Politica
Il presidente Kompatscher relatore ospite all’AIES-Talk
L’Istituto austriaco per la politica europea e la sicurezza (AIES), fondato nel 1996, si occupa da 25 anni di vari temi relativi al processo d’integrazione europea. Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, ha preso parte oggi (23 giugno) come relatore ospite a un evento online ed ha trattato con l’ex ministro della difesa e presidente dell’AIES, Werner Fasslabend, la tematica della possibile ripresa economica dell’Italia dopo la pandemia con il Governo presieduto da Mario Draghi. Al centro del confronto anche la posizione dell’Alto Adige in merito all’utilizzo delle misure di recupero e resilienza per realizzare uno sviluppo sostenibile.
Utilizzare appieno il potenziale di sviluppo del PNRR
“La situazione economica e sociale in Alto Adige è attualmente migliore di quanto temuto qualche mese fa e stiamo lavorando intensamente per utilizzare le misure di ripresa e resilienza per un riallineamento sostenibile“, ha spiegato il presidente.
Il Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR) ha un grande potenziale di sviluppo. Nel contempo si deve dedicare attenzione anche alla tutela delle prerogative autonomistiche dell’Alto Adige.
“Il Governo intende legare la ricostruzione a semplificazioni e provvedimenti, che con la motivazione dell’interesse nazionale, mirano a rafforzare le competenze dello Stato. In questo contesto vi sono, ad esempio, settori come il codice degli appalti o la valutazione dell’impatto ambientale, che rientrano, in parte, nella competenza autonoma dell’Alto Adige“, ha spiegato Kompatscher.
Semplificazioni attese da tempo verranno sicuramente attuate o recepite anche in Alto Adige, ma non si tratta solo di fissare obiettivi, bensì anche di distribuire i compiti. “Le competenze autonome vengono organizzate in modo autonomo ed in linea di principio vanno difese contro le tendenze accentratrici“, ha spiegato il presidente altoatesino. Ciò vale indipendentemente dal fatto che normative analoghe vengano adottate successivamente in maniera autonoma.
Difendere le competenze autonomistiche
Purtroppo, la pandemia ha dato impulso, in molti settori, a tendenze centralistiche e ad un pensiero orientato allo Stato nazionale, a scapito dell’Unione Europea e delle Regioni o dell’Europa delle Regioni nel suo complesso. Ma vi sono anche controtendenze nelle quali questo sviluppo non viene accettato facilmente. Dopo le prime proteste delle Regioni, il Governo italiano le ha coinvolte attivamente nel processo decisionale nel corso della pandemia. In questo contesto, le responsabilità e le necessità autonome sono emerse di frequente.
In questo quadro, nell’ambito delle nuove nomine all’interno della Conferenza delle Regioni, il presidente Kompatscher ha chiesto e ottenuto di poter diventare il nuovo coordinatore delle Autonomie speciali e, di conseguenza, il portavoce delle istanze delle Regioni a Statuto Speciale e delle Province Autonome a livello nazionale.
“Vedo questo come un passo importante verso un ulteriore rafforzamento della comprensione dell’Autonomia altoatesina“, ha dichiarato Kompatscher.
Rafforzare la comprensione per l’Autonomia dell’Alto Adige
Riguardo alla situazione politica in Italia, il presidente ha riferito che l’imprevedibilità e la complessità del panorama politico rimarranno probabilmente una costante che anche in futuro frenerà molti sviluppi necessari. Ciononostante, il Governo italiano è attualmente guidato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, un rappresentante pragmatico e riconosciuto a livello internazionale che, con il suo contegno pacato, ha finora saputo aprire la strada per utilizzare appieno le opportunità esistenti. L’Unione Europea gioca un ruolo centrale in questo contesto e se sarà possibile liberare il potenziale di cui dispone l’Italia, lo sviluppo economico e sociale positivo sarà la logica conseguenza.
L’ottimismo è quindi appropriato, ma non bisogna trascurare il fatto che le linee di frattura politiche attraversano la società italiana e le sue istituzioni. Il rischio di bloccarsi a vicenda, come si fa in Italia da decenni, quindi, continua a sussistere. La pandemia ha probabilmente fatto crescere a molti livelli l’opinione che è tempo di un cambiamento sostenibile. “Ora dobbiamo sfruttare al meglio questo impulso ed in Alto Adige faremo tutto il possibile per preparare la nostra economia e la nostra società alle sfide future“, ha concluso il presidente Kompatscher.
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