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Ambiente Natura

Cosa fare se si incontra un orso, 5 regole dell’Ufficio caccia e pesca

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Per sua natura, l’orso tende a evitare il contatto con l’uomo.

Muoversi in gruppo nei boschi, facendo rumore con i bastoncini da escursione o con un campanellino appeso allo zaino, cantando o parlando ad alta voce, sono il modo migliore per evitare i contatti.

Odori di cibo, bevande, cosmetici e profumi di ogni genere invece possono attirarlo: alimenti, creme e dentifrici vanno conservate in luoghi “a prova di orso” (per esempio in casa o in macchina). In generale, se possibile è meglio fare escursioni a piedi e in bicicletta in gruppo. I gruppi più grandi (4 componenti o più) hanno meno probabilità di avere un incontro ravvicinato con l’orso.

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In caso di incontro ravvicinato, le cinque regole dell’Ufficio provinciale caccia e pescasu come comportarsi sono le seguenti:

1 – Se lo avvistate a distanza, evitate di avvicinarvi per fare foto, specialmente in presenza di cuccioli (se la madre percepisce un pericolo nei loro confronti potrebbe diventare aggressiva) e segnalate la presenza al Servizio forestale.

2 – Mantenete la calma, senza tentare di spaventarlo con urla o versi, lasciandogli una via di fuga. Non guardatelo negli occhi (potrebbe interpretarlo come una sfida).

3 – Non correte (l’orso raggiunge una velocità di 50 km/h) ma allontanatevi lentamente camminando all’indietro.

4 – Non gettategli del cibo o lo zaino per distrarlo: l’orso crederà di poter ottenere altro cibo e potrebbe diventare più confidente.

5 – Nel caso estremo in cui l’orso si avvicina minaccioso, gettatevi a terra restando immobili e fingendo di essere morti. Se attacca, cercate di colpirlo sul muso, copritevi il capo e il collo con mani o zaino.

Informazioni dettagliate sui comportamenti da adottare sono reperibili sul sito della Ripartizione agricoltura e foreste (http://www.provincia.bz.it/agricoltura-foreste/fauna-caccia-pesca/fauna/orso-bruno-alto-adige/incontro-orso.asp).

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Ambiente Natura

Cambiamenti climatici, sullo Stelvio campo glaciologico per studenti

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Dal 17 al 21 settembre si tiene il campo di glaciologia per studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori. Per i 22 studenti di lingua tedesca e italiana l’appuntamento è sul passo dello Stelvio.

L’iniziativa è organizzata congiuntamente dalle aree pedagogiche del Dipartimento istruzione e formazione tedesca e del Dipartimento istruzione e formazione italiana. Attraverso relazioni, escursioni e workshops gli studenti potranno raccogliere impressioni in varie discipline scientifiche, quali la geologia, la glaciologia, la climatologia, la zoologia e la botanica.

Venerdì 20 settembre Günther Geier dell’Ufficio idrografico provinciale parlerà di meteorologia e di come nasce il bollettino meteo. Condizioni climatiche permettendo giovedi, 19 settembre si svolgerà un’escursione guidata sul ghiacciaio sulla Cima di Solda.

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I referenti del campo sono Christian Aspmair (geologo e insegnante), Paolo Gabrielli (glaciologo alla Ohio State University), e Giuliano Bertagna (glaciologo e insegnante).

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Ambiente Natura

Gipeti allo Stelvio: nuovi esemplari, segnalare gli avvistamenti

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Grazie al progetto di reintroduzione del gipeto sulle Alpi, avvenuta oltre 30 anni fa, alla quale il Parco dello Stelvio aderì nel 2000, oggi è possibile ammirare il volo di questi rapaci anche nelle valli nell’area dello Stelvio.

Il rapace si era estinto nell’arco alpino attorno al 1930, ma da qualche tempo a questa parte ogni anno vi sono una o più nidiate. Nel 2019 due le schiuse registrate nel territorio altoatesino: una in val Martello e una in val di Trafoi.

Il nuovo gipeto nato in val Martello è stato denominato Altkaser Martell, mentre il piccolo gipeto nato in val di Trafoi ha ricevuto il nome di Fleck. Entrambi hanno spiccato il volo per la prima volta tra la fine di giugno e gli inizi di luglio e ora volano alti nel cielo. “Ammirare il volo dei gipeti in val Venosta è di nuovo possibile” fa presente l’assessora provinciale Maria Hochgruber Kuenzer, la quale sottolinea che “la reintroduzione del gipeto costituisce un valore aggiunto per il territorio. Quale figura di richiamo può contribuire a rafforzare l’identificazione della popolazione con il parco dello Stelvio e di conseguenza la vocazione del parco stesso”.

