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Bolzano

Doppia contabilità e comande cancellate dai palmari: nascosti nove milioni al Fisco

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Hanno nascosto al Fisco circa nove milioni di euro di ricavi, attraverso una contabilità parallela e un sistema studiato per cancellare gli ordini registrati nei ristoranti.

Questa la sintesi di quanto saltato alla luce da un’indagine della Guardia di finanza di Bolzano, che ha segnalato alla Procura sette persone e cinque società, tutte riconducibili allo stesso gruppo imprenditoriale attivo nella ristorazione in Alto Adige.

L’inchiesta, condotta dai militari della Compagnia di Merano, ha riguardato oltre una decina tra ristoranti e baite. Gli investigatori dello stesso corpo, riferiscono che il gruppo avrebbe utilizzato una “doppia contabilità” per ridurre artificialmente il volume d’affari dichiarato al Fisco.

Analizzando i documenti cartacei e i file informatici, gli investigatori spiegano d’essere riusciti ad individuare il meccanismo. Una volta raccolte le ordinazioni con i palmari e servito i clienti, gli addetti avrebbero cancellato gli ordini dal sistema gestionale, impedendone così la registrazione fiscale.

In questo modo, sempre secondo l’ipotesi investigativa, gli incassi effettivi risultavano notevolmente inferiori rispetto alla realtà. Le verifiche sono quindi state allargate anche ai crediti d’imposta richiesti per la formazione del personale. Al proposito, gli investigatori contestano al gruppo d’aver dichiarato corsi mai svolti, ottenendo così crediti fiscali per circa 350 mila euro.

“Questa non è un’attività dell’ultimo minuto, la stavamo portando avanti ancora dall’anno scorso nell’ambito delle attività in corso di svolgimento. Diciamo che questo è un caso particolare e per adesso l’unico in zona, che però coinvolge più società tutte riconducibili agli stessi gestori di quest’attività” spiega Arianna Olivieri, capitano della caserma di Merano.

“Ad insospettirci è stata soprattutto la natura delle attività formative, vale a dire corsi d’informatica avanzata e transizione digitale destinati, almeno sulla carta, a cuochi, camerieri e lavapiatti – rammenta –. Ma vien da sé pensare che questo personale abbia poco a che vedere con la transizione digitale.”

Dunque, sulla base di quanto raccolto finora, chi è coinvolto a vario titolo nella gestione delle società, è stato segnalato. Il reato è molto semplice: emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e una non dovuta percezione di erogazioni pubbliche.

A ciò è stata aggiunta anche la contestazione della responsabilità amministrativa a cinque società. Al momento, però, si apprende che l’indagine è ancora nella fase preliminare.

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