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Alto Adige

Corte dei conti: illegale il referendum sui pesticidi di Malles. Chiesti 24mila euro al sindaco Veith

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Per la Corte dei conti il referendum sui pesticidi di Malles non andava attuato: per questo oggi si chiede al sindaco Ulrich Veith 24mila euro di risarcimento.

Al referendum, indetto cinque anni fa per il divieto di pesticidi nelle coltivazioni, aveva partecipato il 70 per cento della popolazione.

Le ordinanze emesse dal sindaco prevedevano il divieto ad usare pesticidi ad una certa distanza dalle case, con l’obiettivo di una graduale transizione verso un’agricoltura biologica.

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Secondo la Procura però, la consultazione popolare risulterebbe illegale.

Veith si difende asserendo che il comitato promotore costituito nel 2013 da 74 membri, ha raccolto le firme secondo la procedura e non avrebbe fatto mancare i requisiti legali per l’attuazione.

L’esposto alla Corte dei conti è stato presentato da un gruppo di agricoltori, presumibilmente appartenenti a quel Bauernbund che tanto aveva osteggiato il risultato del referendum vinto a stragrande maggioranza dai sostenitori della difesa dell’ambiente e della democrazia diretta.

Una richiesta di risarcimento che potrebbe ad oggi sembrare non utile, data la subitanea “decapitazione” da parte della Provincia di quanto allora sancito dalla volontà popolare del piccolo centro della val Venosta.

Nel 2016 infatti, su richiesta dei 44 agricoltori, il Tar aveva decapitato il referendum sospendendone immediatamente gli effetti.

Solo due settimane dopo l’attuazione si approvava inoltre, e in tutta fretta, la Lex Malles, che interpretava in senso restrittivo la competenza agli enti locali in materia ambientale.

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