Politica
Fase 2, M5S: “Svp in crisi evidente. Necessaria la mediazione senza strappi e minacce”
La minaccia rabbiosa ed inaspettata della SVP arriva a tarda sera: o verranno accolte le richieste locali, oppure finisce qualsiasi collaborazione futura con Roma.
“Una minaccia inaccettabile nei toni e nei modi, indice di una crisi profonda che attraversa quel partito. Una crisi di consenso, ma anche di valori – commenta il consigliere provinciale M5S Diego Nicolini – . Il consenso per l’SVP è ai minimi storici e ora si cerca di riparare agli scandali delle ultime settimane, come quello dell’inutile scaldacollo in odore di nepotismo o quello ancor più grave delle mascherine ottenute tramite incarichi diretti ad imprenditori amici, o quello delle perizie cancellate. Il termometro del consenso per la SVP segnava caduta libera, per cui fare la voce grossa, superare nei toni i partiti tedeschi avversari sembra la soluzione più spiccia”.
“Ma è anche una crisi di valori – continua Nicolioni – . Il benessere fin qui ottenuto è stato faticosamente conquistato attraverso il dialogo e la mediazione con il Governo ed è chiaro a ogni altoatesino e sudtirolese di buona volontà che è questa che deve essere la strada, quella della mediazione, non quella dello scontro“.
Minacciare di buttare tutto all’aria in uno scontro frontale, nel mezzo di un’emergenza sanitaria non ancora alle spalle per i pentastellati altoatesini non è una scelta saggia. Tanto più che il governatore aveva inoltrato a Roma la richiesta per annullare l’Accordo di Milano e abbonare un paio di miliardi di euro che spetterebbero allo Stato, allo scopo di ottenere una transazione più favorevole.
“Ci sono poi ancora due aspetti. Il primo è che queste scelte, formalmente della SVP, ma sostanzialmente della giunta provinciale, visto che arrivano dal governatore e da un assessore, relegano ancora una volta l’alleato leghista, che dovrebbe rappresentare la minoranza italiana, a semplice spettatore ininfluente.
La seconda è la bizzarra minaccia di Achammer che toglierà la fiducia al governo nazionale, quando non ci risulta la SVP essere all’interno del Governo nazionale.
Infine, c’è l’aspetto sostanziale. Diciamolo chiaramente: qui la fase 2 è già iniziata da diversi giorni e siamo già molto avanti rispetto a quello che saranno le aperture nel resto d’Italia dal 4 maggio. Il Governo ha lasciato correre, nel nome del pragmatismo – la situazione epidemiologica varia da regione a regione e alcune regioni sono messe molto peggio della nostra – ma va preservato il senso delle istituzioni e riconosciuta la nostra Repubblica.
Non ultimo sembra il fatto che si voglia fare una legge, ma si ignorano i tempi istituzionali necessari ad approvarla, che sono molto più lunghi di una settimana. Vogliono bypassare le commissioni? Vogliono portare la legge direttamente in aula il 5 maggio forzando il Presidente ad inserirlo nell’ordine dei lavori? Sembra che vengano ignorate le regole democratiche“.
“Ulteriori aperture dopo il 4 maggio sarebbero state tollerate, visto che qui siamo epidemiologicamente più avanti, ma dobbiamo essere consapevoli che sostanzialmente queste potrebbero causare la perdita di alcune (speriamo poche) vite rispetto ad una chiusura più rigida. Ed allora o seguiamo Kompatscher ed apriamo tutto, anche le scuole, visto che perderemo solo alcuni pensionati, senza compromettere il nostro benessere, o cerchiamo di mediare con il Governo nazionale senza strappi e minacce“, conclude Nicolini.
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