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Ambiente Natura

Cuccioli di capriolo, solo apparentemente abbandonati: “Non vanno toccati e disturbati”

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Cosa fare con i cuccioli di capriolo apparentemente abbandonati? Negli ultimi giorni molti cittadini preoccupati si sono posti questa domanda segnalando la presenza di piccoli di capriolo abbandonati dalla loro madre.

Non c’è motivo di preoccupazione – avverte il direttore dell’Ufficio caccia e pesca, Luigi Spagnolli – può capitare che la madre “parcheggi” il cucciolo in mezzo all’erba, nel bosco o nelle fasce alberate e che non resti costantemente accanto alla prole. È sufficiente infatti recarsi dal proprio piccolo a intervalli regolari per allattarlo“.

Questi cuccioli in apparenza indifesi non hanno dunque bisogno dell’aiuto dell’uomo, e proprio per questo motivo gli esperti della Ripartizione foreste lanciano un appello: “Chi avvista un piccolo di capriolo non dovrebbe avvicinarsi all’animale e soprattutto non dovrebbe toccarlo. Quando l’ambiente circostante sarà tranquillo la madre tornerà dal suo piccolo“.

I piccoli di capriolo non emettono odori, e questo a protezione di eventuali predatoriche cercano le loro prede guidati dall’olfatto.

Si tratta di un meccanismo di difesa di questi animali – conclude Spagnolli – così come lo sono il mantello maculato, che consente una buona mimetizzazione, e l’istinto di accovacciarsi immobili sul terreno, per non far notare la propria presenza“.

 

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Plastica usa e getta e consumi: aumenta la sensibilità degli italiani?

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Negli ultimi anni le azioni di sensibilizzazione e riduzione relative al tema della plastica e più in generale di tutti i prodotti e gli imballaggi usa e getta sono in continuo aumento, e la GDO ricopre un ruolo di primaria importanza. 

Tiendeo.it, proprio in virtù della sua essenza ecologica come aggregatore di volantini digitali, ha svolto una ricerca mirata a conoscere l’atteggiamento dei consumatori rispetto alle abitudini d’acquisto plastic free e la loro evoluzione nell’ultimo anno.

Retailer e consumatori prendono posizione a favore della sostenibilità

Dall’eliminazione in tempi record delle borse della spesa in plastica, compresa quella più recente che include i sacchetti di frutta e verdura, fino all’ultima decisione che vede buona parte dei gruppi di supermercati rifiutarsi di vendere piatti e bicchieri di plastica nei propri negozi, la GDO sembra intenzionata a passare all’azione e non limitarsi alle parole. A prendere posizione sono tra i retailer ci sono Lidl e Coop, che hanno deciso di eliminare dai propri scaffali posate e piatti che non siano compostabili. 

Gli utenti di Tiendeo confermano questa tendenza che si riflette nelle politiche green del Grande Consumo, con un numero di ricerche nell’ultimo anno per forchette, piatti e bicchieri in plastica sempre più esiguo, mostrando come le scelte dei grandi gruppi trovino corrispondenza negli interessi dei consumatori.

Oltre a questa scelta, sono da sottolineare i vari accordi per l’eliminazione di imballaggi in plastica e a favore di un utilizzo sempre più massivo di plastica riciclata. Ma non solo. Lo spirito ecologista si riflette anche nell’aumento del consumo di prodotti bio del +6,4%, conseguente a un ampliamento dell’offerta del +9% rispetto allo scorso anno, come rivelato dall’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy.

Le ricerche di acqua e bibite in confezioni di plastica crollano del 57%

Dall’analisi dei dati relativi all’ultimo anno, le ricerche di acqua e bibite in confezioni di plastica su Tiendeo.it sono precipitate del 57%. 

Una percentuale che fa riflettere riguardo ai comportamenti dei consumatori, che da sempre hanno considerato un incentivo all’acquisto gli sconti su acqua e bevande, con l’obiettivo di fare scorte mensili. 

Gli italiani stanno rivolgendo il proprio sguardo a metodi alternativi alle bottiglie di plastica, soprattutto per quanto riguarda il consumo dell’acqua, con l’installazione di sistemi di depurazione oppure bevendo direttamente l’acqua del rubinetto, come promosso dallo Stato e dai comuni che vantano un’ottima qualità dell’acqua e controlli puntuali volti a garantirne la composizione.

