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Alto Adige

Concluso il corso di aggiornamento tecnico-scientifico per i coordinatori CE.SE.M

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Ieri è stata l’ultima lezione del corso di aggiornamento Tecnico-Scientifico per i coordinatori CE.SE.M del Centro Nazionale Meteomont, svolto dal 13 al 17 maggio nella sede del Centro Addestramento Alpino di Selva Val Gardena (BZ) – Distaccamento di Auronzo di Cadore (BL). Organizzatore e direttore è il Tenenete Colonnello Vincenzo Romeo, con 35 anni d’esperienza nel settore e Capo del Centro Nazionale Meteomont del Comando Carabinieri Tutela Forestale e Parchi. Fondamentale il supporto logistico-operativo del Distaccamento Scuola di Auronzo di Cadore, comandato dal Tenente Giancarlo Caprini.

Un consuntivo nivologico nazionale sull’inverno 2023/2024 a cura del Servizio Meteomont Carabinieri, un’analisi approfondita sui cambiamenti climatici, la neve e le valanghe. Ha partecipato tutto il personale con qualifica di previsione valanghe, che, durante l’inverno ha coordinato, nei vari settori montani dell’arco alpino e della dorsale appenninica, l’attività di monitoraggio, previsione e informazione del pericolo valanghe nell’ambito del sistema nazionale e regionale di allertamento del rischio valanghe.

Oltre agli aggiornamenti tecnico-scientifici sulle modalità di rilevamento e valutazione del pericolo valanghe secondo gli standard internazionali, sono state presentate le prime analisi dei dati meteorologici e nivologici raccolti durante l’ultima stagione invernale, al fine di elaborare i bollettini di previsione del pericolo valanghe a supporto della valutazione e gestione dei relativi rischi, sia in aree antropizzate che in territorio aperto innevato frequentato da sportivi ed escursionisti.

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L’innevamento stagionale 2023/2024, sull’arco alpino ancora in corso, è stato caratterizzato da significative anomalie meteoclimatiche rispetto gli andamenti storici degli ultimi anni, di natura e di segnale decisamente differenti tra arco alpino e dorsale appenninica. In generale, sull’arco alpino, dopo un periodo invernale relativamente asciutto e caldo, che conferma i minimi storici nei mesi di dicembre-febbraio per l’innevamento, sono seguite in tardo inverno e primavera (marzo e aprile) abbondanti e ripetute nevicate che localmente, specie in alta quota e nei settori centro-occidentali, hanno superato non solo le medie storiche degli ultimi 30 anni, ma anche i valori massimi storici, così recuperando il timido avvio di stagione. L’innevamento avvenuto dopo ed in un periodo relativamente caldo (elevate le temperature massime medie ed assolute), con alternate correnti di aria umida fredda o calda, ha comportato una diffusa e continua destabilizzazione del manto nevoso ed una sua frequente variabilità spaziale e temporale, sia nelle dinamiche (situazioni e problemi valanghivi) che negli effetti (grado di pericolo).

In Appennino, sia per le temperature, specie per quelle massime, sia per l’innevamento, l’inverno non è mai iniziato: dal 20% al 90% la riduzione delle nevicate e delle altezze di neve al suolo registrata in numerose stazioni di rilevamento manuale lungo tutta la dorsale, rispetto alla media degli ultimi 30 anni.

I risultati di dettaglio delle analisi effettuate stazione per stazione, saranno pubblicati in appositi rendiconti meteonivologici che saranno consultabili, analogamente a quanto fatto per le stagioni precedenti, sul sito web tematico https;//meteomont.carabinieri.it.

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