Società
Inversione di tendenza: i giochi tradizionali tornano ad educare i ragazzi
In famiglia è necessario ritrovare la voglia di stare insieme, evitando l’isolamento che è parte integrante delle funzioni di smartphone e tablet.
Sarà un incremento fortuito oppure consapevolezza che qualcosa non va, ma le vendite dei tradizionali giochi di società sono aumentate.
All’edizione 2018 di Modena Play, evento riservato ai giochi, gli ingressi sono stati 41mila.
Nell’offerta c’è spazio agli intramontabili Monopoli e Risiko, rinnovati però nei materiali e nei regolamenti. A scomparire sono i giochi che non si concludevano mai, oggi c’è il termine massimo di due ore con diversi livelli di approfondimento in modo che possano giocare insieme tutti i componenti della famiglia, indipendentemente dall’età.
Un altro aspetto positivo è il costo: siamo circa alla metà del prezzo di un video game appena uscito e col quale in un paio di mesi, non ci giocherà più nessuno.
Le novità? “Senet” gli scacchi egiziani.
Si tratta di una riproposizione del gioco nato nel V e IV millennio a. C. diffuso tra le classi popolari e tra i bambini in particolare. “ Senet” è stato riprodotto a scopo didattico da associazioni e musei.
Ma per i bambini il gioco non è solo svago, ma attraverso il divertimento si stimola l’apprendimento, si impara la pazienza ed il rispetto dei ruoli. La sintesi di tutto questo è nei giochi da tavolo che aiutano anche la relazione educativa nell’ambito della famiglia.
L’importante è che si giochi tutti insieme creando quel senso di gruppo che spesso manca all’interno dei nuclei famigliari.
Il gioco allena la gestione del conflitto e la capacità di negoziazione e cooperazione che sono poi abilità richieste anche nel mondo del lavoro.
E se anche i videogame hanno la modalità multiplayer, ad essere del tutto diverso è il rapporto tra i giocatori: non fianco a fianco in mondi virtuali, ma guardandosi in faccia con la possibilità di una guida indiretta per i bambini. Tant’è che i giochi sono entrati anche nei piani didattici delle scuole per un approccio ludico all’apprendimento.
Metodi che favoriscono competenze linguistiche, matematiche e disciplinari. Ma anche le fantasia perché non è detto che dopo aver imparato le regole di un nuovo gioco, non le si possa modificare tutti insieme.
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