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Foibe, fuoco e fiamme in consiglio comunale. “Eventi revisionisti finanziati dal Comune per accontentare l’ANPI”

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Sono volate saette ieri sera in consiglio comunale tra il coordinatore di CasaPound Andrea Bonazza e alcuni mebri dell’assemblea sulla questione foibe.

Una diatriba scoppiata in relazione all’intervento del consigliere Benussi sulla personale tragedia che colpì la sua famiglia, costretta all’esilio dall’Istria durante gli anni della tragedia dell’esodo giuliano dalmata che portò migliaia di italiani fuori dalla propria terra: secondo più di qualcuno, risatine irrispettose da parte di sinistra e Verdi sarebbero riecheggiate nella sala.

Nel video allegato a questo articolo, un furioso Bonazza tuona contro il piglio revisionista dell’amministrazione cittadina, che a quanto pare avrebbe finanziato un convegno gestito da Anpi e Centro per la Pace dove l’argomento foibe verrebbe “insultato nella sua memoria storica”.

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Scrive Bonazza:

Dopo aver assistito alle risate di sinistra e Verdi mentre il consigliere Benussi raccontava commosso della tragedia delle foibe che colpì anche la sua famiglia costretta all’esilio dall’Istria, non sono riuscito a trattenere la rabbia verso chi continua a predicare “pace e amore” insultando la memoria di migliaia di “scomodi” italiani massacrati sul confine orientale dai partigiani comunisti di Tito.

La tragedia delle foibe dovrebbe unire politica e società civile anziché dividere ma, ancora una volta, il Comune di Bolzano si è reso complice e finanziatore di eventi revisionisti e negazionisti guidati da ANPI e Centro per la Pace.

Già a dicembre avevo lanciato un duro ammonimento alla giunta comunale sul programma 2020 del Centro per la Pace che avrebbe finanziato e portato a Bolzano Carola Rackete, tutt’ora sotto processo contro lo Stato italiano per aver speronato una motovedetta delle Forze dell’Ordine con una nave Ong, e per l’organizzazione di una conferenza dal sapore revisionista sulle foibe al Centro Trevi.

Una conferenza revisionista in cui si mettono in dubbio responsabilità e numeri delle vittime è stato il risultato di anni di lotte in commissione cultura in cui ho insistito per celebrare degnamente la Giornata del Ricordo del 10 febbraio. Così come una nostra mozione, deliberata e mai attuata, nella quale richiedevamo l’intitolazione di una via o una piazza ai martiri delle foibe.

Oggi, a fine legislatura, nulla è stato fatto se non far entrare i nuovi partigiani dell’ANPI nell’organizzazione degli eventi che vedono le loro bandiere sporche di quel sangue italiano che dopo 70 anni ancora non trova pace né giustizia“.

Risposta piccata da parte dell’assessora Marialaura Lorenzini che sul suo profilo Facebook dà addirittura del ‘fascista in Comune’ al coordinatore regionale delle tartarughe frecciate.

Attacco a Sindaco, Anpi e a Margheri e soprattutto ai partigiani chiamati mxxxe di partigiani“, scrive tra le altre cose Lorenzini.

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