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Sport

Ieri l’inaugurazione del festival a Trento con Nones, Di Francisca e Agostini. Chiude lo strepitoso spettacolo delle “Farfalle”

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Serata di gala per la presentazione ufficiale della prima edizione del Festival dello Sport di Trento al Teatro Sociale.

Ilaria D’Amico ha condotto lo show introduttivo della manifestazione che da domani mattina entrerà nel vivo.

Tuttavia sono stati già toccati argomenti importanti e raccontate storie di sport molto belle.

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Dopo i saluti iniziali con il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, e il sindaco Alessandro Andreatta, sono saliti sul palco il direttore della Gazzetta dello Sport, Andrea Monti, e il presidente del Torino Urbano Cairo in rappresentanza dell’azienda editoriale, Rcs, che organizza il Festival.

Una volta ricordati alcuni dei piatti forti che terranno scena nei prossimi giorni sono arrivati i primi campioni sul palco.

Elisa di Francisca, medaglia d’oro di scherma alle Olimpiadi, e il trentino Franco Nones, primo italiano a vincere un oro nello sci nordico nella rassegna di Grenoble 1968.

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La Di Francisca, già in ottima forma dopo essere diventata mamma, ha raccontato della sua favolosa esperienza di Londra confidando che ora il suo sogno è vincere ancora due medaglie a Tokyo 2020 e poi avere altri due figli.

Franco Nones ha ricordato i suoi tempi pionieristici e dell’amicizia che ancora oggi lo lega ai suoi avversari scandinavi di un tempo.

Il fiemmese ha inoltre trovato anche l’amore nella sua vita di atleta poiché conobbe la moglie svedese con la quale ha passato tutta la vita.

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E’ arrivato poi il momento di uno dei più grandi simboli del record: Giacomo Agostini, 15 volte campione del mondo di motociclismo, il quale domani mattina percorrerà con la moto storica la Trento – Bondone.

Proprio da quella mitica scalata è cominciata la carriera leggendaria del centauro italiano.

“Avevo 18 anni e i miei non mi davano il permesso di correre. Ho strappato la firma di mio padre e ho comprato la motocicletta a rate, 2000 lire al mese. Arrivai a Trento per la mia prima corsa in assoluto e mi piazzai subito al secondo posto. Allora capii che quello poteva essere il mio mestiere. Trento mi è rimasta nel cuore, ho avuto il record della corsa per 10 anni”.

Agostini ha parlato anche di altre imprese leggendarie e di Valentino Rossi, suo erede.

“Una volta arrivai a Daytona col titolo di campione del mondo ma Kenny Roberts riteneva che l’America fosse il mondo e che il campione era lui. Presi subito la testa della corsa ma era lunghissima e a metà ero disidratato e volevo ritirarmi. Continua per l’orgoglio di tutti gli italiani che erano venuti a vedermi. Dopo dissi a Kenny se aveva capito chi era il vero campione“.

“Valentino Rossi? Non sarei contento se mi portasse via il record, ma se ama ancora correre non vedo perché no”.

“Una volta Ferrari mi propose di correre con la sua auto e non ci dormii per alcuni giorni. Poi ho capito che ero nato per le due ruote ed ero contento così”.

Chiude il gran finale dell’inaugurazione.

La strepitosa performance delle “Farfalle”, la squadra italiana di ginnastica ritmica campione del mondo che ha danzato sulle note di “Eye of the Tiger”.

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