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Bolzano

Giovane pakistano perseguitato con scritte offensive, la comunità: “Urge la cancellazione ma il Comune non ci sente”

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Decine di angoli della città imbrattati per deridere un connazionale pakistano che a sua volta si è reso disponibile a ripulire i muri dalle frasi offensive ma il Comune, che dovrebbe rilasciare il permesso, latita.

“xxxxx xxxxxx è un ipocrita”: così recitano le scritte in lingua urdu e inglese visibili in almeno una trentina di siti sparsi un po’ in tutto il capoluogo: da piazza Walther a ponte Talvera, l’intera via Roma, sopra e sotto ponte Roma e tutto il parco circostante, via Tribunale e corso Libertà, via Firenze con altre vie interne e perfino sul ‘ponte giallo’.

L’amministrazione cittadina non ha però ancora dato il via libera per la pulizia costringendo i responsabili della comunità pakistana di Bolzano a lanciare un appello pubblico.

Se mi dessero il permesso andrei io stesso a rimuovere le scritte offensive contro la mia persona – dice Awais Aashiq, 33enne dipendente del mercato generale  – ma finora non me ne è stata data la possibilità e questo costituisce per me un grave danno dato il permanere di questa situazione di disagio.

Ho un’idea di chi possa essere stato ma non conosco i motivi di una tale azione persecutoria nei miei confronti. Ho già fatto denuncia ai carabinieri e poi anche diverse richieste al Comune, che di volta in volta rimanda l’azione“. 

La scritta incriminata è comparsa per la prima volta circa sei mesi fa e da allora sta continuando a fare capolino da sempre più numerosi angoli della città creando, per i madrelingua urdu, un imbarazzante teatrino al quale ora sperano di poter porre fine.

Lo sottolinea lo stesso Umar Naz, presidente della comunità pakistana, che interpellato dal nostro giornale ha sottolineato: “Non è solo la persona offesa che in questo caso chiede la possibilità di ottenere la rimozione della scritta offensiva, ma tutta la comunità dei pakistani residenti a Bolzano. L’immobilità del Comune per noi è incomprensibile e ora chiediamo ufficialmente un intervento definitivo“.

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