soffrire di una patologia dementigena possono essere diverse e coinvolgere, in modo più o meno diretto, tutti coloro che circondano il malato come ad esempio il partner o, in modo più ampio, l’intera famiglia.

La problematica psicologica principale di cui si parla è quindi lo stress, che si propone sotto varie forme: dalla difficoltà nel conciliare la propria vita personale, familiare e lavorativa con il nuovo compito di prendersi cura di una persona prima indipendente, allo stress emotivo, dato dal vedere una persona cara in difficoltà.

Questo tipo di disturbi infatti, soprattutto negli stadi più avanzati, possono anche portare dei cambiamenti profondi nella personalità dell’anziano, tanto che i propri cari possono faticare a riconoscerlo e gestirlo.

In tutto questo, lo psicologo può sostenere il singolo o la famiglia, ascoltando con empatia ed agevolando la ricerca di soluzioni ottimali per vivere con maggiore serenità questa situazione. Naturalmente, il sostegno psicologico può essere d’aiuto anche al soggetto colpito dalla patologia che, specialmente nelle fasi iniziali della malattia, avrà bisogno di un appoggio nell’accettare di dipendere da qualcuno e lasciarsi aiutare.

Un altro tipo di aiuto in questi casi ci viene dato dalla neuropsicologia, che interviene principalmente nella diagnosi e nella prevenzione delle demenze. Attraverso appositi test, i neuropsicologi riescono a determinare la tipologia ed il livello di gravità della patologia dementigena. Entrambe queste informazioni sono estremamente utili per poi pianificare gli interventi successivi.

Sono infatti sempre più diffusi studi scientifici che hanno come principale obiettivo creare dei training neuropsicologici (dei veri e propri allenamenti per la mente), atti a preservare le abilità cognitive residue del paziente demente, rallentando il decorso della malattia e permettendo di conservare più a lungo la propria indipendenza.

Inoltre, un numero sempre più grande di studi dimostra che l’arma migliore contro le demenze è la prevenzione. La prevenzione consiste, da un punto di vista neuroscientifico e psicologico, nel tenere allenato il nostro cervello con compiti diversificati, come continuare ad imparare cose nuove.

Inoltre, sono sempre più diffusi eventi organizzati da professionisti dove, attraverso attività di gruppo, si svolgono a training cognitivi e giochi per allenare il cervello.

Non si può però evitare di nominare altri fattori protettivi che possono diminuire il rischio di demenza (ma non solo): una dieta equilibrata, esercizio fisico regolare e un consumo moderato di alcool, contribuiscono ad avere un cervello e una mente più sana, come anche evitare di fumare e prendersi cura del proprio sistema cardiocircolatorio.

Un ulteriore aspetto curato dalla psicologia nel campo delle patologie dementigene, è la psicoeducazione: con questo termine si intende la diffusione di informazioni chiare e attendibili, che mirano a rendere consapevoli le persone delle caratteristiche proprie dei disturbi come l’Alzheimer.

Le conoscenze fornite attraverso questi interventi, porterà i pazienti e le persone a loro vicine a comportarsi in modo più adeguato, reagendo alle richieste che emergono nello svolgere questo compito in modo appropriato.

La psicoeducazione può anche aiutare a gestire la paura e l’incertezza per il futuro che la malattia porta con sé, puntando a migliorare la qualità della vita di tutti i soggetti coinvolti.

 

Il contributo per La Voce di Bolzano è della Dr.ssa Lisa Andreatta, specialista in tecniche psicologiche.

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Benessere e Salute

Conservanti: è possibile farne a meno?

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I conservanti ostacolano la crescita di batteri e altri microorganismi; essi vengono aggiunti agli alimenti per prolungare la loro durata di conservazione.

Ciò sembrerà pratico, eppure i consumatori stanno diventando sempre più scettici sull’impiego di conservanti.

Attualmente nell’UE è autorizzato l’utilizzo di 43 conservanti negli alimenti, ad alcuni di essi si attribuisce la causa di reazioni pseudo-allergiche, disturbi digestivi, mal di testa e altri sintomi.

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L’industria alimentare sostiene che l’aggiunta di sostanze conservanti sia necessaria e renda gli alimenti più sicuri.

Ma è possibile farne a meno?

Il settore del biologico dimostra che si può in gran parte rinunciare all’utilizzo di sostanze conservanti” spiega Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti.

