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Alto Adige

Fortezza stazione dell’anno 2019

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Sabato scorso il premio “Stazione ferroviaria dell’anno” è stato consegnato nel corso di una cerimonia a Fortezza.

Stazione dell’anno è un’iniziativa promossa dall’associazione “Amici della ferrovia” con il sostegno della Ripartizione mobilità della Provincia e del Consorzio dei Comuni.

L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza delle stazioni ferroviarie, valorizzarle ulteriormente e conferire loro lo status che meritano“, ha sottolineato il vicepresidente dell’associazione e presidente della giuria Arthur Scheidle in occasione della cerimonia di premiazione.

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Una stazione ferroviaria è molto più di una semplice infrastruttura o di un semplice edificio funzionale: le stazioni sono da intendere quali accessi al trasporto pubblico locale e biglietti di visita di una località. Molte stazioni hanno un’atmosfera particolare: atri, binari e treni raccontano storie di arrivo e di viaggio.

Ma ci sono delle differenze. Grandi stazioni e piccole, nostalgiche e moderne, confortevoli e poco pratiche. Il comune denominatore di queste stazioni speciali è la buona cooperazione tra i responsabili.

Dopo tutti i lavori di restauro, la nostra stazione è diventata un vero capolavoro“, ha dichiarato fiero il sindaco Thomas Klapfer, che ha ringraziato RFI, STA e BBTSE per il loro contributo al successo del progetto.

La stazione di Fortezza non è solo un importante nodo di transito in Alto Adige, ma anche un luogo d’incontro.

Il sindaco ha concluso il suo discorso con l’annuncio del progetto di due binari aggiuntivi sulla linea ad alta velocità. Si tratta di una stazione aggiuntiva, che sarà collegata alla stazione esistente tramite un sottopassaggio. In questo modo il ruolo di Fortezza come importante snodo sarà mantenuto per il futuro.

Il presidente dell’associazione, Walter Weiss, ha consegnato il premio al sindaco Klapfer. La banda musicale Rodeneck ha fatto da cornice musicale per la celebrazione.

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Alto Adige

Neonato trovato morto a Lana, la Procura: “Segni di violenza sul corpo”. Disposta l’autopsia

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Mostrava segni di violenza il neonato trovato morto da una turista tedesca che questa mattina passeggiava con il suo cane in una stradina di campagna appena fuori Lana.

La donna, che alloggia in un maso distante poche decine di metri dal luogo del ritrovamento, ha scorto il corpicino del bambino seminascosto dalla vegetazione: il piccolo, che fonti riferiscono essere un maschio, aveva un panno avvolto intorno alle spalle e alla testa, particolare che farebbe pensare a una morte per strangolamento.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Dolomiten, il cordone ombelicale sarebbe stato ancora attaccato al corpo del piccolo, quasi sicuramente abbandonato in un luogo diverso da quello del parto.

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La Procura della Repubblica di Bolzano ha avviato immediatamente le indagini disponendo l’autopsia al fine di accertare le cause del decesso.

Sono in corso ulteriori accertamenti per una più approfondita ricostruzione dei fatti“, concludono i pm in una nota.

 

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Alto Adige

Neonato morto trovato a Lana: forse è stato strangolato

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Terribile scoperta ieri pomeriggio (16 settembre) a Lana di Sopra dove alcuni passanti hanno trovato a bordo strada, seminascosto da un cespuglio in via Raffein, nei campi tra Lana e Cermes, il corpicino senza vita di un neonato.

Come riporta il quotidiano di lingua tedesca Dolomiten, la testa del piccino era avvolta in un panno annodato più volte intorno al collo.

Sconosciute per il momento le cause del decesso, avvenuto probabilmente nelle prime ore del mattino di lunedì, ma si pensa che il piccolo possa essere stato strangolato.

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Il cordone ombelicale era ancora attaccato. Sull’accaduto indagano ora le forze dell’ordine e il pm di turno che nel frattempo ha ordinato l’autopsia.

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Merano

Merano, Palais Mamming: nuova attività per la seconda lingua

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Proseguono nell’anno scolastico 2019/20 le proposte didattiche di Palais Mamming Museum. Una nuova attività è stata ideata appositamente per la seconda lingua (L2).

Il Palais Mamming Museum, che deriva il suo nome dal palazzo seicentesco situato in piazza Duomo, offre un’ampia panoramica sullo sviluppo storico della città e del Burgraviato. Il Museo ha ripreso la sua fruttuosa collaborazione con le scuole; i programmi didattici del Museo sono stati sinora utilizzati soprattutto da classi scolastiche del Burgraviato, della Val Venosta e di Bolzano.

Palais Mamming Museum offre proposte di mediazione didattica per tutte le età: dalla scuola materna alle scuole superiori. Bambini e ragazzi possono essere introdotti nelle maniere più disparate alle tematiche affrontate dal Museo e coinvolti in un confronto attivo.

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A poco Palais Mamming Museum è diventato anche luogo per l’impiego spontaneo della seconda lingua. Il laboratorio “Veduta cittadina” crea un’atmosfera rilassata per favorire l’utilizzo pratico, divertente e spontaneo della seconda lingua (tedesco). Il ventaglio delle offerte è ampio: durante la “Passeggiata” all’interno del Museo alle alunne e agli alunni viene illustrata la storia della città di Merano.

Il laboratorio “Che cos’è un museo?”, destinato a bambine/i fino a 7 anni (scuola materna/prima elementare), intende introdurre ai compiti di un museo. “Un tuffo nella Merano medievale” è un percorso rivolto alle classi delle scuole medie. Le alunne e gli alunni si possono immergere recitando nella vita della Merano medievale e conosceranno così personalmente i tratti distintivi di una città in un’epoca complessa. “Alla ricerca della superstar di Merano!”: si tratta di un percorso museale in forma ludica per bambini della scuola elementare, con diversi personaggi della storia della città. Coloro che li impersonano ne raccontano la vita e le gesta.

Nel laboratorio “Tracce di storia meranese” per le scuole superiori, i giovani ricercheranno testimonianze storiche lungo le vie del centro di Merano ed elaboreranno così autonomamente elementi di storia cittadina.

Il lungo XIX secolo a Merano” è una passeggiata di 90 minuti avente per tema il periodo storico compreso tra la Rivoluzione Francese e la Prima guerra mondiale: un periodo di modernizzazione, industrializzazione ed urbanizzazione, i cui eventi ebbero influssi visibili sulla storia di Merano.

Il laboratorio “La guerra ha un volto”, destinato alle scuole medie e superiori, tratta la vita durante la Prima guerra mondiale: alle alunne e agli alunni vengono presentati gli avvenimenti che caratterizzarono la storia locale durante il periodo bellico, mettendoli a confronto con la propaganda dell’epoca, le difficoltà di approvvigionamento, il ruolo della donna ed altre tematiche strettamente legate alla Prima guerra mondiale.

Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare, durante gli orari di apertura del Museo, il numero 0473 270038 ovvero scrivere a palaismamming@gmail.com o museo@comune.merano.bz.it. Per bambini e ragazzi fino ai 18 anni l’ingresso è gratuito. Il costo delle guide e delle offerte didattiche ammonta ad € 3,00 o € 4,00 pro alunna/o.

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