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Alto Adige

Il gran caldo accelera il ritiro dei ghiacciai e aumenta i rischi in montagna

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La montagna sta cambiando con una certa rapidità. E i segnali sono molto chiari. A cominciare dai crolli di ghiaccio e detriti annotati nei giorni scorsi sulla Vedretta di Solda. E’ vero, in molti penseranno che sono fenomeni naturali. Il problema però è che oggi risultano più intensi e imprevedibili a causa del cambiamento climatico.

A dire che non è un caso isolato sono anche gli esperti, secondo cui il gran caldo di queste ultime settimane sta accelerando la fusione di ghiaccio e permafrost. Questi ultimi aspetti sono la conseguenza, quindi il rischio, soprattutto per chi frequenta le alte quote, di crolli e cadute di massi nei tratti più ripidi.

A far sì che questa situazione prenda piede sempre più, hanno contribuito un inverno caratterizzato da scarse nevicate e una primavera seguita da un’estate particolarmente calde.

“Negli ultimi anni, i pericoli oggettivi in montagna sono notevolmente aumentati e oggi sono più imprevedibili che mai” l’osservazione di Roberto Dinaledirettore dell’Ufficio Idrologia e dighe dell’Agenzia per la Protezione civile della Provincia di Bolzano.

Tra i rischi maggiori, però, Dinale indica la caduta massi. “Noi monitoriamo l’evoluzione della situazione, ma ci concentriamo soprattutto sull’eventuale rischio per le aree antropizzate – la nota –. Negli spazi aperti sono richieste, in generale, cautela e responsabilità individuale.”

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