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Arte e Cultura

Palais Mamming Museum Merano: “recycling art” e figure di santi realizzate dagli artisti peruviani Mendívil

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Il Palais Mamming Museum ospita, sino al termine della stagione (6 gennaio 2019), due interessanti esposizioni temporanee, che arricchiscono ulteriormente il patrimonio artistico-culturale della collezione permanente.

Inaugurata a fine settembre ed allestita in collaborazione con Kunsthalle West Eurocenter Lana, la mostra dedicata alle opere di Ruth Gamper, nota artista che vive e lavora nel capoluogo altoatesino, sta riscuotendo un particolare successo.

Le sue opere, facenti parte della serie dedicata ai blister, rientrano in pieno nella scelta artistica del riutilizzo dello scarto quotidiano, sapientemente trasformato in pura percezione estetica.

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Dalle valve trasparenti sui fogli di alluminio traspaiono lampi di colore traslucidi creati sul supporto, o scaturiti dal farmaco stesso, abbandonato e volutamente imprigionato dentro bolle che permettono all’occhio di intravedere appena.

Incollati orizzontalmente o, miracolosamente, di taglio, i blister metallici creano pattern sorprendentemente diversi e leggeri, dagli effetti tridimensionali, in uno spaesamento sorprendente. Il farmaco, una volta sollevato dalla sua funzione, si ricombina creando un senso estetico inaspettato, rimasto segreto. Diventa una cura che stimola la necessità della bellezza, vera portatrice di cellule sane per la sopravvivenza.

La ricombinazione degli involucri in alluminio, in texture con effetti tridimensionali e in sorprendenti combinazioni di taglio, ci offrono una proposta nuova e ricca di significati simbolici e concettuali, che rimandano ad antichi e contraddittori binomi come quella tra natura e artificio, che spesso sottintende una ricerca di salute e bellezza spesso rivolta dall’uomo a una ricerca di eternità.

Il Palais Mamming Museum ospita inoltre la collezione di opere della famiglia di artisti peruviani Mendívil appartenuta all’ex direttore del Museo Civico meranese Gunther Erhart, recentemente scomparso.

Erhart soggiornò a lungo in Perù al seguito di diverse organizzazioni umanitarie ed ebbe così modo di collezionare le opere della famiglia di artisti di Cusco (Perù). I Mendívil, famosi soprattutto per i loro presepi variopinti e le figure di santi dai lunghi colli, sono considerati tra i principali rappresentanti dell’arte popolare peruviana. Svilupparono diverse tipologie di figure, per esempio la Madonna gravida e la Madonna lactans, considerate rivoluzionarie per l’arte peruviana.

In queste figure gli elementi sudamericani si fondono con le tradizioni europee. Oltre che alla produzione di figure, la famiglia è dedita anche alla pittura, spesso utilizzata come strumento di critica sociale e denuncia della situazione politica peruviana degli anni Ottanta del secolo scorso.

ORARI APERTURA MUSEO – Il Palais Mamming, durante le festività natalizie e di fine anno, rimarrà regolarmente aperto da martedì a sabato dalle ore 10:30 alle 17 con orario continuato, rimanendo chiuso solo nelle giornate di lunedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio. Il Museo è inoltre sempre aperto di domenica e il 26 dicembre, in entrambi i casi dalle 10:30 alle 15: in occasione del Mercatino di Natale di quest’anno, infatti, le porte del Palais Mamming Museum rimangono aperte due ore in più oltre l’abituale orario festivo, permettendo ai visitatori di godere ancor meglio di questo partimonio artistico-culturale della città di Merano.

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Arte e Cultura

La passeggiata Freud: il fascino di un luogo che diventa un libro

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“La passeggiata Freud. Camminare, ricordare, sognare”: l’appuntamento è per mercoledì 19 giugno alle 16,30 all’hotel Lichtenstern di Stella di Renon.

La presentazione del libro, edito in due lingue (italiano e tedesco), è a cura del suo autore, Francesco Marchioro.

Tutto ovviamente ispirato alla “Freudpromenade”, ovvero alla prima passeggiata al mondo dedicata dal 2006 al grande padre della psicanalisi e che nel 2016 ha aggiunto al singolare itinerario le panchine artistiche firmate da David e Verena Messner.

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Il progetto è stato realizzato grazie al Comune di Renon e proprio qui, nel 1911, la famiglia Freud soggiorna a lungo, prima a Soprabolzano e poi a Collalbo, tanto da lasciare un’impronta indelebile anche nella produzione del maestro viennese (è qui che nasce infatti l’opera Totem e Tabù).

Una pubblicazione che raccoglie il fascino di un luogo e lo fa suo, attraverso capitoli di narrazione accompagnati da oltre 200 tra aforismi e citazioni di un grande personaggio che accompagna i visitatori in un viaggio solitario ma ricco di spunti.

Sostare in questo luogo, per l’autore, diventa quindi un’esperienza di vita oggi arricchita da immagini, racconti, nuove letture e tante nuove idee.

