Mamma&Donna
Dal virtuale al reale: l’universo mamma raccontato da “Mamme di…”
In un’epoca in cui tanti, troppi, danno più importanza al mondo virtuale che a quello reale, c’è chi va controcorrente; e lo fa partendo da un successo virtuale fatto di oltre seimila followers, che a un certo punto hanno chiesto a gran voce di potersi guardare negli occhi.
Stiamo parlando di Luana di Maio e Romina Luppi, fino a un paio di anni fa due mamme bolzanine come tante, che come tutte si barcamenavano tra tutti i problemi quotidiani che comporta essere una mamma e oggi le corteggiatissime amministratrici del gruppo Facebook Mamme di Bolzano e dintorni.
Noi della Voce le abbiamo incontrate nella sede – reale – che da qualche mese a questa parte occupano in via Milano a Bolzano, in quello che è forse il quartiere del capoluogo che più vive le problematiche dell’essere una famiglia, Don Bosco, ma anche lo stesso che conta più partecipazione a ogni proposta e iniziativa.
Una sede che Romina e Luana hanno guadagnato grazie a collaborazioni importanti come quella con UISP e CLS – Consorzio Lavoratori Studenti, che alle mamme iscritte al gruppo offrono corsi e servizi a prezzi agevolati.
Ma questo è solo uno dei motivi che spingono le mamme a far parte di questo gruppo, e non certo il principale.
Un gruppo aperto quasi per gioco un paio di anni fa, e nato dall’esigenza delle creatrici di trovare nelle altre mamme risposte ad alcune domande e dubbi, ma soprattutto sostegno e conforto da chi passa le stesse situazioni e problematiche.
Oggi le 6000 mamme che seguono i dibattiti online, hanno la possibilità di incontrarsi fisicamente tra loro presso la sede, organizzare pizzate e partecipare a corsi utili come quello di disostruzione delle vie aeree.

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“Le mamme usano il gruppo come punto di riferimento per problematiche tra le più svariate” ammette Romina Luppi, che si occupa di smistare i post; ma quali sono le problematiche che le mamme sentono di più e di cui, quindi, chiedono di più?
“La sicurezza per strada e nei parchi” continua Romina; si sono verificati ultimamente fatti piuttosto gravi nei confronti di bambini e ragazzi nei quartieri della città; si va da episodi di bullismo a aggressioni vere e proprie, segnalate e denunciate dalle mamme anche attraverso il gruppo.
E ancora, consigli sulla salute dei bambini, sulle esperienze a scuola, sullo sport, segno che – sempre più spesso – si preferisce affidarsi al confronto fra esperienze simili che rivolgersi agli esperti.
Una realtà, quella del gruppo “Mamme di”, che rappresenta un vero esperimento sociale:
venuta infatti sempre meno negli anni la rete sociale di conoscenze e affetti che un tempo avvolgeva la mamma e il nucleo familiare – rete fatta di nonne, vicini di casa, figli più grandi, donne quasi sempre casalinghe, suocere e zie – la necessità di confrontarsi con chi non conosciamo ma passa le nostre stesse esperienze diventa l’antidoto alla solitudine, alla paura di sentirsi inadeguate, di non poter affrontare tutto, in una società che vuole le donne perfette manager, mogli e madri, ma che non offre loro gli strumenti adeguati per far fronte a tanti ruoli contemporaneamente senza sentirsi sopraffatte.
Si può dire che Romina e Luana siano riuscite a trasformare l’anonimato della rete in una vera agorà, seppur virtuale, dove chi si incontra riesce realmente ad arricchirsi reciprocamente e, qualche volta, anche a smuovere istituzioni troppo spesso sorde alle esigenze di quelle che, però, sono il motore della società cioè le famiglie e le donne.
Un progetto che comunque prevede di ampliarsi ancora e di oltrepassare i confini dell’Alto Adige, facendo da esempio per altre realtà simili in altre città d’Italia.
A breve, le esperienze e i quesiti delle nostre mamme diventeranno anche argomento per dei video-dibattiti in onda proprio sulla nostra pagina online, con il titolo “Parliamo di”.
Ogni volta un tema diverso e un esperto in materia, che cercherà di dare una risposta ai dubbi delle mamme presenti.

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