“Per i prodotti biologici lavorati, l’impiego di conservanti è ridotto al minimo, e limitato a quelli alimenti che per ragioni tecnologiche lo richiedono”.

Determinati conservanti come l’acido citrico, l’estratto di rosmarino, il nitrato di potassio e l’anidride solforosa sono ammessi anche per i generi alimentari biologici, mentre sostanze come l’acido ascorbico, l’acido benzoico, l’acido propionico, l’ortofenilfenolo e la natamicina non lo sono.

Anche in casa si usano raramente conservanti, ma molto spesso ingredienti che esercitano questa funzione, come lo zucchero, il sale, l’aceto o l’alcol.

Chi fa la marmellata in casa utilizzando poco zucchero e nessun conservante, sa che la preparazione deve avvenire in condizioni di massima pulizia, e che la marmellata, una volta aperta, va consumata rapidamente per evitare che si propaghi la muffa.

Sollecitata dallo scetticismo dei consumatori, l’industria alimentare si sta impegnando nella ricerca di alternative.

Molto promettenti da questo punto di vista sono gli estratti vegetali come quello di rosmarino.

Anche alcuni metodi speciali di confezionamento, come per esempio ad alta pressione, potrebbero far sì che in futuro si possa rinunciare all’aggiunta dei conservanti.

 

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Benessere e Salute

Recovery, peer support e psicofarmaci: una riflessione sull’uso della cannabis terapeutica

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Cannabis, recovery, peer support e psicofarmaci: la serata del 25 ottobre alla Kolpinghaus di Bolzano ha rappresentato un’occasione speciale per affrontare il tema del disagio psicologico in modo completamente nuovo.

In Italia si è appena iniziato a parlare di queste nuove prospettive sebbene in altri paesi la pratica clinica abbia già prodotto dati interessanti. La ricerca indipendente in tale ambito conferma la bontà dell’approccio.

I relatori hanno raccontato della propria esperienza, ciascuno all’interno del proprio ambito di competenza, offrendo una visione a tutto campo di cosa significhi dare centralità alla persona (il paziente non è più passivo) e alla qualità della sua vita.

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Il recovery è un approccio al disagio emotivo che attiva le risorse psicologiche della persona sostenendola in un percorso di superamento del disagio emotivo. Il modello medico-biologico è abbandonato e, di conseguenza, il concetto di “guarigione clinica” perde di significato.

Il focus è posto sul miglioramento della qualità della vita attraverso la rielaborazione della propria situazione per creare un nuovo equilibrio psicologico e sociale. È la persona stessa che porta nella relazione terapeutica la propria idea di equilibrio, di qualità della vita, di socialità. In questo percorso dunque, il medico è strumento di supporto al proprio percorso.

I peer support sono quelle persone che hanno esperito un percorso similare con successo capaci di offrire le loro competenze in una relazione sociale con l’individuo. In questo percorso anche la terapia farmacologica viene modificata, è fondamentale che la contenzione chimica lasci il posto al sostegno terapeutico del farmaco.

In questa direzione, le esperienze terapeutiche consolidate oltre oceano, dimostrano come l’uso della Cannabis terapeutica si dimostri straordinariamente capace di facilitare la riduzione/sospensione/sostituzione delle terapie con psicofarmaci.

L’evento è stato organizzato da Cannabis Social Club Bolzano in collaborazione con Mad in Italy e con il sostegno della Ripartizione della Salute della Provincia Autonoma di Bolzano.

Tra i relatori il Dott. Marcello Maviglia – Psichiatra esperto in dipendenza da sostanze e promotore del Recovery in ambito socio terapeutico, autore di “New Paths to Recovery”, cofondatore di Mad in Italy (Roma, New Mexico), il Dott. Dan Monticelli – Esperto in gestione dell’organizzazione dei servizi sanitari in New Mexico e coautore di “New Paths in Recovery” (in collegamento live dagli USA), la Dott.ssa Laura Guerra – Biologa e farmacologa, curatrice della versione italiana de “La sospensione degli Psicofarmaci” di Peter R. Breggin, cofounder di Mad in Italy, Roberto Pittini – Medico, responsabile dell’ambulatorio di terapia del dolore di Merano e Filomena Nuzzo – attivista e portatrice della sua esperienza familiare.

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