Basta con le salviettine umide

Un’altra grande fonte di inquinamento proveniente dal mondo dei prodotti monouso sono le salviettine umide. Nella loro versione struccante e per l’igiene intima, si tratta di un bene di consumo volto a semplificare in molte occasioni il quotidiano, ma che è andato a sostituire forme meno inquinanti di pulizia della persona in nome della praticità. 

Gli italiani sembrano rendersi conto dello stato in cui verte il pianeta, e per questo stanno iniziando ad attuare modifiche nelle proprie abitudini di tutti i giorni, recuperando pratiche messe da parte abbagliati da messaggi che inneggiano a ideali di comodità e rapidità.

A dimostrazione di questa teoria è il dato emerso dall’analisi delle ricerche dell’ultimo anno da parte degli utenti, che vedono le salviettine umide in caduta libera con un -93% rispetto all’anno precedente.

Un piccolo gesto in più verso la cura del nostro pianeta.

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Cronache dal Mar Plastico: conferenza al Museo di scienze il 22 ottobre

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Prima o poi tutti i rifiuti lasciati nell’ambiente arrivano al mare. Ma cosa succede esattamente? E quanta plastica c’è nel Mediterraneo?

È ormai noto che negli oceani si siano formati, a causa dell’inquinamento, dei giganteschi vortici composti quasi esclusivamente di plastica – il più grande è il Pacific Trash Vortex. Qualsiasi rifiuto lasciato nell’ambiente, infatti, prima o poi arriverà al mare, dove si accumula, si trasforma, a volte si sposta. Ma cosa succede esattamente? E quanta plastica c’è attualmente nel nostro Mare Mediterraneo?

Ne parlerà Paolo Degiovanni, biologo e educatore ambientale, in una conferenza in programma martedì 22 ottobre, alle ore 18, al Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige a Bolzano. Il significativo titolo è “Cronache dal Mar Plastico”.

Ingresso libero.

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Lago di Fié, interventi per il ripristino dello stato naturale

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Lo stato delle acque e del fondale del Lago di Fié negli ultimi anni è peggiorato, tanto che il colore dello specchio lacustre presenta acque torbide dalla tonalità verde-marrone e mette a rischio la balneazione.

Con una serie di misure si punta ora al ripristino dello stato naturale del lago.

La realizzazione del progetto avviene congiuntamente con la collaborazione del Laboratorio biologico, degli Uffici parchi naturali e caccia e pesca della Provincia, dell’autorità forestale e dell’Agenzia per la protezione civile, nonché del Comune di Fié allo Sciliar.

Le misure sono necessarie per ripristinare lo stato delle acque, non più invitanti, del lago, ormai quasi privo di piante acquatiche”, afferma l’assessore provinciale all’ambiente Giuliano Vettorato.

Meno flora acquatica, più batteri

Meta amata quale zona di relax nell’ambito del parco naturale Sciliar-Catinaccio, il Lago di Fié da qualche tempo è abitato anche da una specie estranea, la carpa erbivora.

Questa specie ittica, di provenienza asiatica, immessa da ignoti nel lago, ha completamente mangiato la flora acquatica e ne impedisce la ricrescita“, fa presente Alberta Stenico, direttrice del Laboratorio, che specifica come “in assenza di piante acquatiche i nutrienti permangono nell’acqua, invece che essere assorbiti dalle piante, e forniscono alimento per piccole alghe e batteri, quali i cianobatteri“.

Durante le estati 2018 e 2019 si è verificata, così, un’elevata concentrazione di questi batteri.

Misure per il ripristino

Per favorire il ripristino dello stato ecologico naturale del Lago di Fié si è già provveduto a creare durante l’intero arco dell’anno un apporto accessorio di 3 litri d’acqua al secondo grazie alla creazione di un affluente artificiale.

Inoltre, è stata disposta la mappatura del fondale che costituisce la base per le misure da attuare nel corso del 2019.

Da un lato sarà effettuato l’asporto dal lago degli esemplari della specie ittica estranea, ovvero le carpe erbivore.

In seguito nel corso degli anni successivi si provvederà a legare le sostanze nutrienti disponibili per la flora acquatica nell’acqua e nei sedimenti.

Infine, nello specchio lacustre saranno reimpiantate piante acquatiche in grado di assorbire i nutrienti.

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