Fisco e condominio
Ecoprestito: gli aiuti economici pubblici ai cittadini che investono sulla propria casa
Dalle indiscrezioni trapelate dalla commissione industria del senato, sembrerebbe che per il 2019 i contribuenti che vorranno fare degli interventi di ristrutturazione o riqualificazione energetica sulla propria abitazione potranno utilizzare il così detto “ecoprestito”.
Si tratterebbe di una forma di prestito dove un soggetto pubblico, come la cassa depositi e prestiti, darebbe ai cittadini a tasso agevolato parte delle risorse necessarie per fare le opere.
La misura è stata studiata per fare in modo che l’apporto economico dei contribuenti sia ridotto e quindi per incentivare gli interventi sui fabbricati esistenti.
Il governo potrebbe intervenire anche sulla cessione del credito, attualmente soggetta a varie limitazioni.
L’intervento sarebbe rivolto proprio alla rimozione di queste limitazioni per rendere il meccanismo più efficace.
La cessione del credito attualmente consiste nella possibilità, per i condòmini, di cedere il credito corrispondente alla detrazione (pari, rispettivamente, al 70 o al 75% delle spese sostenute) ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con facoltà di successiva cessione del credito.
I contribuenti che ricadono nella c.d. no tax area possono cedere il credito anche alle banche e agli intermediari finanziari.
Per quanto riguarda le detrazioni per interventi sui fabbricati esistenti, e cioè il bonus sulle ristrutturazioni, il bonus mobili, l’ecobonus e il sisma bonus, dalle indiscrezioni trapelate, rimarranno in vigore fino al 31 dicembre 2021.
Una politica rivolta al miglioramento abitativo-strutturale-energetico dei fabbricati esistenti in Italia è necessaria.
Infatti, per quanto riguarda gli interventi di miglioramento energetico, la relazione annuale sull’efficienza energetica del Ministero dello sviluppo economico dell’aprile 2018 evidenzia che nel 2016, i consumi di energia sono diminuiti del 1,1%,ma ancora molto c’è da fare, visto che il settore civile assorbe una percentuale molto alta, oltre il 40% dei consumi, con quasi il 30% per la residenza.
Lo studio dell’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) del 2018 evidenzia che il connubio interventi di riqualificazione energetica e detrazione fiscale sta dando buoni risultati, sia per l’entità che per il tipo di intervento.
Altro aspetto importante in Italia è l’alto rischio sismico.
Per incentivare i cittadini ad effettuare interventi antisismici sul proprio fabbricato dal I° gennaio 2018 è entrato in vigore il sisma bonus, cioè una agevolazione che consente una detrazione fiscale irpef di una percentuale delle spese sostenute.
La percentuale varia, sulla base del tipo di intervento effettuato, dal 50% al 70 o 80%, dal 75 al 85%, per gli edifici ricadenti in zona a rischio sismico 1,2 e 3.
La mappa del rischio sismico in Italia dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv)
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