 

 

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Spettacolo

Storia del cinema che se ne va, morto Franco Zeffirelli. Per Firenze e l’Italia è lutto

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Il giglio nel mondo. Si è spento serenamente all’età di 96 anni, nonostante una lunga malattia, il regista fiorentino Franco Zeffirelli.

E con lui se ne va una delle figure storiche del cinema nazionale e internazionale. Sceneggiatore, attore, regista, personalità chiave della cultura e del cinema italiani.

Zeffirelli è morto nella sua casa di Roma, sulla via Appia, circondato dalla famiglia, in particolare dai figli adottivi Pippo e Luciano e dai suoi amati cagnolini.

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Circa una settimana fa, secondo quanto si apprende dalla famiglia, aveva ricevuto l’estrema unzione.

La cittadina Firenze ha proclamato il lutto cittadino per uno dei suoi più illustri rappresentanti. In serata, al Teatro di Maggio, pubblico e orchestra hanno osservato tre minuti di silenzio prima dell’inizio delle “Nozze di Figaro”.

Il premio al “Genio ed Eccellenza italiana nel mondo“, l’ultimo della sua carriera, gli era stato consegnato recentemente dalla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.

La camera ardente sarà allestita a Firenze, lunedì mattina, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio mentre i funerali saranno celebrati a San Miniato al Monte.

Le le sue spoglie riposeranno sotto la basilica del cimitero monumentale alle Porte Sante di Firenze, città dove era nato il 12 febbraio 1923, nella cappella di famiglia.

Sarà un addio a uno dei maestri del ‘900.

All’anagrafe Gian Franco Corsi, nato fuori dal matrimonio da Ottorino Corsi, un commerciante di stoffe originario di Vinci, e dalla sarta fiorentina Alaide Garosi Cipriani, ebbe un’infanzia tribolata, dovuta al mancato riconoscimento paterno che avvenne solo a 19 anni, e alla prematura scomparsa della madre.

Dalle prime esperienze al cinema con Francesco Rosi e poi come aiuto regista di Luchino Visconti in La terra trema e in Senso, nonché di Antonio Pietrangeli ne Il sole negli occhi (1953), Zeffirelli passa al grande schermo nel 1957 con Camping (1957).

La prima opera con cui Zeffirelli raggiunge la notorietà non è uno dei suoi film più noti, bensì il documentario “Per Firenze” dedicato dal regista alla sua città per raccontare l’alluvione che il 4 novembre 1966 che devastò la città di Firenze.

Dopo infinite esperienze teatrali e cinematografiche, verso la fine degli anni sessanta si impone all’attenzione internazionale sempre in campo cinematografico grazie a due trasposizioni shakespeariane: La bisbetica domata (1967) e Romeo e Giulietta (1968).

Il suo lavoro più famoso forse è “Gesù di Nazareth“, del 1977, sceneggiato televisivo, trasmesso su Rai 1 in cinque puntate di un’ora circa ciascuna, di enorme successo con un cast da kolossal.

Cinque dunque tra i film imperdibili: La bisbetica domata del 1967, Romeo e Giulietta (1968), Fratello Sole Sorella Luna (1972), Gesù di Nazareth (1977), Un tè con Mussolini (1999).

Una carriera tra cinema, teatro ed opera, Franco Zeffirelli era discendente di Leonardo da Vinci, antenato di suo padre: lo scoprì tre anni fa grazie alla ricerca di uno storico. Nel 2007, infatti, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano consegnò a Zeffirelli proprio il ‘Premio Leonardo’.

“Ciao maestro” si legge sul sito della sua fondazione.

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Musica

Planetarium, capolavoro PInk Floyd: il 15 giugno si rivive “The Dark Side of the Moon”

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Quasi 50 anni dopo il primo storico allunaggio, a gennaio 2019 la Cina è riuscita a mandare con successo una sonda sul lato oscuro di questo satellite della terra, operazione complicata e in un certo senso irrazionale.

Il lato oscuro dell’uomo invece è il tema di un percorso musicale dei Pink Floyd che si è tradotto nell’album “The Dark Side of the Moon“. Sabato, 15 giugno presso il Planetarium Alto Adige tutti i fan della band inglese potranno rivivere la magia di questo album.

The Dark Side of the Moon” è l’album di maggior successo dei Pink Floyd e a sua volta si trova molto in alto nella lista dei dischi più venduti di tutti i tempi in compagni di altri mostri sacri come “Back in Black” degli AC/DC e “Thriller” di Michael Jackson.

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Un album che ha attraversato indenne i lustri per arrivare fresco come una rosa e attuale ai giorni nostri.

“The Dark Side of the Moon” è stato prodotto con le più avanzate tecniche di registrazione.

Il 15 giugno tutti i fan dei Pink Floyd potranno riascoltare e vedere questo album fondamentale in alta qualità al Planetarium Alto Adige. Un esperienza psichedelica che permetterà agli spettatori di tuffarsi nel lato oscuro della mente.

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