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Habitat ideale nel Parco dello Stelvio

Il primo gipeto “made in Südtirol”, a circa 100 anni dall’ultima schiusa, è venuto alla luce il 20 luglio 2015 e, sino al 2018, sono state registrate 5 nidiate. “Il successo delle nascite in natura del gipeto testimoniano che questi rapaci trovano un habitat naturale favorevole nell’area del Parco nazionale dello Stelvio, sia per quanto riguarda il volo, sia per quanto riguarda le condizioni climatiche, e una buona disponibilità di cibo”, fa presente Hanspeter Gunsch, direttore dell’Ufficio del Parco nazionale dello Stelvio”.

Segnalare gli avvistamenti di gipeti

Il Parco dello Stelvio offre visite guidate speciali per ammirare i giovani uccelli da distanza sicura e invita gli escursionisti a segnalare eventuali incontri inviando una mail a martell.martello@stelviopark.it. In questo modo, dunque, è possibile mappare la popolazione di gipeti, offrendo il proprio contributo dal punto di vista scientifico.

Nelle segnalazioni è importante indicare data e luogo dell’avvistamento (eventualmente con dati GPS), per le fotografie sono consigliabili le riprese dal basso per poter conoscere maggiori dettagli sui gipeti in volo. Le foto vengono utilizzate esclusivamente a scopi scientifici e con l’indicazione dell’autore.

Il gipeto è fra i rapaci più grandi in Europa

Il gipeto è un uccello rapace con un’apertura alare che può raggiungere i 3 metri, una lunghezza superiore al metro e un peso che varia tra i 5 e i 7 chilogrammi. È uno dei più grandi rapaci in Europa e si nutre principalmente di carcasse di animali morti, in particolare delle ossa e del midollo osseo. I giovani hanno un piumaggio completamente scuro, tranne le penne del dorso che possono presentare apici biancastri di varia lunghezza. Essi assumono l’abito adulto verso i 6–7 anni di età. Da adulti hanno testa e ventre bianchi, e dorso e ali scuri.

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Ambiente Natura

Lago di Braies: angolo di paradiso nel cuore delle Dolomiti. Ma l’overtourism preoccupa

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Il problema della notorietà è uno solo e molto semplice: quando si attira l’attenzione su un luogo, le persone vogliono improvvisamente trovare un modo per “farne parte”. 

Questo è sicuramente il caso dello splendido Lago di Braies, una perla incantevole dell’Alto Adige, un incantevole lago smeraldino che catapulta i turisti in un vero angolo di Eden sulla Terra.

Già noto ai più proprio per la sua rara bellezza, dopo la messa in onda della fiction televisiva “Un passo dal cielo”, questo piccolo pezzo di paradiso è stato letteralmente preso d’assalto da turisti e curiosi che erano rimasti folgorati dalla sua bellezza.

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L’overtourism, però, ha fatto preoccupare non poco le autorità altoatesine che, dal 10 luglio al 10 settembre 2019 hanno imposto il numero chiuso di mezzi privati che lo possono raggiungere dalle ore 10:00 alle 15:00, fatta eccezione per coloro che prenotano in uno dei ristoranti o che alloggiano nelle strutture della zona e che quindi hanno diritto a un permesso speciale per raggiungere il locale.

Una scelta che ha lasciato un certo malcontento, ma che purtroppo si è rivelata necessaria per salvaguardare questa meravigliosa località dal troppo inquinamento. La strada per raggiungere il lago è percorribile sia in bici sia tramite mezzi pubblici: anche per i più pigri, quindi, è comunque possibile raggiungere le splendide rive di questo lago tanto caro ai turisti.

E se da un lato i visitatori non hanno rinunciato a fare polemica, gli altoatesini hanno finalmente potuto tirare un sospiro di sollievo per la quiete che, in parte, è stata ritrovata.

Nonostante questo, l’affluenza al lago è stata notevole e non sono mancate le visite di personaggi famosi. Tra questi spicca Emilia Clarke, la Daenerys Targaryen de “Il Trono Spade” che ha postato sul suo profilo instagram alcune foto davanti alle splendide rive cristalline di questo specchio d’acqua.

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