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Politica

Pesticidi e zone di tutela dell’acqua potabile, chiesto un tavolo tecnico dal M5S

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Con Delibera del 12 marzo 2019 n. 142 la Giunta Provinciale, all’unanimità, aveva autorizzato l’impiego di pesticidi molto pericolosi per la salute umana e per l’ambiente nelle aree di tutela delle acque potabili.

Cittadini e associazioni cercano da allora di capire come reperire informazioni sulla bontà della nostra acqua: si chiedono se le misure predisposte dalla Provincia siano sufficienti a rilevare l’eventuale presenza di queste sostanze nell’acqua potabile e che conseguenze possa avere la decisione della Giunta di autorizzare queste sostanze per la salute della propria famiglia – afferma il Consigliere provinciale M5S Diego Nicolini – . Noi ci siamo subito messi in moto per cercare di capire come e se vengano effettuati sufficienti controlli su queste aree e se siano state rilevate sostanze pericolose nell’acqua potabile“.

La risposta a una nostra interrogazione (n. 264/19-XVI) ci giunge a sei mesi da quella delibera. Dalla risposta emerge che lo stato di salute delle nostre acque potabili è affidato più che altro al controllo presso i rivenditori e i distributori di prodotti fitosanitari e a quello dei registri che gli agricoltori dovrebbero compilare ogni qual volta utilizzassero uno di questi prodotti pericolosi”.

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Ciò significa che ci si impegna più in un tipo di controllo formale piuttosto che in un controllo capillare delle aree e nel monitoraggio chimico-analitico delle fonti di acqua potabile potenzialmente interessate.

Continua Nicolini: “Si pensi ad esempio che su tutta Bolzano le analisi per la ricerca dei residui di fitosanitari nelle acque potabili si limitano a 25 campionamenti all’anno nelle zone interessate, a cui si aggiungono circa 10 campionamenti sulla falda acquifera.

Dalla risposta alla nostra interrogazione emerge anche che non ci si sta occupando di controllare l’effetto sinergico delle diverse sostanze nocive permesse nelle aree di tutela dell’acqua potabile – il famoso effetto cocktail-, ma nemmeno la presenza nell’acqua di metaboliti e di sottoprodotti che derivano dalla biodegradazione dei fitofarmaci“.

Dare risposta all’interrogazione dei pentastellati ha richiesto il coinvolgimento di differenti ripartizioni e numerosi uffici dell’Amministrazione provinciale. Quello che si è reso evidente è che la tutela delle acque è questione interdipartimentale e si perde in un groviglio burocratico di cui non è facile vedere l’inizio e la fine. Manca quindi completamente un organismo deputato al coordinamento di tutti gli uffici che si occupano di controllo e vigilanza sui trattamenti fitosanitari e di tutela dell’acqua potabile.

Perchè la salute delle nostre acque potabili sia efficacemente monitorata e perché i cittadini possano avere costante riscontro sul suo stato, abbiamo presentato una mozione con la quale chiediamo l’istituzione di un Tavolo Tecnico di Coordinamento permanente, con la funzione di analizzarne in modo rigoroso le politiche di tutela delle acque potabili e i loro risultati, ma anche di formulare le proposte di aggiornamento ed integrazione degli standard in materia di prodotti e trattamenti fitosanitari permessi, secondo le più recenti scoperte in campo scientifico e sanitario.

Il TTC dovrà essere composto da un rappresentante per ogni ufficio coinvolto e dai rappresentanti delle associazioni, coinvolgendo così la società civile. Il Tavolo sarà coordinato dalla Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima“.

Già durante la presentazione del Piano d’Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari si era parlato della necessità per le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano di istituire un organismo di coordinamento come primissima misura.

Questo è senza dubbio un primo passo necessario e urgente per risolvere in maniera concreta questo problema. L’agricoltura ha un ruolo molto importante nel nostro territorio, ma è necessario tutelare innanzitutto la salute di tutti i cittadini e stimolare gli agricoltori ad un uso responsabile dei pesticidi e alla conversione più rapida possibile a metodi più sostenibili.

Quanto prima sarà attivo il Tavolo di coordinamento, tanto prima si potranno definire e rimuovere tutti quegli ostacoli organizzativi, giuridici, scientifici e operativi che impediscono che l’acqua potabile, e quindi la salute dei cittadini e degli ecosistemi, siano meglio protetti dai danni che queste sostanze possono causare, anche dopo anni” conclude il Consigliere Nicolini.

Politica

Consiglio Nazionale Anci: elezione per il consigliere della Lega Luigi Nevola

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Con immenso orgoglio apprendo di essere stato eletto nel Consiglio Nazionale dell’Anci. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno avuto fiducia in me e che hanno proposto il mio nome per questo incarico di rilevanza nazionale.

In primo luogo il nostro Segretario Federale, Matteo Salvini e il commissario della Lega Alto Adige, Maurizio Bosatra.

Nell’espletamento della mia funzione avrò occasione di relazionarmi con i sindaci e gli amministratori di tutta Italia e di rappresentare Bolzano a livello nazionale con ancora più passione e professionalità“.

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Così il responsabile e consigliere comunale della Lega Luigi Nevola, all’indomani della notizia della prestigiosa nomina conferitagli dall’Anci in occasione del congresso annuale che si è tenuto ad Arezzo.

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Politica

No Tram a Bolzano: manifesti, striscioni e proteste di Cpi in Municipio

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A pochi giorni dal voto referendario sul tram a Bolzano, sono stati affissi da CasaPound decine di manifesti e striscioni contro il nuovo progetto comunale su rotaia e cavi, reputato dalle tartarughe frecciate “una pazzia inutile e costosissima che nessun beneficio porterà alla città e ai cittadini“.

