Alto Adige
Matrimoni da favola tra le Dolomiti: boom di richieste dall’estero e uffici comunali sotto pressione
Entro i confini di un’epoca storica in cui sposarsi non è decisamente fra le pagine del libro delle priorità di molte persone, suona piuttosto strano il grido d’allarme lanciato da molti comuni dell’Alto Adige proprio per il motivo contrario.
Il problema, di per sé, non arriva tanto dai matrimoni celebrati dagli autoctoni quanto da quelli richiesti dagli stranieri, soprattutto tedeschi, che immaginano quella giornata così speciale fra parenti, amici, fotocamere degli smartphone e accoccolati nel mezzo dei paesaggi da cartolina del Sudtirolo.
A divulgare quest’ultimo aspetto è una specifica indagine, nel far presente che, se da un lato il fenomeno è una vetrina prestigiosa per il territorio (queste coppie sono molto attratte da maestosi castelli, incantevoli paesaggi vitati e suggestivi scenari alpini), dall’altro è messo sotto pressione.
In questi ultimi tempi, diversi uffici comunali chiamati a gestire le pratiche amministrative legate alle nozze si apprende che sono corsi ai ripari, adottando le misure necessarie a contenere questo crescente numero di richieste. Uno di questi è Fiè allo Sciliar, che avrebbe introdotto un limite massimo di cinque matrimoni di cittadini stranieri all’anno.
Nell’abitato di Appiano, le tariffe per la celebrazione dei matrimoni civili dei non residenti sarebbero state raddoppiate. Ancor più restrittiva la scelta adottata dal Comune di Lana, dove vengono celebrati esclusivamente matrimoni di residenti. A Nalles, invece, le cerimonie per le coppie straniere sono state concentrate nel solo pomeriggio del giovedì.
La soluzione intermedia arriva dall’abitato di Caldaro, dove il sabato viene garantita la priorità ai residenti, pur con la possibilità di concedere alcune deroghe. C’è però anche il problema del carico burocratico che grava sugli uffici dell’anagrafe e sullo stato civile.
Cosa significa? Gli addetti parlano di procedure di registrazione attraverso consolati e autorità estere, che molto spesso richiedono più di sei mesi prima d’essere risolte, per gran sorpresa di molte coppie straniere convinte di poter completare l’iter in tempi molto più brevi.
Da non dimenticare la legge, spesso poco conosciuta dagli stessi sposi perché, chi sceglie di sposarsi in Alto Adige deve confrontarsi con le norme previste dall’ordinamento italiano, comprese quelle relative ai regimi patrimoniali e alla separazione dei beni.
Per di più, in caso di futura separazione, se non divorzio, la competenza legale può rimanere legata al Comune in cui è stato celebrato il matrimonio, con conseguenze pratiche che molti cittadini stranieri scoprono solamente in un secondo momento.
A complicare ancor di più questo quadro, si aggiunge anche il fatto dei tempi necessari per ottenere alcuni documenti ufficiali. Per cittadini tedeschi e austriaci, ad esempio, il rilascio del certificato matrimoniale può richiedere fino a sei mesi.
Nonostante l’oscura selva di regole, normative e cavilli appena riepilogati, le richieste non accennano a diminuire, confermando le località della provincia fra le mete più ricercate da chi sogna di pronunciare il fatidico “sì”, immerso nell’unicità dello scenario dolomitico sudtirolese.
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