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Fake News & Co: come ci raccontano una realtà che non c’è

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Negli ultimi anni vi è stato un forte incremento della diffusione di false notizie: sono le cosiddette “fake news” e “bufale”. Chi di noi non ci è mai incappato?

Notizie sensazionali, miracolose, intriganti, allarmanti, speranzose, di gossip, etc, ma… false!!

Se ci siamo cascati, non biasimiamoci!

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I titoloni che troviamo mirano a stimolare la curiosità, rendendo quasi incontrollabile la voglia di cliccare.

Alcuni argomenti ci coinvolgono più di altri, fanno presa sulla “pancia”, sulle nostre paure e sentimenti. Gli “sparabufale” conoscono bene questi nostri punti deboli e li sfruttano, per scopi di vario tipo. Generalmente, davanti a notizie “ufficiali”, tendiamo a fidarci.

Non vi è una natura sospettosa e non ci si aspetta una menzogna: il vantaggio del bugiardo consiste proprio in questo. In molti casi, inoltre, siamo gratificati da quello che ci viene detto, anche se non corrisponde alla verità.

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Esistono molti modi di fare falsa informazione, ad esempio attraverso un contenuto ingannevole, manipolato o addirittura completamente inventato e falso, foto ritoccate.

Più è veloce il mezzo, più è veloce la diffusione di false notizie nell’opinione pubblica.

Internet è ormai entrato a far parte della nostra quotidianità, influenzando anche le nostre credenze.

In Italia si diffonde nei primi anni Novanta, ma il fenomeno delle fake news ha raggiunto livelli allarmanti solo negli ultimi anni.

La popolarità dei social networks permette di raggiungere il più alto numero di persone possibile; perfetto per chi vuole diffondere false notizie. Non a caso, Facebook è il maggior diffusore di fake news.

“Bufala” o “fake news”?

Spesso vengono usate come sinonimi, ma studiosi ed esperti rintracciano differenze nell’intenzionalità della creazione della notizia.

Una “bufala” è infatti considerata una notizia creata ad arte, che presenta deliberatamente per reale qualcosa di falso o artefatto; ideata cioè deliberatamente per creare scompiglio e recare danni di immagine, reputazionali ed economici (a persone, gruppi sociali, organizzazioni, aziende o Paesi).

In alcuni casi si può addirittura prefigurare il reato di truffa.

Le “fake news” possono semplicemente essere un errore giornalistico o una distorsione dell’informazione a partire da una fonte primaria per giungere a fonti secondarie.

Infatti, lo scopo delle fake news è diffondere false notizie e ingannare, condizionando e orientando idee e comportamenti dell’opinione pubblica.

Perchè ci crediamo?

In psicologia, è noto che siamo naturalmente portati a credere a quasi tutto, perché in fondo la maggior parte delle informazioni che leggiamo o ascoltiamo sono vere.

Diversi studi lo confermano: generalmente elaboriamo ogni informazione che proviene dall’esterno come se fosse reale, e solo con uno sforzo cognitivo ulteriore la classifichiamo eventualmente come falsa.

Recenti studi confermano che ciò avviene anche quando si tratta di bufale o fake news.

Il nostro cervello non utilizza sempre tutte le informazioni in suo possesso per distinguere la verità da una menzogna.

Non siamo quindi preparati e predisposti per riconoscere al volo le bufale.

Combattere le fake news e la loro diffusione richiede un grande sforzo mentale, perché significa cambiare dei processi cognitivi innati.

Lo spirito critico, da solo, non basta: occorre affidarsi ad esperti che possano garantire la qualità e la bontà delle informazioni che leggiamo. Soprattutto sui social network e “in rete”.

Se ci sono informazioni che sono discordanti con le nostre convinzioni, la prima reazione è di rifiutarle o, comunque, ritenerle meno credibili.

Non sono i fatti che modificano o stabilizzano le mie opinioni, ma sono le nostre opinioni preconcette a determinare in noi se quel fatto è più o meno vero.

Ecco perché le fake news attecchiscono con tanta facilità. Sono pericolose?

Assolutamente SI. Sul web non c’è nessuna autorità che, in qualche modo, renda tracciabile e verifichi la notizia: tutto è lasciato alla responsabilità degli utenti.

Le fake news sono pericolose perché, in modo strumentale, cambiano la percezione della realtà e influenzano le opinioni delle persone.

Come riconoscerle?

In realtà bastano semplici accorgimenti, come ad es: andare oltre il titolo; controllare la fonte che ha pubblicato la notizia; controllate data e ora di pubblicazione; chi è l’autore?; controllare i link e le fonti utilizzate; attenzione a citazioni e foto discutibili; attenti ai pregiudizi di conferma; verificare se la notizia è stata riportata da altre testate; prima di condividere, pensa; controllare anche la grammatica.

Interessante notare che questi consigli vengono forniti anche da autorevoli fonti giornalistiche internazionali.

Per concludere due consigli basilari: non credere a tutto quello che appare sullo schermo del vostro pc, tablet o smartphone solo perché esiste un link che lo dice!

Ponetevi sempre domande. Non limitatevi a leggere i titoli delle notizie ma cercate di conoscere la verità.

 

L’articolo è un contributo per La Voce di Bolzano della psicologa e psicoterapeuta Martina Valentini sul tema bufale e fake news trattato nel corso della conferenza: Fake news – Come proteggerci dalle false notizie in rete ,che si è tenuta giovedì 8 novembre 2018 presso la sede dell’UPAD a Bolzano.

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