Alto Adige
Nuova struttura per l’assistenza spirituale ospedaliera
L’assistenza spirituale ospedaliera è operativa dal 1992 in Alto Adige nei sette nosocomi dell’Azienda sanitaria provinciale. Mentre prima il personale – 24 tra donne e uomini – era dislocato nei singoli distretti sanitari, dall’inizio dell’anno è riunito nel Servizio di assistenza spirituale ospedaliera a livello provinciale, con l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio e agevolare il lavoro di rete tra gli operatori. Il primo coordinatore del servizio provinciale è Marco Antulov.
Dal 1992 laici e laiche qualificati lavorano come assistenti spirituali negli ospedali dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. Nei sette nosocomi sul territorio sono attualmente 24 le donne e gli uomini, con la formazione e il mandato della Diocesi, incaricati di garantire il servizio di assistenza spirituale. L’offerta si rivolge ai pazienti, ai loro familiari e amici nonché al personale dell’Azienda sanitaria.
A partire dal 1° gennaio 2023 l’assistenza spirituale ospedaliera è stata riorganizzata in collaborazione con l’Ufficio pastorale della Diocesi di Bolzano-Bressanone. Gli assistenti spirituali finora dislocati nei quattro distretti sanitari sono ora entrati a far parte del Servizio aziendale dell’assistenza spirituale ospedaliera.
Il servizio è coordinato da Marco Antulov, assistente spirituale all’ospedale di Brunico. Il servizio a livello provinciale e il coordinamento congiunto servono a sviluppare la qualità dell’assistenza spirituale ospedaliera e a migliorare ulteriormente il lavoro in rete del gruppo professionale.
Il nuovo coordinatore Marco Antulov e Arthur Punter hanno ufficialmente ricevuto il mandato di assistenti spirituali ospedalieri dal vescovo Ivo Muser nella celebrazione all’ospedale di Vipiteno per la Giornata mondiale del malato 2023.
Nell’occasione il vescovo ha augurato ai due assistenti spirituali di sperimentare la gioia nello svolgere questo servizio: “Possiate portare benedizione ed essere voi stessi una benedizione. Per noi cristiani è anche nel rapporto con i malati che si mostra la nostra credibilità. Il servizio agli ammalati è un modo speciale di servire Dio nelle persone”, ha concluso il vescovo.
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