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Scienza e Cultura

Ötzi continua a ospitare vita: scoperti microrganismi ancora in attività

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La celebre mummia del Similaun ha parlato di futuro con la scienza. Ad oltre cinquemila anni dalla morte, e più di venti dal ritrovamento, un nuovo studio condotto dall’Istituto per lo studio delle mummie di Eurac Research, pubblicato sulla rivista scientifica Microbiome, riferisce che Ötzi è un vero e proprio ecosistema biologico ancora attivo.

Ma come si è arrivati a questa scoperta? La ricerca lo spiega molto chiaramente: “analizzando in profondità il complesso insieme di microrganismi presenti nell’uomo venuto dal ghiaccio, riuscendo a distinguere la sua flora intestinale originaria da quella che si è sviluppata dopo la sua morte.”

Il mondo della ricerca scientifica può dunque gioire per un risultato che offre nuove informazioni sulla vita dell’uomo preistorico e sui processi biologici che hanno interessato il suo corpo nel corso dei millenni.

A questo proposito, fra le scoperte più sorprendenti la ricerca riferisce che sono stati identificati dei particolari lieviti specializzati, simili a ceppi rinvenuti nelle regioni antartiche, capaci di sopravvivere e proliferare in ambienti estremamente freddi.

Secondo gli studiosi, questi microrganismi avrebbero attraversato i secoli intrappolati nel ghiaccio e sono ancora vitali nelle attuali condizioni di conservazione della mummia, custodita al Museo Archeologico dell’Alto Adige a una temperatura costante di circa -6 gradi. Per lei è in arrivo anche il nuovo impianto di conservazione. (qui link)

Lo studio ha pure evidenziato un dettaglio inatteso. Alcuni di questi lieviti sembrano aver utilizzato come fonte di nutrimento il fenolo, sostanza che in passato è stata usata per disinfettare la mummia dopo il ritrovamento.

Quest’ultimo aspetto ha portato gli scienziati a dire che, oltre la conservazione di Ötzi, quei microrganismi adattati alle basse temperature potrebbero trovare un’applicazione in diversi settori industriali, contribuendo allo sviluppo di processi più sostenibili dal punto di vista energetico, come le fermentazioni a freddo utilizzate nell’industria alimentare e biotecnologica.

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