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Bolzano

Panico in sala durante un film horror: giovani sparano con una pistola soft air

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Una serata al cinema si è trasformata in un incubo per decine di spettatori, terrorizzati da un gruppo di ragazzi che, durante la proiezione di un film horror, ha cominciato a sparare pallini con una pistola soft air tra il pubblico. È accaduto domenica sera in un cinema del capoluogo, dove è stato necessario l’intervento urgente della Polizia di Stato per riportare la calma.

Secondo quanto ricostruito, una decina di giovani, tutti tra i 15 e i 19 anni, avrebbe iniziato a passarsi una pistola durante il film, per poi utilizzarla lanciando colpi verso ignari spettatori. L’arma, pur essendo una soft air con tappo rosso, ha generato il panico tra i presenti, che hanno subito allertato la sicurezza della sala, la quale ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

All’arrivo della Squadra Volante, la confusione era ancora palpabile. Gli agenti sono riusciti a rintracciare alcuni dei giovani coinvolti all’esterno del cinema. Questi ultimi si sono dichiarati estranei ai fatti, puntando il dito su altri coetanei che nel frattempo si erano già dileguati. “Non c’entriamo nulla, erano altri a giocare con la pistola”, avrebbero detto ai poliziotti.

Ma il ritrovamento di una pistola soft air e di un coltello a serramanico nei bagni del cinema ha confermato la gravità dell’episodio. Le due armi, molto probabilmente abbandonate poco prima dell’arrivo degli agenti, sono state immediatamente sequestrate. Un gesto che, seppur privo di conseguenze fisiche, avrebbe potuto avere esiti ben più drammatici.

Le indagini sono tuttora in corso. Le autorità stanno cercando di risalire all’identità di chi aveva materialmente in mano le armi e di capire il ruolo di ciascun giovane coinvolto. Allo studio anche eventuali provvedimenti amministrativi a carico dei responsabili, che rischiano sanzioni pesanti.

“Un comportamento irresponsabile e pericoloso, soprattutto in un luogo pubblico frequentato da famiglie e bambini”, ha commentato un agente intervenuto sul posto. L’episodio riapre il dibattito sull’accesso dei minori a oggetti potenzialmente pericolosi e sul controllo nei luoghi di aggregazione giovanile.

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