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Economia e Finanza

La Volksbank risarcisce i soci receduti ma solo su ordine del giudice

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Ieri (23 gennaio) la Banca Popolare dell’Alto Adige (Volksbank) ha comunicato di aver pagato le azioni agli azionisti che hanno esercitato il loro diritto di recesso, contestando il prezzo delle azioni.

La Banca, tuttavia, si è “dimenticata” di dire che il pagamento è avvenuto dopo 18 mesi e solamente a seguito di un provvedimento coercitivo – ex art. 186 bis c.p.c. – emesso dal Giudice Mussner del Tribunale di Bolzano.

La notizia arriva dal CTCU (Centro Tutela Consumatori Utenti) di Bolzano, che sottolinea la volontà di ovviare a tale dimenticanza da parte della Volksbank, coinvolta in un imbarazzante caso di risarcimento che la nostra testata aveva già denunciato in Volksbank: il tribunale di Bolzano ribadisce che la banca deve pagare i soci receduti dalla società.

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Con un’ordinanza esemplare, lo scorso 3 gennaio il Giudice Mussner ha quindi rigettato l’istanza della Banca in quanto la mancata autorizzazione della Banca d’Italia al pagamento della azioni non può “incidere né sul giudizio civile, né sul titolo esecutivo che eventualmente ne consegue”.

Il Giudice ha poi sostenuto che sarebbe stato onere dell’istituto di credito chiedere alla Banca d’Italia l’autorizzazione al pagamento delle azioni, cosa che la Banca non ha fatto al momento giusto, per cui la situazione dedotta come ostativa al pagamento delle azioni è imputabile alla stessa Banca, che ora è stata costretta a pagare immediatamente.

Nella causa, che è tutt’ora in corso, si attende per i prossimi mesi una determinazione del prezzo di recesso delle azioni definitivo da parte del Tribunale.

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