Come spiega il coordinatore Andrea Bonazza, il manifesto di Cpi punta il dito contro l’irresponsabile volontà della giunta comunale, di limitare il traffico ostruendo le principali arterie della mobilità cittadina, ovvero viale Druso e corso Italia, paragonate da CasaPound al cardo e decumano romani, qui descritto (cardo) col gioco di parole “car-go”, per far intendere che tale carreggiata è essenziale per fare defluire le automobili.

Mentre da una parte continua a lievitare il costo dell’opera con oltre 220milioni di euro – precisa il consigliere comunale Sandro Trigolodall’altra i tecnici del progetto non hanno ancora chiari i costi relativi alla manutenzione e quali ricavi si pensa di ottenere“.

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Per l’assessore verde Lorenzini il tram rappresenta la panacea a tutti i problemi di viabilità creati dai 22.000 pendolari dell’Oltradige che ogni mattina arrivano da Appiano, Caldaro e paesi limitrofi ma – puntualizza il consigliere Maurizio Puglisi Ghizzil’assessore ha pensato che, se al mattino a Ponte Adige si ritrovano tutti allo stesso orario per prendere il tram, i convogli dovrebbero essere di una lunghezza proibitiva per le nostre strade?

Prosegue Trigolo sottolineando come la realizzazione del percorso a binari tra corso Italia, corso della Libertà e via Rosmini cancellerà parecchi posti auto dove la città, per la datazione degli edifici ha una cronica mancanza di parcheggi e pochissimi garage privati.

Nell’intervento di eri sera in Municipio, i consiglieri di CasaPound, sostenuti dall’irruzione di una ventina di militanti con striscioni “no tram”, si sono opposti al progetto perchè, oltre ai costi, Bolzano ha bisogno di soluzioni immediate alla viabilità ed il tram, se va bene sarebbe pronto in 6/7 anni.

Dopo essere stato a Firenze per ascoltare i cittadini del capoluogo toscano e vedere con i propri occhi le problematiche della tramvia fiorentina, Bonazza ha messo in crisi i tecnici di Comune e Provincia portando all’attenzione della giunta diverse problematiche. Il 31 gennaio 2019 il tram fiorentino si bloccò per un intera giornata a causa della neve e lo stesso avviene con i binari ghiacciati.

Se a Firenze sono impreparati alle nevicate, a Bolzano vengono disseminate tonnellate di sale che inevitabilmente logoreranno binari e mezzi” ha dichiarato il consigliere della tartarughe frecciate.

Sempre parlando dei binari, Bonazza ha chiesto come si potrà procedere alla manutenzione della rete fognaria, elettrica e all’acquedotto cittadino con nel mezzo le rotaie del tram che non possono certo essere spostate. La risposta dei relatori del progetto ha fatto intendere che, anche su questo, ci saranno fortissime problematiche.

Il gruppo consiliare di CasaPound ha infine riproposto di fronteggiare il trafficoche con il tram aumenterà vertiginosamente anziché diminuire“, con opere a minor costo e tempo, come parcheggi di scambio agli ingressi della città, potenziamento e rinnovo dei mezzi su gomma, con particolare attenzione alla sostenibilità, e il potenziamento della già esistente linea ferroviaria Bolzano-Merano, aumentando le stazioni in zona industriale e in viale Trento per sfruttare mezzi già esistenti a minor costo evtrasportare la stragrande maggioranza dei pendolari, da Merano e Oltradige, nelle zone lavorativamente interessate.

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Politica

Caso Solland, Urzì richiede una Commissione d’inchiesta in Consiglio

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Sul caso Solland Silicon il consigliere provinciale Alessandro Urzì ha avanzato una richiesta di istituzione di una Commissione d’inchiesta presso il Consiglio provinciale (saranno sufficienti nove firme) per indagare su tutte le procedure messe in atto dalle istituzioni provinciali e dalla politica locale e nazionale per garantire le condizioni minime e sufficienti al sostegno della riattivazione della produzione e l’individuazione di un investitore qualificato interessato a subentrare nella proprietà con l’intenzione di sostenerla e non dismetterla.

In questa luce – sottolinea Urzì – si inseriscono anche le ordinanze della Provincia con le quali si sono disposte le procedure di dismissione del complesso industriale e prima di esse le autorizzazioni integrate ambientali che hanno così pesantemente condizionato le prime aste pubbliche, ponendo a carico degli investitori le opere di bonifica, quando ciò non sarebbe stato previsto dalla disciplina europea sulla base del principio che chi inquina paga.

Insomma gravano numerosissime ombre sull’intera vicenda ed è per questo che ho richiesto la Commissione d’inchiesta appellandomi ora ai diversi gruppi politici presenti in Consiglio perché la sostengano con la loro firma“.

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Ricorda Urzì, che i dubbi sul ruolo politico avverso o perlomeno ambiguo alla ripresa delle attività industriali avuto da parte della Provincia e dal sindaco verde di Merano Roesch e dalla amministrazione meranese sono stati denunciati con evidente forza anche nel corso della recente seduta straordinaria del Consiglio comunale di Merano, con prese di posizione paradossalmente critiche (quasi delle mani messe in avanti) da parte di componenti della stessa maggioranza.

La vicenda non può dirsi conclusa sino a quando l’intero impianto non sarà svuotato – conclude il consigliere – . Ora si chiede la Commissione d’inchiesta come atto di trasparenza che si auspica venga sostenuto anche dalle stesse forze di maggioranza provinciali“.

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